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Next-gen e regole d’ingaggio: la community Bic a confronto sui temi della comunicazione

Bic best in media communication
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Idee per il next-gen engagement‘. Questo il titolo del nuovo incontro dedicato ai ‘Bic-Best in media communication’ le aziende certificate Bic 2022, a cui Fortune Italia ed Eikon Strategic Consulting dedicano un percorso di incontri e di confronti sulle tematiche mainstream nel campo della comunicazione. Una ‘un-conference’  che ha coinvolto i responsabili ed i protagonisti della comunicazione dei ‘best in media’ certificati BIC.

Nella presentazione/introduzione all’evento, Enrico Pozzi, Ceo di Eikon, ha riportato un’indagine a cura dell’istituto di giornalismo di Oxford, che indaga il problema della fiducia della comunicazione. L’aspetto emerso è che esiste un problema crescente, nelle società post-industriali, nel rapporto di fiducia nella comunicazione da parte delle Generazioni Y e Z, che sono delle definizioni convenzionali, perché variano da paese a paese. Questo è quindi un problema cruciale, che impatta sulla capacità di aziende, istituzioni, organizzazioni, per agire in modo efficace, coinvolgendo in modo utile queste due generazioni sfuggenti.

Questo è stato lo spunto di riflessione che ha animato l’incontro della community Bic, che inaugura questo nuovo  ciclo di appuntamenti  introducendo la novità dei tavoli di confronto, a cui hanno partecipato i rappresentanti delle aziende certificate, in cui si è discusso del tema, considerando che ogni generazione ha il proprio linguaggio, e chi comunica deve tenerne conto per produrre messaggi efficaci, utilizzando strumenti e canali che siano vicini al target di riferimento. Fra i temi emersi dalle discussioni, di particolare interesse sono risultati il Gaming, con la sua grande capacità di ingaggio, l’utilizzo del linguaggio cinematografico, oltre all’ovvio utilizzo dei diversi social media, ma anche il peso delle notizie e la nuova ‘dieta mediatica’ dei giovani, che non si informano più sui media classici, e che hanno anche cambiato completamente la relazione con la notizia e l’informazione, che diventa un processo di vissuto di comunità.

Un momento dei tavoli di confronto dell’evento Bic ‘Idee per il next-gen engagement‘.

Il tema della fiducia nella notizia è stato cruciale per i millenials, in passato, ma oggi le nuove generazioni sperimentano una  fruizione diversa dell’informazione, e si formano ed informano sui social. La formazione è molto esperienziale, e c’è la necessità di trovare una nuova via di comunicazione. I giovani chiedono una comunicazione chiara, sintetica e completa. C’è una chiara tendenza al non voler più ricevere le informazioni, quanto a voler instaurare un rapporto, una conversazione fra pari, anche con i brand.

Dalla discussione è emerso il fatto che i giovani comunicano ai giovani, e lo fanno con strumenti completamente nuovi, come il podcast, il cinema. Questo ci dice che l’utente young è alla ricerca sempre nuova di strumenti accattivanti, con cui potersi confrontare per conoscere e crescere. Il linguaggio si sta impoverendo, con una perdita di lemmi che è pari al 35% in soli dieci anni. Ma questo non significa che la genY chieda un approccio solo più semplice, sicuramente punta ad una comunicazione più chiara e trasparente.

E’ seguito un talk di confronto, a cui hanno partecipato Alessandra Migliozzi, Comunicazione istituzionale presso Ministero dell’Istruzione e Paolo Glisenti, Commissione generale dell’Italia a Expo Osaka-Kansai 2025 ed i repporteur dei tavoli di lavoro.

Nella discussione si è confermato un punto chiave: la Generazione Y vive in una sorta di bolla, non si confronta con gli strumenti classici dell’informazione. È come se i giovani non vogliano più essere informati, ma puntino a voler far parte del processo di definizione dei percorsi di comunicazione.

Per i giovani dei primi anni 2000 le notizie erano utili a costruire una visione del mondo, a riconoscere il giusto dall’ingiusto, venivano valutate sul principio di verità. Oggi invece il paradigma non è più storico, ma economico.  Le informazioni sono valutate sul principio di performance: non è rilevante se la notizia è vera o falsa, è importante quanto sia performante. Anche la politica interessa meno, e solo in relazione alle esperienze personali,  come energia e ambiente.

La community di BIC – Best in Media Communication è stata chiamata a confrontarsi su questa tematica, e dalla discussione sono emersi i punti di vista e gli approcci differenti che alcune delle maggiori aziende italiane certificate Best in Media Communication, ovvero fra i migliori comunicatori del panorama italiano, hanno già adottato per valutare le opportunità strategiche del dialogo con le nuove generazioni e le reali occasioni di business e di valorizzazione della relazione con questi nuovi target anche commerciali .

La community dei comunicatori BIC – Best in Media Communication è costituita dai responsabili della comunicazione delle aziende certificate BIC, l’index che analizza e valorizza il lavoro dei team di comunicazione aziendali. Nata nel 2018, grazie ad una intuizione congiunta di Fortune Italia ed Eikon Strategic Consulting, la certificazione è stata assegnata, negli anni, a circa 50 aziende italiane, a cui si aggiungeranno le nuove certificate 2022, che saranno annunciate a maggio 2022 nel corso dell’annuale Bic Convention.

 

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