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Welfare aziendale, arriva app per le best practice

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Le buone pratiche dovrebbero diventare un modello di comportamento. Anche nel mondo del welfare aziendale. Anche con la collaborazione tra pubblico e privato. E’ l’obiettivo del progetto ReFlex (“REconciliation and FLEXibility: reconciling new work and care needs”) promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per le politiche della famiglia) e che ha come focus prioritario la promozione di azioni volte a favorire l’equilibrio tra vita lavorativa e vita personale di uomini e donne, anche attraverso una migliore condivisione del lavoro di cura familiare e il supporto alla genitorialità.

“Il welfare aziendale di cui si parla in questo caso è focalizzato sui temi di conciliazione tra vita e lavoro, con uno sguardo privilegiato alla tutela delle famiglie e della genitorialità”, spiegano da Palazzo Chigi.

Nei prossimi giorni – comunque entro settembre – dopo un paio d’anni di lavoro di ricerca, dovrebbe essere rilasciato un “applicativo digitale” che consentirà a ogni azienda interessata di verificare le best practice sul tema, e inviterà ogni impresa a “caricare la propria buona pratica”. Un algoritmo, elaborato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università RomaTre, sarà costantemente aggiornato dal caricamento di tutti i dati nuovi immessi. L’intelligenza artificiale agisce su una base dati di 500 “case histories” ottenute come esito della mappatura condotta nei mesi scorsi da Irs (Istituto per la Ricerca Sociale), uno dei due partner (insieme a RomaTre) del Dipartimento per le politiche della famiglia.

Le 500 aziende individuate come base di partenza per l’analisi condotta da Irs sono state l’esito di un primo lavoro condotto tramite il “Tavolo istituzionale” promosso dal Dipartimento, dove sono rappresentate una settantina di aziende, la metà delle quali ha aderito al progetto ReFlex, individuando altri soggetti di impresa da sottoporre alla mappatura condotta da Irs. Obiettivo principale di questa prima azione attuata dall’Irs è quello di sviluppare un’attività di studio e ricerca volta a fornire una panoramica dei principali approcci, metodi e modelli adottati a livello nazionale e dell’Unione europea che affrontano il tema della conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare con particolare focus sulle attività condotte da imprese per favorire il welfare aziendale. Una ricerca più approfondita verrà svolta sulle attività già attuate dalle imprese facenti parte del “Tavolo istituzionale” al fine di conoscere e analizzare specifiche pratiche/progettualità esistenti.

La finalizzazione della mappatura è rivolta alla progettazione di un ventaglio di servizi, il “set di conciliazione”, che verrà verrà strutturato per ambiti tematici in maniera da coprire le diverse esigenze sul tema della conciliazione dei tempi di lavoro e di cura della famiglia. “A titolo esemplificativo e non esaustivo dei possibili ambiti tematici si segnalano – si legge nel documento progettuale di ReFlex – iniziative e modelli gestionali/organizzativi volti a promuovere il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori (smart working, part time, ecc.); iniziative e servizi di time-saving; iniziative a sostegno della famiglia e della natalità e maternità; asili nido aziendali e/o altre iniziative di supporto alla gestione dei figli soprattutto nel periodo estivo; iniziative a supporto della gestione di soggetti disabili e/o anziani presenti nella famiglia; iniziative volte ad estendere, mediante contrattazione di secondo livello, diritti forniti dalla attuale normativa vigente in materia (permessi, congedi, aspettative); iniziative di formazione e confronto sui temi della genitorialità”.

Dopo l’attività di ricerca e di analisi è ormai quasi conclusa l’attività di realizzazione dell’App (denominata “applicativo digitale”) che si avvarrà di un software di intelligenza artificiale sviluppato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre, che rimarrà disponibile oltre la durata del progetto e per tutte le aziende italiane che vorranno intraprendere azioni di welfare aziendale.

Complessivamente il progetto ReFlex si propone un ambizioso obiettivo finale: quello di sistematizzare e modellizzare un sistema di welfare aziendale che si ponga in futuro come riferimento nazionale per tutte le imprese del territorio italiano.

L’iniziativa, promossa e finanziata in parte dalla Commissione europea, prevede un costo di oltre 800mila euro. Avrebbe dovuto concludersi tutto entro la fine del 2021, ma i rallentamentideterminati dall’anno di Covid suggerirà una richiesta di proroga almeno per tutto il 2022, per assicurare le attività di comunicazione dell’iniziativa. “Al fine di promuovere le azioni progettuali e i relativi risultati, il progetto prevederà l’organizzazione di una serie di workshop formativi aperti alle imprese che si svolgeranno nelle città delle aziende facenti parte della sperimentazione. Saranno organizzate inoltre – aggiungono da Palazzo Chigi – una Conferenza di lancio e una Conferenza finale, finalizzate alla presentazione dei risultati. Il progetto prevede anche la produzione e diffusione di uno spot a livello nazionale per la promozione/illustrazione di reali iniziative che hanno funzionato in tema di welfare aziendale al fine di sensibilizzare sia le aziende che i lavoratori e le lavoratrici in un’ottica di “win-win”, ovvero un ottimo welfare aziendale produce un ritorno in termini di produttività aziendale e benessere familiare”.

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