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Cibo a base di insetti: in Europa 260mila tonnellate nel 2030

Non sono mode passeggere: cresce il mercato dei prodotti a base di insetti (in Europa toccherà, entro il 2030, 260 mila tonnellate per oltre 390 milioni di consumatori), cresce quello della carne in vitro (investiti finora 1,3 miliardi): che si tratti di carne ‘vera’ (di insetto) o carne ‘finta’ (da laboratorio) quello del ‘novel food’ è un mondo che ha già ingranato, e che sicuramente crescerà, dopo i primi via libera dell’Ue. Lo dice un report Nomisma presentato durante la IX Conferenza economica di Cia-Agricoltori Italiani che si è tenuta al Palazzo dei Congressi di Roma.

Secondo il report, il momento spartiacque rappresentato da due via libera (quello Ue agli insetti e quello Usa alla carne sintetica) ha segnato la strada verso la crescita di due mercati che già oggi sono più importanti di quanto spesso si pensi.

Al di là dei giudizi sulla trasformazione delle nostre abitudini alimentari, c’è un aspetto da sottolineare: la velocità con cui cresce il novel food è maggiore rispetto a quella con cui si innova l’agricoltura tradizionale, dalla meccanizzazione alla digitalizzazione, dalle tecnologie per l’irrigazione a quelle per la concimazione.

In Italia, il tasso di innovazione dei giovani agricoltori supera di 15-20 punti percentuali quello dei colleghi over 40, sia sul digital che sulle tecnologie. Ma andando a guardare quanti sono i giovani, ci si rende conto che questa non è una buona notizia: rappresentano solo il 9% delle aziende agricole da più di 50 ettari.

La corsa degli insetti

La corsa del novel food, ormai, è difficile che possa essere fermata, secondo Denis Pantini, responsabile settore agroalimentare di Nomisma.  “Da qui a trent’anni avremo un incremento molto, molto rilevante: oggi partiamo da poco meno di 1000 tonnellate di produzione. Arriveremo circa 260.000 tonnellate con una forte prevalenza di farine” e la possibilità dell’integrazione in prodotti alimentari tradizionali, come la pasta o i biscotti.

Appena sdoganata dalla Commissione Ue l’immissione sul mercato di farina di grillo, si registrerà, secondo Nomisma, nel giro di poco tempo, un maggior impiego di insetti come ingredienti nei prodotti alimentari.

Ecco i numeri:

  • Una produzione Ue in crescita di 180 volte a partire dal 2019 fino al 2025, passando da 500 a 90 mila tonnellate per arrivare a 260 mila nel 2030.
  • Previsto, da qui ai prossimi tre anni, un calo produttivo degli insetti interi di quasi il 15%
  • Saliranno in media anche del 5% le vendite di pane, sostituti della carne e nutraceutici, a base di polvere di insetti.

Secondo Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia, sul cibo a base di insetti e la svolta Ue “l’importante è che ci sia trasparenza” e che dalle etichette si capisca che si tratta di farine di insetti. Fondamentale, inoltre, “che non si vadano a sostituire la tipicità” del Made in Italy.

nomisma agricoltura innovazione

La carne sintetica

Sulla carne sintetica, secondo Pantini di Nomisma “le stime dicono che potremmo arrivare ad avere entro il 2030 circa 2,1 milioni di tonnellate di carne prodotta in laboratorio, carne sintetica. Chiaramente la spinta è arrivata soprattutto dagli Stati Uniti perché fino a un anno fa praticamente il fenomeno era limitato a Singapore. Poi gli Stati Uniti hanno dato l’autorizzazione anche per il mercato americano, fatto da oltre 300 milioni di consumatori, e questo è sicuramente una leva, una spinta” per sviluppare un fenomeno dietro al quale non ci sono gli agricoltori ma i “fondi di investimento, che stanno investendo tanto: nel 2016 gli investimenti in questo settore erano appena sei milioni di dollari; nel 2021 sono schizzati fino a 1,4 miliardi di dollari”.

Nel caso della carne sintetica Nomisma sottolinea il via libera della Food and drug administration americana alla carne di pollo prodotta in laboratorio, che “accende i riflettori sulle ambizioni latenti in Europa in questo senso”.

Ecco i numeri della carne sintetica nel mondo: da sottolineare, come detto da Pantini, il ruolo dei fondi di venture capital:

  • Le aziende di riferimento a livello mondiale, tra laboratori e startup, sono passate da 13 a 117 dal 2016 al 2022
  • La produzione globale di carne in vitro che si prospetta al 2030 in aumento fino a 2,1 milioni di tonnellate.

“La carne sintetica – ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini – va nella direzione opposta a quella che è la nostra idea di cibo, basata sulla valorizzazione delle nostre produzioni agricole e zootecniche, simbolo di alta qualità e identificative dei territori e delle tradizioni nazionali. Inoltre, si tratta di una produzione artificiale che finisce per costare di più in termini di sostenibilità ambientale e non garantisce migliore salute e nutrizione per i cittadini. Al momento – ha concluso Fini – c’è il rischio concreto che l’agricoltura venga ridimensionata con ovvie conseguenze sulle aree interne con il progressivo abbandono dei territori”.

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