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Voto elettronico: il mercato della ‘democrazia’ che in Italia vale più di 20mln di euro

Dalle deliberazioni del condominio, al voto delle rappresentanze sindacali di fabbrica. Dalla scelta del Rettore dell’Università alla elezione del Consiglio d’Istituto. Dalla votazione di chi ci rappresenterà al Comune, al Parlamento o nei parlamentini di quartiere alla scelta di un segretario di partito. In un Paese democratico le occasioni in cui siamo chiamati a esprimere un voto, una nostra opinione vincolante, sono tante e ci consentono di partecipare sempre a scelte importanti. Purtroppo non sempre siamo dei buoni cittadini e non sempre votiamo.

Non lo facciamo per mille motivi: dalla scarsa informazione, alla pigrizia, al disinteresse. Eligo è una piattaforma di voto elettronico (eVoting) e online (iVoting) certificata e professionale, che permette di creare e gestire qualsiasi tipo di voto elettronico, online, presso seggio o in forma ibrida che si sta imponendo come valido strumento di partecipazione alle nostre scelte democratiche. Scelte che possiamo fare comodamente seduti dal salotto di casa con un computer oppure per strada o dove ci pare con uno smartphone.

Il mercato dell’e-voting è in costante crescita: 285 mln di euro è il valore stimato del business del voto online in Europa nel 2027. Le previsioni di questo mercato parlano di un’Italia che è passata dai 20,52 milioni del 2017 ai 33,23 del 2027.

Il tasso di crescita medio dell’Italia è del 4,9% in linea rispetto alla media europea (5,5%)e degli USA (5,4%). Le più virtuose sono Uk e Francia, rispettivamente con un tasso di crescita medio + 6,4% e +5,2%. Guardando poi il dettaglio dei singoli settori, a livello globale, le stime parlano di una crescita che interesserà tutti gli ambiti: l’area pubblica passerà da 445 a 642 milioni di euro, l’industria privata da 248 a 334 milioni, e l’università ed altre istituzioni che da 331 milioni saliranno a 452. (dati: Global Voting System Market Report di Prospect Research).

La pioniera del settore in Italia è stata proprio Eligo, nata nel 2005. Si tratta di una piattaforma cloud e web-based, validata dal tribunale di Roma e dal Garante della Privacy. In questi anni è stata utilizzata per 45.000 votazioni online in Italia, per conto di 3.500 enti pubblici e privati con il coinvolgimento di 18 milioni di votanti, pari a una media di oltre 7 elezioni al giorno. Un prodotto consolidato, quindi, nella sua nicchia di riferimento, che si è evoluto in Eligo next, nuova release per il sistema di voto elettronico e online.

Dati blindati

La sicurezza e riservatezza dei dati immessi ed elaborati dal sistema è adeguata agli standard più elevati per le piattaforme cloud full SaaS. Eligo Next è la nuova piattaforma, che supporta la crittografia end to end: le informazioni che transitano dai browser degli utenti vengono cifrate con crittografia asimmetrica a 2048 bit, il che non consente di intercettare e decifrare le preferenze di voto espresse. Irene Pugliatti, Ceo di Eligo, ci aiuta a comprendere meglio: “Il voto segreto lo creiamo direttamente sul client, cioè sul cellulare, il tablet, in pratica lo strumento con cui si vota.  Quindi nei nostri database non c’è proprio legame fra voto e votante”.
Il sistema memorizza tutti i dati di voto e di scrutinio, applicando un ulteriore livello di crittografia Aes 256. Solo il votante, l’utente, ha quindi accesso ai dati, che restano inaccessibili anche ai proprietari della tecnologia stessa. “Molte volte ci è stato chiesto ‘ho sbagliato a votare, posso cambiare la mia preferenza’, la risposta è no, il sistema non lo consente”. I meccanismi di crittografia sono attivi su ogni licenza di Eligo, che per l’utente elabora un’interfaccia friendly e di facile accesso.

