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40 Under 40 | Il metaverso del business, intervista a Danilo Costa (Coderblock)

danilo costa coderblock
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Un affare da oltre 100 mld di dollari che secondo Bloomberg potrebbe valerne 800 entro due anni. Il metaverso, il mondo virtuale degli avatar che, tra le altre cose, comprano e investono, sta aprendo nuove possibilità alle aziende. Multinazionali, ma anche piccola e media impresa. Su questo lavora Coderblock, startup siciliana fondata nel 2018 dal Ceo Danilo Costa (tra i 40 under 40 di Fortune Italia di quest’anno).

La startup ha sviluppato una piattaforma che consente l’accesso al metaverso da smartphone o pc con un semplice clic, senza l’installazione di software esterni o l’utilizzo di supporti visivi. Meta e gli altri colossi hanno puntato miliardo sullo sviluppo del metaverso attraverso l’uso dei visori per accedere alla realtà tridimensionale: Counterpoint stima in 12 milioni gli esemplari che Meta spedirà in giro per il mondo entro la fine dell’anno.

Invece Coderblock punta sulla semplicità: niente visori e un clic per creare un negozio in 3D che rimanda al proprio e-commerce. Stessa cosa per inserire annunci pubblicitari, acquistare un lotto di terra virtuale e poi organizzarci eventi.

Si moltiplicano le opportunità di business grazie alla creazione di un’economia virtuale proprietaria, con l’integrazione di tecnologie basate su blockchain, Nft.

“Tutto quello che ha a che fare con il mondo virtuale per noi è nato nel 2015, volevamo fare un ufficio per lavorare in remote working. L’idea ambiziosa era rendere il prodotto ‘clientless’, ovvero senza installare un software”, racconta Costa.

Ci sono voluti “cinque anni per renderlo autonomo, poi ci sono arrivate richieste nuove. Ad esempio, se fosse possibile eliminare il desk e lavorare su uno schermo in 3D. Volevano esperienze virtuali. Poi nel 2021, negli Stati Uniti, si è sviluppato il concetto di ownership dei terreni virtuali. Siamo divenuti una blockchain company. Sono serviti dei fondi: ci sono stati aumenti di capitale per quasi 1,1 mln. Ma è solo l’inizio del percorso”.

Coderblock, dunque, è una versione italiana di Decentraland o Sandbox, la piattaforme americane dei terreni virtuali nel metaverso. La sede operativa si trova a Palermo, l’obiettivo è portare i fondi in Sicilia. La base commerciale invece è collocata a Miami: la Florida è un po’ la casa della criptomoneta; il sindaco di Miami, Francis Suarez, percepisce lo stipendio in crypto.

A breve sarà lanciata sul mercato la moneta di Coderblock, e dopo aver chiuso il 2021 con un incremento del fatturato del +109% rispetto al 2020, l’azienda è diventata una piattaforma automatizzata per la creazione di esperienze virtuali B2B in quattro settori principali: lavoro, eventi, formazione e shopping.

“Per anni gli States sono stati più avanti nella comprensione e utilizzo della tecnologia, ma la pandemia ha quasi del tutto azzerato la distanza con l’Europa e anche l’Italia. Noi, nel nostro piccolo procediamo con il processo di evangelizzazione del metaverso, provando a renderlo comprensibile a più persone”.

L’investimento sul metaverso è solo l’evoluzione dei progetti che hanno portato Costa dall’Italia a Londra, e poi negli Stati Uniti. “Mi sono laureato in Scienze informatiche all’Università di Palermo con specializzazione su machine learning e intelligenza artificiale. Il mio era un background tecnico, poi mi sono dedicato anche all’area commerciale, oggi sono a metà sono tra finanza decentralizzata e commerciale”.

Certo, restano i dubbi sullo sviluppo del metaverso, di questo mondo in 3D che dovrebbe portare una buona fetta di utenti a vivere in una realtà parallela a quella “reale”. Ma secondo il Ceo e founder di Coderblock non esiste il rischio di imbattersi in un esperimento fallimentare, come avvenne 20 anni fa con Second Life. Anzi, il metaverso è un’opportunità di investimento. Ma, come spiega Costa, “si deve investire su qualcosa che abbia una funzione, non sulla scimmia (la collezione miliardaria Bored Ape) perché bella da vedere, ma nei progetti giusti. Perché gli asset digitali, gli oggetti in 3D, diventeranno tangibili. Chi ci punterà ora, otterrà gli stessi risultati di chi ha investito sui Bitcoin”.

Insomma, investimento su un progetto serio, con un lavoro alle spalle e, se possibile, su piattaforme meno conosciute, che offrono più margini di guadagno: “Se si investe su Decentraland si spende molto per un land, che ora costa fino a due milioni di dollari. Invece bisognerebbe andare su progetti più giovani, su un progetto che non arriverà a saturazione entro breve”.

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