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Bat, il gigante del tabacco sceglie l’interporto di Trieste per l’Hub europeo

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bat british american tobacco trieste

Lasciamo parlare i numeri: 500 milioni di investimento in cinque anni su un’area di 20mila metri quadrati per la costruzione di 12 linee di produzione e della digital boutique, laboratorio di ricerca e centro di eccellenza per il marketing digitale, che creeranno 600 nuovi posti di lavoro diretti, in maggioranza ad alta qualificazione tecnologica e scientifica, e 2.100 posti indiretti. Sarà questo l’impatto che produrrà sul territorio di Trieste e del Friuli Venezia Giulia la scelta annunciata dall’amministratore delegato e presidente di British American Tobacco Italia e Area Director di 18 Paesi del Sud Europa, Roberta Palazzetti, di insediare nell’Interporto di Trieste il suo nuovo “A Better Tomorrow Innovation Hub”, che diventerà il polo europeo del gruppo e si affiancherà ai due poli in America e in Asia.

Bat ha annunciato la sua nuova collaborazione pluriennale con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico orientale (che controlla l’interporto) alla presenza dei Ministri dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, e delle Politiche agricole, il triestino Stefano Patuanelli, e del Governatore della Regione, Massimiliano Fedriga.

L’hub, che nascerà in regime di punto franco, ospiterà uno stabilimento di produzione per il mercato italiano e l’esportazione globale e il centro di ricerca e di eccellenza per la trasformazione digitale, lo sviluppo e la produzione di linee di prodotto a rischio ridotto, come le sigarette elettroniche e i prodotti medicinali per la terapia sostitutiva della nicotina.

La collaborazione prevede il coinvolgimento dell’Interporto sia per la costruzione delle nuove strutture, che inizierà subito, sia per la gestione dei servizi di logistica inbound e outbound. “Contiamo di completare il primo modulo a maggio dell’anno prossimo – ha promesso Palazzetti – e iniziare a produrre nella seconda parte dell’anno”.

Roberta Palazzetti Amministratrice Delegata Bat Italia, durante il convegno di presentazione del nuovo Centro di innovazione e sostenibilità “A Better Tomorrow Innovation Hub” della British American Tobacco (Bat), Trieste, 28 Settembre 2021. ANSA/MAURO ZOCCHI

Orgoglio, tranquillità e fiducia, le parole che hanno unito gli interventi sia di Bat che degli interlocutori triestini e istituzionali alla presentazione ufficiale del progetto. “Annunciare l’apertura di ‘A Better Tomorrow Innovation Hub’ a Trieste è per me motivo di vero orgoglio come che l’Italia sia stata scelta quale sede del progetto. Qui abbiamo trovato partners fantastici – ha sottolineato Palazzetti – insieme a una collocazione geografica strategica, infrastrutture importanti, una città della scienza e della ricerca che vanta il più alto numero di ricercatori per abitanti dell’intera Europa, una collaborazione feconda con le realtà locali. Quella con l’Interporto di Trieste è sia un punto di arrivo che di partenza: Bat già compra 200 milioni l’anno di tabacco dai produttori italiani, con cui ha avviato progetti pilota di agricoltura sostenibile, e 100 milioni l’anno di macchinari”.

“Oggi è il giorno dell’orgoglio – le ha fatto eco il ministro Giorgetti – orgoglio per Bat, per Trieste, per il Friuli Venezia Giulia, per l’Italia. Qui British American Tobacco ha trovato il fermento di un sistema virtuoso che unisce istituzioni locali, porto, interporto, imprenditoria locale, una miscela di saperi, tradizioni, formazione e ricerca e il dinamismo della città. Dobbiamo avere la capacità di cogliere il treno Alta Velocità, il Next Generation Ue, che sta passando e offre nuove opportunità. Il momento è favorevole, il mondo sta cambiando e il governo vuole creare il clima di fiducia e di certezza indispensabile per attirare gli investimenti degli imprenditori italiani, stranieri e delle multinazionali. Che sono benvenute”. “Trieste si conferma al centro della portualità italiana, sta alzando anche il proprio livello industriale, grazie anche al porto franco”, ha commentato il ministro Patuanelli.

“Un’operazione importantissima, il primo vero insediamento industriale in porto franco negli ultimi trent’anni, il risultato per cui abbiamo lavorato tanto riunendo molte tessere – ha rivendicato, con orgoglio, il presidente dell’Autorità Portuale, Zeno D’Agostino -. Ci confermiamo realtà portuale e logistica sempre più attrattiva per gli investitori esteri, abbiamo costruito un sistema che funziona. L’investimento di Bat è strategico per Trieste e la Regione, porta valore, occupazione, traffici marittimo-portuali. In un mondo caotico, soggetto a shock imprevedibili, noi offriamo agli operatori globali un territorio che dà tranquillità, un porto sicuro”.

Il nuovo insediamento è un tassello fondamentale del più ampio progetto di sviluppo iniziato nel 2017 dall’Interporto di Trieste con l’acquisizione dell’area di Bagnoli (FREEeste) e finalizzato all’ammodernamento e ampliamento delle infrastrutture logistiche a supporto dell’incremento dei traffici e dell’intermodalità del sistema regionale.

Ricerca e innovazione saranno due dei pilastri principali del progetto di Bat a Trieste, ma non solo: l’hub, precisa il gruppo, sarà la sintesi della più ampia filosofia dell’azienda, volta a creare “A Better Tomorrow”, obiettivo perseguito in modo trasversale per dare ai consumatori, ai dipendenti, alla comunità un futuro più verde, più equo e più inclusivo, riducendo l’impatto su ambiente e salute. L’edificio a Bagnoli della Rosandra sarà “carbon neutral” grazie all’utilizzo di energia rinnovabile con la realizzazione di un impianto fotovoltaico. “Le linee che insediamo qui produrranno tabacco riscaldato, sigarette elettroniche, Vuse e prodotti farmaceutici per la terapia sostitutiva della nicotina – ha spiegato l’Ad e presidente di Bat Italia, Palazzetti – mentre la digital boutique si focalizzerà sull’impiego dell’intelligenza artificiale e dei data analytics a supporto del marketing e della commercializzazione in tutta Europa”.

Bat Italia è parte del Gruppo British American Tobacco fondato nel 1902, con sede a Londra: leader mondiale nei beni di largo consumo con un portafoglio prodotti multi-categoria, l’azienda impiega 50mila persone, opera in più di 180 mercati e ha stabilimenti in 43 Paesi nel mondo. Quotata alla Borsa di Londra, nel 2020 ha generato ricavi per 25,8 miliardi di sterline e margine operativo lordo per 9,9 miliardi di sterline.

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