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Patagonia, cosa resta in mano alla famiglia

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Sicuramente avrete visto la notizia che Yvon Chouinard, il fondatore del gigante dell’abbigliamento outdoor Patagonia, la scorsa settimana ha “ceduto” l’azienda a un’associazione benefica per il cambiamento climatico, la Holdfast Collective. Chouinard ha dichiarato in una lettera che la Terra è ora “l’unico azionista” dell’azienda. Ma questa è una sintesi eccessivamente altruistica. La famiglia Chouinard ha mantenuto un forte controllo dell’azienda. Quello che stanno “regalando” sono i profitti.

In base alla nuova struttura aziendale di Patagonia, le azioni della società sono state suddivise tra due nuove entità: il Patagonia Purpose Trust e l’organizzazione benefica Holdfast Collective. La Collective ottiene il 98% delle azioni totali, mentre il Trust ottiene solo il 2%, che comporta anche tutti i diritti di voto di Patagonia. Questo significa che il Trust ha il 100% della supervisione dell’azienda.

“La famiglia Chouinard guiderà il Patagonia Purpose Trust, eleggendo e supervisionando la sua leadership. I membri della famiglia continueranno a far parte del consiglio di amministrazione di Patagonia”, spiega Patagonia in una Faq sul cambiamento di struttura. La gestione quotidiana sarà ancora guidata dal consiglio di amministrazione e dal Ceo dell’azienda, Ryan Gellert.

Quando ho chiesto all’azienda in una mail chi sarà a determinare chi siederà nel consiglio di amministrazione in futuro, Patagonia ha ribadito che “la famiglia Chouinard guiderà il Patagonia Purpose Trust”. La famiglia “guiderà” anche il lavoro della Collective.

Garantire che la famiglia Chouinard mantenga il controllo o la “guida” di Patagonia non è una cosa negativa. Finora la famiglia è riuscita ad affermare il gigante dell’abbigliamento come forza filantropica. Ma ci sono ancora pochi dettagli sull’entità dei finanziamenti che la Collective riceverà da Patagonia e sul modo in cui la Collective investirà la sua dotazione.

I profitti di Patagonia ammontano a circa 100 milioni di dollari all’anno, che potrebbero essere distribuiti come dividendi. Ma l’azienda mi ha detto che il finanziamento della Collective avverrà attraverso il pagamento di dividendi emessi a discrezione del consiglio di amministrazione, che determinerà il valore del pagamento in base a “molti fattori, tra cui le esigenze future dell’azienda”. Anche il Trust riceverà i dividendi, in linea con la sua partecipazione del 2%.

Il risultato, tuttavia, è che quando Patagonia emetterà i dividendi, il 98% del pagamento sarà automaticamente destinato alla nuova organizzazione benefica. Patagonia sostiene che questo nuovo accordo è migliore rispetto a quello di rimanere privati e donare i fondi a un’associazione di beneficenza già esistente, perché garantirà al gruppo un “impegno permanente a essere in affari per salvare il nostro pianeta natale”.

Anche se la famiglia Chouinard mantiene la sua influenza sulla gestione dell’azienda, sacrificare l’accesso personale a 100 milioni di dollari è l’elemento più significativo della mossa. Si tratta di un approccio innovativo al capitalismo degli stakeholder e, se funzionerà, potrebbe costituire un modello per altre aziende.

L’articolo completo è su Fortune.com

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