Cybersecurity

Notizie di cronaca recente parlano di attacchi informatici sferrati in tutta Europa, che non hanno risparmiato l’Italia. La domanda che sorge spontanea è se il voto elettronico può esporre a furti di identità o manomissioni dei risultati elettorali.  “Noi applichiamo tutte le cautele del caso” è la risposta di Irene Pugliatti, che continua: “Se siamo sotto attacco si ferma tutto, perché ce ne accorgiamo. E non è mai successo che ci siano stati attacchi che ci hanno bloccato”. Eligo è certificata Iso 27001 .“È la certificazione di qualità relativa alla sicurezza delle informazioni, che non riguarda solo la piattaforma in sé ma tutto il contesto ambientale che ci sta attorno”. E la Pugliatti sottoline ancora: “Noi abbiamo mai avuto furti di identità, il sistema è blindato e ai dati non accediamo nemmeno noi, noi non possiamo nemmeno cambiare un voto”.

Il voto per tutti

Una barriera all’utilizzo del voto elettronico, secondo alcuni, riguarda gli anziani, che potrebbero avere delle difficoltà. Ma una case history presentataci dalla Ceo di Eligo ci racconta un’altra storia: “La nostra piattaforma è stata utilizzata per l’elezione della terna da cui è stato poi nominato il nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei). E’ stata fatta in presenza, età media over 75. Hanno partecipato tutti i vescovi che hanno diritto di voto, circa 300 persone. Si tratta di un meccanismo di voto complesso, quello previsto da questo tipo di elezione, ma le due votazioni previste si sono svolte con molta agilità: per la prima votazione ci hanno messo 8 minuti e per la seconda 3 minuti. Mi sembra si possa sfatare il mito dell’età che impedisce di accedere a questo strumento”.

Il voto elettronico

Si divide in due categorie: eVoting – electronic voting, che consente di votare in presenza, ma attraverso l’utilizzo di dispositivi elettronici e iVoting – internet o online voting, ovvero il voto espresso da remoto, attraverso internet. Entrambe le modalità consentono di votare utilizzando la scheda elettorale digitale – e non più quella cartacea – con vantaggi in termini di costi e sostenibilità, rispetto a trasporti, logistica, procedure. Questi sistemi consentono inoltre di allargare la base di partecipazione.  Si tratta di una tecnologia di comunicazione e coinvolgimento utile ad esercitare la democrazia in ogni ambito, pubblico o privato. In Italia si è già superata la fase di sperimentazione, e si va verso una fase di normalizzazione. L’eVoting, ad esempio, è già realtà consolidata, grazie anche alla spinta del Covid. Fuori dal mondo politico la democrazia digitale, infatti, è già una commodity. In alcuni Paesi extraeuropei, il suffragio digitale ha avuto benefici immediati su affluenza, partecipazione, riduzione dell’astensionismo, coinvolgimento delle nuove generazioni.

I-voting per le elezioni politiche

E allora a quando il voto elettronico per le elezioni politiche? Immaginiamo soprattutto l’utilizzo per consentire agli  italiani all’estero di poter esercitare il loro diritto in maniera agevole. Ma la soluzione sarebbe utile anche per chi vive e lavora in una regione diversa da quella di residenza. La prospettiva è possibile, secondo la Pugliatti, ma c’è un ma. “Si tratta della fiducia.  Il voto è strettamente legato a questo, ed anche al tema della scalabilità del rischio. Ovvio che anche il voto tradizionale, cartaceo, espone a rischi e problematiche di sicurezza, ma c’è da considerare che nel voto elettronico ci sono anche delle infrastrutture tecnologiche da da mettere in piedi”. Quella del voto degli italiani all’estero è comunque una questione all’attenzione delle istituzioni. La Pugliatti ci racconta che: “Eravamo stati invitati a partecipare ad una commissione parlamentare. Eravamo parte di un tavolo di lavoro su questa tematica, parlo di circa cinque anni fa, eravamo l’unica azienda al tavolo con istituzioni ed atenei che fanno ricerca nel settore”. Ma poi pare non se ne sia fatto nulla, almeno fino ad ora. “Non ci sono norme, il voto elettronico non è vietato ma nemmeno previsto” spiega “c’è un evidente vuoto normativo da colmare, a garanzia delle caratteristiche costituzionali del voto” che l’articolo 48 della Costituzione definisce ‘personale, eguale, libero e segreto’. “Di fatto tu puoi avere tutta la sicurezza informatica che vuoi, ma i cittadini devono fidarsi

