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Ronaldo è un caso, mancano gli acquirenti

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I like, il numero sterminato di follower contano sempre meno. L’industria Cristiano Ronaldo è meno attrattiva e la Juventus si ritrova con il caso del portoghese, con la sua voglia di lasciare Torino e il calcio italiano a pochi giorni dalla deadline di acquisti e cessioni, il 31 agosto. La volontà, nonostante le parti conoscano a memoria le battute della commedia, è comune: Ronaldo non ha alcuna intenzione di spalmare e rivedere verso il basso l’ingaggio annuo da 31 milioni di euro che affligge il bilancio bianconero, la Juve cerca un acquirente per non realizzare una minusvalenza, avendo ancora l’ultima fetta dell’acquisto di Ronaldo da ammortizzare, circa 28 milioni di euro.

La via d’uscita è stretta

Fin qui, le cifre, che sono sicuramente la parte più incisiva della vicenda. La via d’uscita è stretta e il tempo è poco, una settimana. Il segnale che la risoluzione del giallo non è dietro l’angolo arriva anche da quella parte di stampa informata e vicina alla Juventus, che racconta di Ronaldo isolato nello spogliatoio, ormai allergico al gruppo bianconero e interamente proiettato su se stesso. L’addio è consumato, le avvisaglie c’erano tutte: a giugno Ronaldo era assente dal lotto di bianconeri fotografati con le maglie della nuova stagione. Ma solo ora il suo potente agente, Jorge Mendes, è chiamato a scovare l’asso di briscola, ovvero un club pronto al doppio assegno, per la Juve e per l’ingaggio di CR7. Facile? Forse in altri tempi.

Gli aquirenti che mancano

Il vero tema è proprio questo: fino a due anni fa sarebbe stata impensabile un’estate con Messi senza contratto per settimane, il Barcellona che non può rinnovarlo a causa del salary cap e Ronaldo che non trova mezzo top club interessato a portarlo a casa. Non lo è il Manchester City, che punta tutto su Kane, non lo è il Real Madrid, con smentita ufficiale di Carlo Ancelotti sui social. Forse lo sarebbe il Paris Saint Germain, asso pigliatutto nella stagione che precede il mondiale in Qatar e che non è mai preoccupato di ingrossare il monte ingaggi e che metterebbe in vetrina il portoghese con Messi e Neymar. Certo, pesa l’età, investire su Ronaldo a 36 anni, o Messi a 34 anni, non è strategia di lungo respiro.

Covid-19 ha ridotto l’appeal di Messi e Cr7

Ma Covid, la pandemia che ha strozzato i conti e accelerato le pratiche della Superlega defunta in un amen, neutralizza anche l’esercito di follower che spesso ha giustificato l’acquisto a tante cifre dei campioni del calcio europeo. Ronaldo e i suoi 300 milioni di seguaci di Instagram non fanno più gola come prima, nonostante, dati di giugno del social media marketing Hopper HQ, per una pubblicità sull’account ufficiale di CR7 un inserzionista arrivi a pagare sino a 1,6 milioni di dollari, il 54% in più rispetto al 2020, nonostante la pandemia. E non faceva così gola neppure Messi, che in poche settimane ha portato un incremento complessivo di 20 milioni di follower (tra account ufficiali Facebook, Twitter, Instagram, TikTok) al Paris Saint Germain, che proprio su TikTok ha sorpassato il Barcellona. Insomma, le spese pazze, dopo la pandemia, non sono più consentite, i conti prevalgono sull’appeal e potenza sui social. È cambiata la musica, in attesa che Ronaldo cambi squadra.

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