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Carelli: la politica è Impegno Civico, ecco quel che faremo se eletti

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Le ultime 4 settimane le ha trascorse per strade, piazze, mercatini, centri commerciali di Anzio, Tivoli, Fiumicino, Centocelle e altri comuni della provincia romana. Ha distribuito volantini, parlato con la gente dei programmi, delle cose che farà se rieletto in Parlamento. Emilio Carelli *, 65 anni, è deputato uscente e si ripresenta nel collegio plurinominale Lazio1 – Roma2 con Impegno Civico, nel centrosinistra.

Carelli è un pezzo importante della storia del giornalismo italiano del terzo millennio. Giovanissimo ha guidato i primi programmi di informazione Mediaset negli anni ‘80. Poi ha fondato il Tg5 assieme a Enrico Mentana. Ha costruito dal nulla TgCom 24. Nel 2003 ha creato il primo canale all news, Sky TG24.

Se c’è un volto pulito, nuovo, colto, che possa rappresentare una immagine nuova, moderata e governativa del centrosinistra italiano, questo è quello di Emilio Carelli. Un giornalista prestato alla politica diverso da tanti altri. Il suo difetto? Non si vanta di quello che ha fatto nel suo lavoro. I suoi pregi? È persona educata, raffinata, di eccellente cultura, parla fluentemente tre lingue (inglese, francese e tedesco), oltre all’italiano. Carelli è lì, come un militante qualunque, a fare campagna elettorale per Impegno Civico, per il centrosinistra, al fianco di Luigi Di Maio, di cui è amico. Fu il ministro degli Esteri a volerlo come indipendente nelle liste del M5S. Fu eletto ma se ne andò nel 2021, molto prima di Luigi Di Maio, “perché pur condividendo battaglie civili ed aspirazioni ideali, ero stanco di una classe dirigente di un movimento prigioniero di dogmi e furori ideologici che nulla avevano a che vedere con la voglia di portare nelle istituzioni una immagine nuova di governo che rappresentasse una rottura col passato”, spiega  Carelli. Lo incontriamo a Centocelle, quartiere popolare di Roma, in uno dei suoi tanti giri per la città a convincere gli elettori a votare per Impegno civico e per il centrosinistra.

Fortune Italia - Carelli e Di Maio
Gli incontri alla Farnesina. Spesso Emilio Carelli e il Ministro Luigi Di Maio si sono visti al ministero degli Esteri

Classica campagna elettorale, porta a porta, cercando il contatto con la gente, parlando con loro. Che impressione ne ha ricavato?

I nostri concittadini sono preoccupati per il futuro. E io non mi stancherò mai di dire che quei partiti che hanno sfiduciato il premier Mario Draghi si sono assunti la responsabilità enorme di precipitare il nostro Paese in una crisi senza precedenti con un Governo dimissionato. Oggi gli italiani hanno paura di tre cose: di perdere il lavoro, di non avere abbastanza risorse per poter vivere dignitosamente pur avendo un lavoro e di non poter mettere su famiglia in un momento in cui persino mangiare, bere e pagare le utenze è diventato un lusso.

Lei da che cosa comincerebbe per aiutare gli italiani?   

Tagliare le bollette di luce e gas nei prossimi mesi fino all’80 per cento è una misura indispensabile per garantire la sopravvivenza di migliaia di aziende e famiglie. Ma non basta. Bisogna mettere nelle tasche degli italiani un po’ di risorse da spendere. Penso che oltre al taglia-bollette lanciato dal ministro Di Maio qualche mese fa – non oggi che è di moda – bisogna agire sul cuneo fiscale. Tutti i lavoratori dipendenti con reddito lordo annuo basso devono contare su stipendi mensili più alti grazie alla riduzione dei contributi previdenziali. Si tratta di una misura che è stata attuata con il decreto Aiuti bis, ma andrebbe rinnovata e ampliata. Insomma, dobbiamo proseguire con il taglio al cuneo fiscale per le imprese e trovare strumenti che garantiscano loro una maggiore liquidità. Bisogna fare ordine e razionalizzare i bonus per le imprese per eliminare quelli che non tirano o hanno un tiraggio limitato e utilizzare queste risorse per abbassare le tasse a partire dall’IRAP.

Mario Draghi e Luigi Di Maio Fortune Italia
Mario Draghi e Luigi Di Maio

Resta la questione energia che pesa sui conti delle famiglie  e delle aziende in Italia. Va trovata una soluzione che sia strutturale.

Su questo versante il ministro Luigi di Maio assieme al premier Mario Draghi hanno gettato le basi per quella che possiamo definire la sovranità energetica dell’Italia. Stiamo cercando di uscire da quella forma di dipendenza patologica dal gas della Russia. L’Italia deve definire politiche energetiche sostenibili sia dal punto di vista ambientale che da quello geopolitico. Non possiamo più diventare ostaggio di ricatti come accaduto con la Russia. L’energia è il motore della transizione ecologica e dell’economia circolare e allo stesso tempo il campo dove si gioca la sicurezza dell’Italia e dell’Europa. Bisogna proseguire la politica di accordi internazionali di diversificazione delle fonti e ottenere il tetto al prezzo del gas russo.  

