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Nomine pubbliche e competenze, le regole da conoscere

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Ecco la framework normativa entro la quale si dispiega il processo che conduce alle nomine assembleari. Una versione di questo articolo a firma di Enzo Cardi* sarà disponibile sul numero di Fortune Italia di febbraio 2023.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ricordato nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 2023 come l’anno appena iniziato sia stato proclamato dalla Commissione europea “Anno europeo delle competenze”. Tra gli obiettivi da perseguire nell’agenda europea rientra senz’altro quello di cogliere l’opportunità della prossima stagione assembleare, che prevede il rinnovo degli organi amministrativi delle Società a controllo diretto e indiretto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per porre al centro dell’attenzione del nuovo Governo il tema delle competenze richieste ai nuovi amministratori. Competenze che vanno collegate e rese coerenti con gli obiettivi del PNRR che si dispiegheranno per intero proprio in coincidenza con il triennio 2023-2026 cui sono destinate le nomine della stagione assembleare 2023.

La sfida del nuovo Governo è pertanto quella di valorizzare competenze in linea con la attesa conversione verde e digitale della nostra economia. In quest’ottica appare opportuno presentare in questo contributo la framework normativa entro la quale si dispiega il processo che conduce alle nomine assembleari. La framework in questione è delineata in testi e direttive che nel corso dell’ultimo decennio hanno segnato il graduale avvicinamento dei procedimenti di nomina alle modalità di selezione proprie delle grandi corporation. Il primo aspetto da considerare è dato dalla titolarità delle nomine (politiche) che il Mef gestisce attraverso il Dipartimento del Tesoro, nelle forme tipiche di qualsiasi azionista: e cioè in termini di definizione degli obiettivi, controllo dei risultati, composizione degli organi sociali.

