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Massagli (Aiwa): il welfare aziendale al servizio del Pnrr

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Il welfare aziendale può contribuire alla ripresa e alla resilienza dell’economia italiana. Ne è convinto Emmanuele Massagli, presidente di Aiwa (Associazione italiana welfare aziendale) che con i suoi 22 soci rappresenta ormai tutte le modalità con cui le aziende hanno dato risposta alla nuova stagione del welfare in azienda, quella nata dopo la legge di Stabilità del 2016.

Per questo Aiwa ha organizzato in questi giorni un convegno – con la partecipazione di parlamentari, del ministro per la famiglia Elena Bonetti, ed esperti del settore, tra cui Mauro Marè, direttore dell’Osservatorio welfare della Luiss Business School – per porre all’attenzione delle istituzioni e delle parti sociali l’opportunità che il welfare aziendale offre nella congiuntura che attraversa il Paese. Un’opportunità che sposa in pieno l’obiettivo di utilità sociale delle iniziative di welfare sussidiato.

Dopo Covid e soprattutto dopo il varo del Pnrr, si può aprire una nuova stagione di impegno per Aiwa e per il comparto del welfare aziendale. “Da subito, nel Tuir, il welfare aziendale si è sviluppato come istituto attraverso il quale il legislatore incentiva nei datori di lavoro pratiche non obbligatorie e rivolte a rispondere ai bisogni sociali dei dipendenti” spiega Massagli. Oggi questa intuizione si può articolare meglio con gli obiettivi di innovazione tecnologica e di sostenibilità indicati come contenuto essenziale del Pnrr.

I bisogni sociali si rinnovano nel tempo: all’interno dei vincoli di spesa defiscalizzati e decontribuiti si devono poter prevedere nuovi servizi, nuove prestazioni. “Ad esempio, in coerenza con il Pnrr, sul fronte della mobilità – sostiene il presidente Aiwa – dopo aver acquisito la possibilità di inserire gli abbonamenti per i mezzi pubblici tra le voci di utilità sociale, è tempo di ammettere anche tutto lo sharing, tutta la mobilità verde, dalle biciclette ai monopattini elettrici. Ma ci può essere molto di più. Anche alcune spese che i lavoratori sostengono per sé e per i propri figli possono rientrare negli obiettivi di sostenibilità: il costo delle postazioni di lavoro fuori dall’azienda per gli smartworker (nei coworking), il concorso nelle spese di affitto fuori sede per il dipendente stesso (per incentivo a tornare in presenza) e per i figli per motivi di studio. Tutto il mondo della conciliazione vita-lavoro deve poter fruire dei vantaggi del Tuir nella logica dell’interesse sociale favorito dall’azienda”.

“Dopo nemmeno cinque anni di vita – spiega il presidente Aiwa, Emmanuele Massagli – l’associazione ha compiuto una prima parte della sua missione istituzionale: “fare cultura” sul tema del welfare aziendale, informare le imprese e tutti gli altri soggetti interessati in merito ad una tematica complessa che negli ultimi anni ha conosciuto una forte espansione. Per compiere questa opera di diffusione, che viene prima di ogni competizione commerciale, i maggiori operatori del campo si sono uniti e parlano con una voce unica. Siamo convinti che solo dal confronto costante, basato sulle idee di chi quotidianamente opera nel settore, possano nascere spunti e proposte funzionali a continuare ad ammodernare tanto la legislazione, quanto la prassi che le esperienze su tutto il territorio nazionale”.

Il welfare aziendale è ormai un canale collaudato, che può essere utilizzato per perseguire gli obiettivi indicati dal Pnrr. Si tratta, in sintesi, di mettere a disposizione del grande piano di ripresa e resilienza della economia italiana i fondi e il know how delle aziende, dei lavoratori e dei sindacati.

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