Istat, i dati sulla povertà in Italia

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L’allarme è arrivato una settimana fa dall’Ong Coopi: nel mondo ci sono 150 milioni di affamati in più. Con i quadri più disastrosi in Africa, Asia e America latina. A incidere la triplice morsa di pandemia, crisi climatica e guerra in Ucraina (con la relativa questione energetica). E in Italia? 

Povertà, i dati italiani

La risposta la fornisce il report dell’Istat “Condizioni di vita e reddito delle famiglie”.

Secondo i dati, nel 2021 poco più di un quarto della popolazione è a rischio di povertà o esclusione sociale (25,4%). In numeri, circa 14 milioni 983 mila individui: una percentuale sostanzialmente stabile rispetto al 2020 (25,3%) ma comunque drammatica secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Nel 2022, con il caro bollette e il carovita, questa situazione già inquietante ed esplosiva è destinata a peggiorare”, ha affermato Dona. “L’inflazione alle stelle è una tassa invisibile che colpisce soprattutto i ceti meno abbienti. E in questo caso, riguardando spese obbligate come luce, benzina, gas e alimentari, impoverisce proprio chi è già a rischio povertà, trasformandolo in povero assoluto“.

Nel primo anno di pandemia si stima che le famiglie residenti in Italia abbiano percepito un reddito netto pari in media a 32.812 euro, ossia 2.734 euro al mese.

L’andamento fino al 2021 mostra gli effetti sia della forte riduzione dell’attività economica dovuta a Covid-19 sia delle politiche pubbliche di sostegno al reddito: mentre i redditi familiari da lavoro dipendente e da lavoro autonomo sono diminuiti rispettivamente del 5% e del 7,1%, i redditi da trasferimenti sono cresciuti del 9,4%.

In virtù delle misure straordinarie messe in campo per fronteggiare l’impatto dell’emergenza sanitaria come il reddito di cittadinanza, che hanno consentito di raggiungere una quota pari a circa il 37% di tutti i redditi familiari.

Rispetto al 2007, anno precedente a quello della grande crisi finanziaria, il reddito medio degli italiani è tuttavia ancora inferiore del 6,2%.

L’Istat sottolinea che “la perdita complessiva rispetto ai livelli del 2007 resta decisamente più ampia per i redditi familiari da lavoro autonomo (-25,3% in termini reali) rapportata ai redditi da lavoro dipendente (-12,6%). Mentre i redditi da capitale mostrano una perdita del 15,6%, in gran parte attribuibile alla dinamica negativa degli affitti figurativi (-18,1% in termini reali dal 2007)”. E i redditi netti da pensioni e trasferimenti pubblici registrano un aumento dal 2007 del 10%.

Tra le altre note negative, nel 2020 si è ampliata leggermente la diseguaglianza: “Il reddito totale delle famiglie più abbienti è 5,8 volte quello delle famiglie più povere (5,7 nel 2019)”, un valore che però secondo Istat “sarebbe stato decisamente più alto (6,9) in assenza di interventi di sostegno da parte del governo”.

2,6 milioni a rischio alimentare in Italia

Intanto, come emerge dalla stima della Coldiretti sulla base dell’ultimo rapporto di attuazione sugli aiuti alimentari distribuiti con il fondo di aiuto agli indigenti (Fead) – relativo al periodo 1994-2020 – con l’aumento dei prezzi del carrello della spesa sono sempre di più gli italiani costretti a far ricorso alle mense dei poveri o a richiedere pacchi alimentari.

Circa 2,6 milioni di italiani. Di cui 538.423 bambini, 299.890 anziani, 81.963 senza fissa dimora oltre i 65 anni e 31.846 disabili.

Fra i nuovi poveri, continua Coldiretti, “ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività colpite dalle misure contro la pandemia e dalla crisi energetica”.

Contro la povertà, va però notato come sia cresciuta anche la solidarietà che si è estesa dalle organizzazioni di volontariato alle imprese e ai singoli cittadini. A partire dall’esperienza della ‘Spesa sospesa’ di Campagna Amica, grazie alla quale sono stati raccolti oltre 6 milioni di chili di frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualità e a chilometri zero, donati ai più bisognosi.

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