  1. Le procedure prendono avvio già dal 31 gennaio di ogni anno: a tale data il Mef rende note le società partecipate con organi in scadenza, prevedendo la possibilità di invio dell’invio di candidature. L’intento è quello di improntare il processo selettivo all’obiettivo di individuare le professionalità migliori e, a tal fine, sono previsti requisiti per l’eleggibilità, cause di esclusione o decadenza, ipotesi di conflitti d’interesse, garanzie di trasparenza.
  2. Negli ultimi anni, al fine di assicurare la trasparenza e la qualità delle procedure di designazione dei componenti degli organi di vertice delle società controllate, il MEF ha emanato direttive sui criteri e sulle modalità per la nomina dei componenti degli organi. La direttiva più importante è rappresentata dalla n. 14656 del 2012, sottoscritta dall’allora Ministro Saccomanni (Governo Letta) che fornisce gli indirizzi da osservare nelle procedure di selezione. In linea con quanto sopra descritto, e in considerazione della rilevanza e della complessità dei rinnovi degli organi sociali da effettuare nelle società partecipate dal MEF si è reso necessario aggiornare le precedenti direttive, da ultimo, con quella del 31.3.2021, firmata dal Ministro Franco (Governo Draghi).
  3. In ordine ai requisiti di eleggibilità assumono rilievo i profili di onorabilità e di professionalità richiesti agli amministratori. Si prevede, in primo luogo, la non inclusione nell’istruttoria di candidati che siano membri delle Camere, del Parlamento europeo, di Consigli regionali e di Consigli di enti locali con popolazione superiore ai 15.000 abitanti. È poi stabilita l’ineleggibilità e, nel corso del mandato, la decadenza automatica per giusta causa senza risarcimento dei danni in caso di condanna, anche in primo grado, o di patteggiamento per gravi delitti. Per gravi fattispecie di reato è stabilita l’ineleggibilità anche a seguito del mero rinvio a giudizio, mentre, qualora il giudizio intervenga nel corso del mandato, si attiva un procedimento che vede coinvolta anche l’assemblea della società interessata.
  4. Il Dipartimento del Tesoro è supportato, nel processo di ricerca e valutazione dei candidati, da società specializzate nel recruiting di top manager, individuate con una specifica procedura di selezione. L’istruttoria per le singole candidature è svolta dallo stesso con l’obiettivo di incrementare e rafforzare l’efficienza e l’imparzialità delle procedure di individuazione dei candidati e per garantire una comparazione efficace. In particolare, sono oggetto di valutazione la professionalità e le competenze dei candidati in relazione al settore specifico di operatività, all’esperienza manageriale e in organi sociali, ai mercati finanziari, alla gestione dei rischi, ai settori legale e societario e alle materie ambientali, sociali e di governance (ESG). Al termine dell’istruttoria, nella quale sono valutate le candidature pervenute, viene quindi sottoposta al Ministro una short list di nominativi unitamente ad una relazione di sintesi sui criteri di selezione adottati in relazione alle peculiarità della singola società e ai profili dei candidati proposti. Il Ministro procede alle designazioni, previa acquisizione di un parere favorevole di un Comitato di garanzia istituito con apposito decreto ministeriale in attuazione delle direttive in materia. Il Comitato di garanzia ha carattere di stabilità ed è composto da personalità di riconosciuta indipendenza e comprovata competenza ed esperienza in materia giuridica ed economica.
  1. La framework normativa investe anche il tema dell’individuazione dei criteri di remunerazione per la definizione degli amministratori con deleghe. In particolare, il Dipartimento del Tesoro, nelle assemblee delle società convocate per l’approvazione dei bilanci, raccomanda di adottare politiche di remunerazione aderenti alle best practices internazionali, che tengano conto delle performance aziendali e siano in ogni caso ispirate a criteri di piena trasparenza e di moderazione dei compensi, anche prevedendo una correlazione tra il compenso complessivo degli amministratori con deleghe e quello mediano aziendale.
  1. Quanto alle procedure da utilizzare per i rinnovi degli organi sociali nelle società controllate indirettamente dallo stesso MEF, il Dipartimento del Tesoro assicura gli adempimenti relativi alla pubblicazione, entro il mese di gennaio di ciascun anno, nel sito del Ministero delle posizioni in scadenza e raccomanda alle società capogruppo di approvare, ove non già presente, un regolamento in materia di selezione e nomina di membri degli organi sociali delle società partecipate. Ciò nel rispetto, tra l’altro, dei criteri di valorizzazione delle competenze interne dei dipendenti del gruppo e del principio di onnicomprensività della remunerazione con obbligo di riversare i relativi compensi. Le società capogruppo comunicano gli esiti dell’istruttoria di carattere qualitativo e attitudinale realizzata per l’individuazione dei potenziali candidati, predisponendo una dettagliata e motivata relazione illustrativa dei processi valutativi seguiti da inviare al MEF affinché il Dipartimento del Tesoro verifichi il rispetto dei criteri e delle procedure per la nomina.
  2. La framework normativa si è arricchita da ultimo (7 dicembre 2022), dalla Direttiva dell’Unione europea 2022/2381 relativa al miglioramento dell’equilibrio di genere fra gli amministratori delle società quotate. In particolare, la direttiva stabilisce che, entro il 2026, – e quindi entro il periodo temporale coperto dalle prossime nomine – le società quotate dovranno mirare a garantire che i membri del genere meno rappresentato detengano almeno 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi. La direttiva prevede che le società interessate dovranno trasmettere con cadenza annuale – informazioni relative alla rappresentanza di genere nei loro consigli di amministrazione e alle misure adottate e/o in corso di adozione per conseguire gli obiettivi di parità di genere previsti dalla nuova normativa.

Il quadro normativo nazionale e quello europeo (quest’ultimo prospetticamente) appaiono, pertanto, allineati dal richiamo a che le capacità di governo delle grandi imprese pubbliche siano tali da poter far fronte alle sfide poste dalla conversione green e digitale della nostra economia e dagli scenari che si delineano per il prossimo triennio come essenziali allo sviluppo economico del Paese. Non resta pertanto che attendere che il processo di nomina sia conforme agli obiettivi delineati dalla framework normativa e alle nuove competenze richieste per raggiungere i traguardi verso cui si rivolgono le aspettative del Paese.

 

*Enzo Cardi è senior Professor di Diritto Amministrativo e di Diritto Pubblico dell’Economia nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tre. Ha rivestito ruoli istituzionali quale Direttore della Scuola Nazionale di Amministrazione e successivamente Presidente del Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane Spa. È Partner dello Studio Legale Cardi che opera in diversi settori regolati, tra cui: energia, governance pubbliche e public procurement.

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