Voto elettronico, scuole e Pnrr

“Lavoriamo molto con scuole e Università”, ci racconta l’esperta. Nelle scuole il voto elettronico viene utilizzato per le elezioni dei rappresentanti degli studenti, ad esempio, ma anche per tutte le votazioni obbligatorie che interessano il personale. “In Trentino operiamo con tutte le 264 scuole del territorio. In totale ci sono oltre 400 scuole che usano la nostra piattaforma, ed il Ministero ci ha chiamati per capire come inserire questa parte nel Pnrr”.  Le scuole hanno budget per comprare software, che in molti casi è rimasto inutilizzato. “Non c’era stata l’idea di utilizzare il voto elettronico, e ora si sta provando a far entrare la richiesta nel Pnrr, proprio perché ci sono ancora fondi non attribuiti”.
Guardando alle università, già il 65% usa e conosce il voto elettronico, da La Sapienza al Politecnico di Milano, Politecnico di Torino. “Le Università usano molto le votazioni solo online. È la modalità con cui si elegge, ad esempio, il Rettore. Ma sono elettroniche anche le votazioni dei rappresentanti studenteschi negli organi rappresentativi delle Università”.

Il mercato di riferimento

I settori che utilizzano il voto elettronico sono molto variegati, spaziano dal pubblico al privato. Si tratta di associazioni che devono svolgere votazioni, assemblee deliberative ed elettive previste dai propri regolamenti e statuti. Pmi e aziende di grandi dimensioni utilizzano questo strumento per elezioni Rsu/Rsa, Rls, votazioni per elezioni dei Cda di fondi e casse integrativi per i dipendenti interni all’azienda e consultazioni. Sul versante della Pubblica amministrazione, la piattaforma collabora con i Comuni per i bilanci partecipativi o le consulte di quartiere, ed è attiva anche nel settore della cooperazione. Eligo è anche partner di Confindustria, con cui possiede una convenzione per tutte le realtà territoriali. “Le prospettive di sviluppo del settore sono enormi.”, commenta la Pugliatti “C’è un potenziale democratico molto grande che si sta affacciando a questo mondo, ad esempio tutto il mondo associativo, sono più 109 mila le associazioni presenti in Italia”.

Elezioni green

Trattandosi di un processo digitale o ibrido, l’eVoting è una modalità che, rispetto ai sistemi tradizionali, ha un evidente impatto positivo in termini di salvaguardia ambientale. La digitalizzazione delle operazioni e dei processi di voto evita la stampa di schede, azzerando il cartaceo, riduce e in alcuni casi azzera le emissioni di CO₂, incide sui costi di postalizzazione, e annulla l’inquinamento prodotto da spostamenti e trasferimenti.  La sostenibilità è un importante driver di sviluppo, Eligo si avvale delle competenze del partner Up2You per calcolare le emissioni di CO₂ non riducibili prodotte dalle votazioni online, ibride o in presenza, e le neutralizza con progetti certificati secondo gli standard internazionali: Verified Carbon Standard e Gold Standard. Si tratta di iniziative nature-based, come la riforestazione, oppure technology-based, come azioni di supporto alle comunità locali. Per garantire massima sicurezza e trasparenza, i crediti di carbonio gestiti da Up2You sono certificati su Blockchain e visibili su Registry, dove la quantità di CO₂ neutralizzata e i progetti sostenuti sono consultabili pubblicamente.

 

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