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San Valentino: attenzione alle truffe romantiche online

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Si scrive love scam, si legge truffa. In occasione di San Valentino la Polizia Postale mette l’accento sulle truffe romantiche, un fenomeno che ha registrato un incremento del 118% rispetto ai casi trattati nel 2020, e le denunce nei primi sette mesi del 2022 sono aumentate del 39% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Fenomeno in crescita

Spesso dietro ai truffatori si celano organizzazioni strutturate, che della solitudine e del romanticismo altrui hanno fatto un business. I love scam non sono affatto una novità, sono un fenomeno vecchio da cui non siamo ancora immuni. E non sempre la truffa è di natura meramente economica, a volte basta ascoltare una playlist per liberare un malware che si installa nei nostri device per rubare informazioni e dati sensibili.

Giovani nel mirino

Secondo la piattaforma Cyber Guru, anche i più giovani dovrebbero temere questo tipo di trappole. “L’immaginario collettivo prevede che le vittime designate per questo genere di truffa siano in prevalenza persone di mezza età, ma il romance scam non si ferma solo a richieste di denaro”, spiega Vittorio Bitteleri, country manager Italia di Cyber Guru, che continua: “Adesso è anche un mezzo per raggiungere persone che gravitano attorno alla vittima per diversi scopi, tra cui anche lo spionaggio aziendale. È possibile che i ragazzi vengano adescati, complici l’inesperienza e la fin troppa confidenza con le nuove tecnologie, in quanto mezzi per arrivare al genitore – un manager – e alla relativa azienda”.

Donne vittime di romance scam

La Polizia Postale mette poi l’accento sulla truffa di natura economica, che spesso vede nelle donne le vittime designate, la cui età si aggira intorno ai 50 anni, di estrazione sociale eterogenea. La maggioranza delle vittime è single,  magari con una precedente relazione sentimentale finita male e con figli che vivono autonomamente, e questo le rende facile preda. Gli uomini risultano meno colpiti da questo tipo di truffe. Quando accade, ad ‘abbindolarli’ sono spesso malfattori che si fingono donne straniere, presentandosi come modelle e ricche ereditiere.

Il ‘social-engineering’

I criminali seguono le tracce digitali della vittima, studiandone i comportamenti, le abitudini e gli interessi, analizzando i contenuti condivisi sui social, i commenti e i “like” che lascia sui post. Contattano la vittima sui social, instaurando un rapporto di confidenza e amicizia, utilizzando immagini di uomini avvenenti che si spacciano per imprenditori o militari in servizio in Paesi di guerra, single, vedovi o separati. Dopo aver instaurato il falso ma intenso rapporto di ‘amicizia’ virtuale, i truffatori cominciano a chiedere denaro, per presunti gravi motivi di salute o per poter raggiungere la vittima. La vittima ormai dipende emotivamente da quel legame e da quei messaggi, pensa che il suo interlocutore provi un sincero sentimento nei suoi confronti, che si trovi veramente in difficoltà, ed inizia ad assecondare le richieste, inviando denaro.
Si tratta di somme ingenti che, a seconda della capacità economica della vittima, possono arrivare a centinaia di migliaia di euro. Le somme sottratte solo nell’anno 2021 ammontano a 4,5mln di euro. Sul sito della polizia postale qualsiasi cittadino può inviare segnalazioni riguardanti quei fenomeni che possono essere ricondotti alle ‘truffe romantiche’. Nel 2022 le segnalazioni al commissariato online sono state 536, le denunce trattate 328, gli identificati 75.

I consigli pratici di Cyber Guru

  • Non usare strumenti di lavoro per pubblicare contenuti personali sui social media, prassi che fa parte delle abitudini quotidiane, e rappresenta uno dei punti deboli di molte aziende, per via dell’uso promiscuo degli strumenti di lavoro, come PC e smartphone, che spesso custodiscono documenti riservati. Bisogna quindi essere rigorosi sull’utilizzo degli strumenti di lavoro, senza prestarli, e tenendoli separati da quelli personali potrà già costituire una prima difesa.
  • Dubitare delle coincidenze: i cyber criminali adottano comportamenti reali, simulando avvicinamenti casuali, senza malizia né eccessivo interesse. Instillare fiducia e creare un’intimità con la vittima richiede tempo, pazienza e molta empatia, e già questo approccio può far suscitare dei dubbi. Le coincidenze poi iniziano ad essere tante: stessi gusti, stesse abitudini, stessa linea di pensiero. Una sintonia quasi perfetta…e proprio per questo sospetta.
  • Prima di stabilire un contatto, i cyber criminali fanno ‘social engineering’. In altre parole, studiano le loro prede osservando i like e i commenti ai post degli altri utenti per farsi un’idea delle loro abitudini, dei loro desideri e delle loro speranze. Occorre quindi essere vigili e, oltre a chiedersi se gusti così simili non siano frutto di informazioni recuperate facilmente online, valutare sempre con attenzione quello che postiamo.
  • Come smascherarli: conviene diffidare di una persona sconosciuta, soprattutto se single, che si presenta con una situazione economicamente solida, impegnata in studi importanti o con un buon lavoro e che vive all’estero. Un’ulteriore prova può essere il fatto che il/la corteggiatore/trice non sia disponibile  per un incontro dal vivo. Utile verifica: si può caricare la foto profilo del corteggiatore nel motore di ricerca Google Immagini per verificare che non appartenga ad altri utenti.
  • Proteggere i propri device: sia professionali che privati, scaricando gli aggiornamenti quando sono disponibili, mantenere i propri profili social privati e non condividere informazioni o file che potrebbero rivelare dettagli personali o dati sensibili, anche indirettamente, come ad esempio postare una foto che mostra la via di casa o il momento della partenza per le vacanze.
  • Cosa non bisogna mai fare? È meglio evitare di cliccare su link o di aprire un bigliettino digitale di auguri di San Valentino, se arriva da un sconosciuto.

Oggi è ancora possibile che l’amore sbocci online, sono molti i casi di coppie che si sono incontrate sul web e non bisogna scoraggiarsi, ma è importante essere consapevoli delle informazioni che, inconsciamente, rendiamo disponibili online e proteggere la propria identità digitale, custodendo con cura anche i nostri device sia per uso professionale che privato.

 

 

 

 

 

 

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