Forum Sostenibilità, tra aerei e auto: la sfida enorme della mobilità

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Enel 2022

Rialzarsi da una crisi (quella pandemica, che ancora deve finire) affrontandone un’altra (quella climatica): il settore dei trasporti, che si parli di aerei, treni o auto, ha davanti a sé compiti giganteschi. Il trasporto e la mobilità sostenibile rappresentano oggi un elemento fondamentale di cui tener conto per il raggiungimento degli obiettivi sostenibili. Se ne è parlato durante la tavola rotonda ‘Infrastrutture per una mobilità sostenibile – Alta velocità, trasporto pubblico locale, sharing’, nella seconda giornata di lavori del quarto Forum Sostenibilità di Fortune Italia, moderata da Carlo Maria Medaglia, Vicepresidente di PTSCLAS e Professore di Link Campus.

La doppia sfida dei trasporti la riassume Luigi Corradi, Amministratore delegato di Trenitalia: “La sfida dei trasporti è ancora quella della pandemia, i dati del trasporto ferroviario sono ancora minori delle medie pre pandemia, quindi la nostra sfida è ancora questa. Anche se vediamo una situazione in miglioramento, con l’Italia che inizia a rimuoversi in treno”.

La seconda sfida da affrontare è quella della sostenibilità, che per Trenitalia è rappresentata dal treno stesso, “elettrico per natura: abbiamo elettrificato il Paese dal punto di vista dei trasporti”. Il problema vero è “convincere la gente a prendere il treno, quindi essere sostenibili. Bisogna passare dalle parole ai fatti, la nostra sfida è fare azioni concrete: il door to door ad esempio, portare le persone da dove partono a dove devono andare, senza pensare solo al treno. Dobbiamo allargare la nostra visione a offrire un servizio che porti le persone in stazione”.

Trenitalia insomma lavora su quel “pezzettino” che manca per coprire tutto il tragitto che una persona deve fare, anche pensando di rivedere i posteggi “come un servizio da integrare al treno ancora più di oggi: così si può trovare un posteggio in stazione, magari integrato nel costo del biglietto”. Ma servono anche soluzioni “per far arrivare le persone alla stazione senza macchina. Lo sforzo deve essere di tutti, non solo il nostro, bisogna incentivare a livello politico l’utilizzo del ferro”.

È d’accordo anche un altro ospite del tavolo, rappresentante di un settore che la pandemia ha colpito con grande violenza: Marco Troncone, Amministratore Delegato di ADR, dice che la pandemia “ci ha fatto rischiare grosso, perché abbiamo avuto tra gli impatti più gravi, abbiamo visto il traffico a zero per mesi. Il settore a livello europeo ha perso 30 mld nel 2020, poco meno quest’anno. La prima sfida è stata la messa in sicurezza finanziaria della società”.

Poi, è arrivato il momento di rispondere: “Abbiamo cercato di dare una risposta di vitalità e di eccellenza, anche nella risposta a Covid”. Per questo si è continuato a investire: “Frmarci ci avrebbe portato a in circolo di involuzione. Stiamo modernizzando e sviluppando la capacità dell’aeroporto, l’anno prossimo la aumenteremo molto”.

Nonostante il “bagno di sangue” della crisi pandemica insomma, “abbiamo investito 350 mln in questi due anni, in primavera ci dovrebbe essere un nuovo molo d’imbarco” a Fiumicino.

E allo stesso tempo, l’altra sfida: la decarbonizzazione. “L’aviation contribuisce con un miliardo di tonnellate di CO2 all’anno: è tanto, non si può avere un atteggiamento negazionista ma va messo in proporzione, considerando le esternalità positive del nostro settore a livello produttivo. La risposta non deve essere non volare più: deve essere volare green. Siamo carbon neutral ma vorremmo azzerare le emissioni entro il 2030 e stiamo lavorando per arrivarci anche prima”.

