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Tesla esclusa dall’indice Esg, Elon Musk critica S&P

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Le vicende riguardanti la funzione di ‘guida automatica’ insieme alle accuse di discriminazione razziale nello stabilimento Tesla in California sono costate ad Elon Musk la presenza nell’indice di sostenibilità Standard & Poor.

Martedì, il fornitore di indici ha annunciato alcuni cambiamenti, rivelando l’esclusione di aziende come Tesla, Berkshire Hathaway, Johnson & Johnson e Meta. Aziende come ExxonMobil sono rimaste in classifica.

Attraverso un tweet Elon Musk ha definitol’Esg una “truffa” e ha aggiunto che S&P ha “perso la sua credibilità“. Secondo il più grande produttore mondiale di veicoli elettrici, i criteri di sostenibilità previsti da S&P premiano tutte quelle aziende che seguono la “leftist agenda”, le politiche di sinistra.

S&P ha dichiarato che la decisione relativa a Tesla è dovuta alla mancanza di una strategia a basse emissioni di carbonio e alle questioni inerenti al codice di condotta, ad un livello inferiore rispetto ad altre aziende, che stanno recuperando terreno.

Ma ad aver pesato sembrano essere stati i rischi reputazionali e normativi. Grazie ad un’analisi sono state identificate diverse problematiche “incentrate su affermazioni di discriminazione razziale e le pessime condizioni di lavoro nella fabbrica Tesla di Fremont”. Altri problemi sono stati osservati sul modo con cui Tesla ha gestito “l’indagine (da parte della National highway traffic safety administration) su molteplici casi di morti e feriti associati ai veicoli Tesla con la funzione ‘pilota automatico’”. Di conseguenza, il punteggio non è stato sufficiente e Tesla non è stata presa in considerazione.

“Mentre Tesla potrebbe giocare un ruolo bloccando la circolazione delle auto a carburante, è rimasta indietro rispetto agli altri, se esaminata attraverso una lente Esg più ampia”, ha affermato Margaret Dorn, senior director e Head of Esg Indices per il Nord America.

Il gigante del petrolio Exxon è stato tra i 308 candidati inclusi nell’indice, nonostante ci siano dei procedimenti in corso per capire se abbia nascosto o meno tutto ciò che sapeva sul rapporto tra combustibili fossili e cambiamenti climatici.

Le spiegazioni per cui Exxon è stato scelta al posto di Tesla non sono state fornite da Dorn nella dichiarazione.

Secondo l’agenzia di rating, l’ESG 500 non è intrinsecamente progettato per offrire una sovra-performance finanziaria rispetto all’S&P 500. Anzi, è esattamente il contrario. Bisogna mantenere un profilo di rischio e rendimento simile all’indice di riferimento, per quanto incentrato su società ritenute più sostenibili in base a criteri ambientali, sociali e di governance (Esg). Quasi tutti i settori del mercato azionario non sono presi in considerazione, ad eccezione di quelli come il carbone, il tabacco e la produzione di armi.

Non includendo una megacorp come Tesla, tuttavia, c’è ora un potenziale rischio che i due indici possano divergere più del previsto.

Tesla non ha avuto un’esperienza idilliaca con agenzie come S&P. Inoltre, il rating del debito di Tesla è ancora definito ‘spazzatura’, nonostante sia stato altamente redditizio, e abbia generato poco più di 5 miliardi in’excess cash’ l’anno scorso. “Mentre Tesla e altri non sono stati inclusi nell’indice quest’anno, avranno ancora una volta l’opportunità di essere inclusi negli anni a venire”, ha detto Dorn.

L’articolo originale è su Fortune.com

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