Oltre a proteggere famiglie e aziende, c’è l’altra emergenza: proteggere il Belpaese, tanto bello quanto fragile. 

La fragilità è anche il segno della bellezza dell’Italia e noi dobbiamo agire per salvaguardare l’ambiente e il paesaggio, per prevenire le conseguenze del cambiamento climatico, dalle siccità alle alluvioni, anche investendo risorse economiche importanti nel solco del PNRR. Non possiamo più assistere a tragedie come quella delle Marche. Dobbiamo impedire queste morti assurde e le devastazioni che costano miliardi di euro. Investire oggi significa risparmiare domani vite umane e miliardi di euro di danni. Nel programma di Impegno civico questo è uno dei punti nodali. Dobbiamo sostenere il territorio e gli amministratori locali, rendendo più efficace la loro azione e offrendo loro un maggiore spazio di manovra.

Lei dice che investire oggi significa risparmiare domani.

Sì, perché io credo che noi dobbiamo guardare alla crisi del cambiamento climatico più grave del nostro secolo come ad una sfida epocale, la nostra più grande opportunità. Dall’ambiente dipendono tutti gli aspetti della nostra vita: quello economico, quello sanitario, quello lavorativo. Non c’è un’altra Terra dove possiamo vivere.

L’altro investimento importante è quello sui giovani, a partire dalla scuola e dall’Università. Un tema poco dibattuto in campagna elettorale. Poi però ci si lamenta del fatto che i giovani disertano le urne.

Se i giovani non vanno a votare non significa che se ne fregano del futuro del loro Paese, io credo che sia esattamente il contrario. Siamo noi che dovremmo coinvolgerli, farli sentire parte attiva del cambiamento radicale di questo Paese. Non possono che essere i giovani il cuore di questo cambiamento.

Qualche leader politico prova a parlare ai giovani usando Tik Tok

Ho visto, talvolta con video in cui ci si rivolge ai giovani come se fossero degli alieni. In ogni caso la questione non è andare sul social network o quale social network usare per parlare ai giovani. La questione centrale è avere qualcosa da dire ai giovani.

E voi ce l’avete qualcosa da dire?

Tralascio un fatto, e cioè che Impegno Civico ha un leader giovane come Di Maio. Tornando ai temi seri della questione giovani, ribadisco che per noi la scuola, l’università e la ricerca scientifica pubblica e privata sono settori dove lo Stato deve puntare molte più risorse. Dalla formazione dei nostri ragazzi dipende il futuro dell’Italia. Siamo fra gli ultimi nell’Unione europea in tutti questi terreni ed il distacco dai Paesi leader si accentua ogni anno. Anche la scuola è oggi vittima della burocrazia. Occorre ridare dignità all’istruzione, ricreare quello spazio di libertà e di creatività che favorisca la crescita umana e professionale delle giovani generazioni, fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del Paese. Gli ITS (Istituti tecnico scientifici) devono diventare un percorso verso l’eccellenza. I giovani universitari devono poter contare oltre che sulle borse di studio, su un sostegno per i fuori sede. Bisogna implementare nuovi strumenti per favorire il riscatto della laurea. Un sistema educativo e della ricerca che si modernizza sarà in grado di creare innovazione scientifica e tecnologica e di preparare i giovani per lavori ad alta produttività. Bisogna rimettere al centro la cultura e il ruolo degli insegnanti, inclusi i collaboratori dei dirigenti e le figure strategiche di sistema, anche nella governance delle istituzioni scolastiche.

luigi di maio impegno civico
Da sin. Giuseppe L’Abbate, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, e Cinzia Leone durante la conferenza stampa di presentazione di ‘Mutuo ZAC’ di Impegno Civico alla Camera dei Deputati, Roma, 9 settembre 2022. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

A proposito di giovani. Quando crescono ed entrano nel mondo del lavoro, non senza difficoltà, diventa poi complicato per loro mettere su casa e famiglia. Anche in questo caso, per un giovane italiano, per le giovani coppie italiane la situazione non è semplice.

Dobbiamo garantire la possibilità di potersi comprare una casa, agevolando proprio i giovani che iniziano o hanno già iniziato un percorso lavorativo. L’Italia deve essere attrattiva per i nostri giovani e per i giovani di tutta Europa. Noi abbiamo una proposta. I mutui ZAC che significa ‘zero anticipo casa’ perché non c’è per i giovani la possibilità di accesso a un mutuo con i livelli di anticipo che bisogna dare e con il tema delle garanzie reali. La nostra proposta è che vi sia un anticipo come Stato a interessi zero e garanzie reali al 100% da parte dello Stato.

Carelli siamo ancora dentro una pandemia che speriamo di mettere alle spalle. Che cosa ci ha insegnato questa tragedia mondiale?

Che l’Italia ha degli operatori sanitari, medici e infermieri, straordinari. E che è importante avere un sistema sanitario nazionale diffuso e radicato nel territorio. La salute si sta inoltre affermando come valore guida degli stili di vita dei cittadini. Per questo dobbiamo sviluppare i servizi sanitari di prossimità e prevenzione, investire su nuove risorse e soprattutto sulla ricerca, che è stata essenziale per produrre il vaccino anti Covid.

*Emilio Carelli è candidato per Impegno Civico nel collegio plurinominale Lazio1 – Roma2 

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