Secondo Andrea Cardinali, General Manager U.N.R.A.E., l’associazione delle Case automobilistiche estere che operano in Italia, “la transizione energetica è guidata e addirittura imposta dalla norma, è qualcosa che è stato calato dall’alto con normative sempre più stringenti soprattutto a livello europeo. Se la confronto con quella digitale, vedo che la seconda è inseguita dalla norma, perché è guidato da logiche industriali”.

Secondo Cardinali la parte della transizione che ricade sulle spalle dei produttori di auto, i soggetti rappresentati dall’Unrae, è enorme: “Stanno investendo centinaia di miliardi nella transizione e sono i soggetti in prima linea, quelli che hanno affrontato in prima persona i costi della transizione, quelli che hanno il problema di passare da tecnologia A a tecnologia B cecando di ammortizzare il costo di quello che si sta buttando via”. Sul Pnrr e la parte dedicata alle infrastrutture, “va detto che nel ci sono questi 750 mln da spendere, non si sa come e quando, senza cronoprogramma”. Ma soprattutto “non c’è nulla per la madre di tutti i problemi: il parco circolante, che è una ciminiera su ruote. Sembra che il problema siano le auto nuove, ma su strada ci sono 40 milioni di auto in circolazione in tutto, per sostituirle ci vogliono 26 anni. Io probabilmente non vedrò lo sviluppo di questo nuovo parco auto”.

Per Cardinali manca visione a breve termine: “È molto più serio dire che si fa il 10% di abbattimento l’anno prossimo, non lo zero tra trent’anni. Possiamo elettrificare il 100% delle nuove immatricolazioni, ma così non stiamo svecchiando un parco auto che per un terzo è ante Euro 4. Bisognerebbe cominciare ad affrontare questo problema ma non c’è niente nel Pnrr e niente nella legge di bilancio”.

Per Angela Natale, Presidente Boeing Italia e Managing Director per il Sud Europa, per la transizione dei trasporti e anche della mobilità di lungo raggio “bisogna investire in tecnologia e innovazione e noi lo sappiamo fare bene, stiamo lavorando per capire quali tecnologie costituiranno il futuro dell’areo mobilità. Dal 2003 abbiamo investito 60 mld di dollari e come risultato il nostro programma di punta, il 787 che viene prodotto per il 14% a Grottaglie, ha ridotto le emissioni in maniera molto importante. Dal 2011 il 787 ha abbattutto il consumo di quindici miliardi di litri di carburante, corrisponde a quanto prodotto da 9 milioni di auto in un anno”.

La riduzione della CO2 è un problema complesso, per il quale bisogna lavorare su diverse direttrici. Come i biocarburanti, secondo Natale: “Siamo stati i primi a far volare un aereo con biocarburante al 100%, nel nostro programma Eco-demonstrator”. I biocarburanti per Natale sono una “soluzione realistica a breve termine”. Ma Boeing sta anche lavorando “alla propulsione elettrica o a idrogeno che per essere onesti potrà arrivare nel lungo periodo”. Su tecnologia e innovazione non ci si può quindi fermare: “Il programma Eco-demonstrator prevede di prendere le tecnologie e svilupparle le tirandole fuori dal laboratorio e applicandole su otti diversi aerei regolarmente volanti sui quali abbiamo fatto progredire finora 150 tecnologie, come quelle per l’inclusione di materiali sostenibili all’interno dell’aereo”.

Ma nel futuro di Boeing potrebbe non esserci solo la mobilità di lungo raggio, ma anche quella urbana: attraverso “droni e prototipi che la Boeing sta sviluppando: si chiamano EVTOL. Nel 2019 abbiamo fatto una joint venture con una società californiana con la quale stiamo creando un aereo completamente elettrico che si chiama Cora, che decolla e atterra come un elicottero e vola come un aereo, e porta a bordo due persone. È lungo 4 metri e mezzo e ha 11 metri di apertura alare, con turbine indipendenti che permettono di decollare e atterrare in verticale e andare a 160 km/h con un’autonomia di 40 km”.

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