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Indagine Axa-Ipsos: italiani i più stressati d’Europa

Il 56% degli italiani soffre di stress, l’8% in più rispetto al 2022.  Lo rivela il ‘Mind Health Report 2023’, l’indagine AxaIpsos sui temi del benessere e della salute mentale, realizzata su un campione di oltre 30 mila persone in 16 Paesi del Mondo. L’Italia risulta essere fra i Paesi più colpiti: solo il 18% del campione dichiara uno stato di pieno benessere, dato in calo del 20% rispetto al 2022. Come noi solo i giapponesi.

Il Gruppo Axa ha elaborato l’indice Mind Health Index per valutare lo stato di benessere mentale e ricavare indicazioni su come intervenire, cambiando abitudini e stili di vita, al fine di migliorare la situazione. L’Index si configura anche come strumento strategico a supporto di decisori politici, operatori sanitari, imprese ed individui per un approccio olistico di promozione del benessere delle persone.

“Qualcosa sta cambiando sul tema della salute mentale” è il commento di Giacomo Gigantiello, CEO del Gruppo assicurativo AXA Italia, che sottolinea come “l’indagine di quest’anno rileva ancora un quadro difficile per il nostro Paese”.  Il dato positivo sta nel fatto che diminuisce lo stigma e aumenta la consapevolezza sull’importanza di prendersi cura del proprio benessere mentale. “È un segnale importante, che ci spinge ulteriormente, in logica di cooperazione con tutti gli attori dell’ecosistema, nel promuovere una cultura della prevenzione e della salute a 360°. In AXA Italia siamo fortemente convinti che il benessere sia uno dei valori più importanti su cui investire, sia a livello di offerta di servizi per le nostre persone e i clienti, che attraverso iniziative concrete per la società nel suo complesso

Sono quattro i profili di salute e benessere mentale identificati dalla ricerca: Flourishing, che corrisponde alla soddisfazione massima nella combinazione fra benessere sociale, emotivo e psicologico. Seguono i Getting by, che mostrano benessere in alcune aree, ma con una percezione generale meno intensa. Terza categoria, quella dei Languishing, coloro che non si sentono al pieno delle proprie capacità e manifestano assenza di un benessere positivo. Chiudono gli Struggling, che riportano totale assenza di aree di benessere, per i quali la fatica è associata a disagio emotivo e compromissione psicosociale.

Gli italiani sono, in Europa, il popolo che si sente più solo (48%). Incidono l’impatto della guerra, avvertito dal 52% del campione, e il cambiamento climatico per il 43%.

Le donne sono le più esposte, e di conseguenza le maggiori vittime del disagio. Il dato più rilevante è la disparità di genere percepita nella vita quotidiana: oltre il 40% delle donne ha visto mettere in dubbio le proprie capacità, 1 su 3 ha ricevuto commenti indesiderati sul proprio genere.

Quanto alle fasce d’età, sono i ragazzi i soggetti più a rischio. A pesare, l’incertezza sul futuro, la solitudine e l’immagine del proprio corpo, ma anche una maggiore sensibilità alla tematica del cambiamento climatico. Per il 38% dei giovani, inoltre, tecnologia e social media hanno un impatto negativo sul proprio benessere mentale, e solo 1 giovane su 12 riporta uno stato di benessere mentale pieno.

Lo stato mentale generale influisce anche sulla percezione del benessere nel luogo di lavoro, inteso come capacità di sentirsi ‘in flow’: concentrati, produttivi e focalizzati sugli obiettivi professionali. Solo il 15% del campione dichiara di sentirsi altamente produttivo. Migliore è lo stato mentale, minore, inoltre, è l’intenzione di cambiare lavoro, la pensa così il 75% del campione, mentre il lavoro ibrido è considerato il migliore in ottica di benessere, anche se molti italiani preferiscono il lavoro da casa (23%).

Il dato positivo, nel rapporto tra gli italiani e il benessere mentale, è che diminuisce lo stigma sull’argomento e cresce la propensione a prendersi cura di sè.

Il 60% degli italiani si rivolge a medici e specialisti per la diagnosi delle malattie mentali, un dato in controtendenza rispetto allo scorso anno, dove l’Italia era il primo Paese europeo in classifica per numero di persone che avevano scelto la strada dell’autodiagnosi. Si osserva anche un’apertura, sotto forma di supporto, all’uso degli strumenti digitali, accolti positivamente dal 31% degli intervistati. In ambito lavorativo, è sempre più evidente l’effetto delle iniziative di supporto alla salute mentale offerte dall’azienda sul benessere e sull’essere ‘in flow’.

AxaItalia è presente con una strategia complessiva, che vede protagoniste le persone e il loro benessere psicofisico attraverso iniziative concrete e distintive sul mercato: supporto psicologico per urgenze h24, supporto dedicato per le partorienti per informazioni mediche, sulla maternità o per la ricerca di un supporto psicologico privato; possibilità di accedere ad un servizio di psicologia online, a seguito di eventi traumatici, come diagnosi malattie gravi, stress da terremoti, incidenti gravi, ‘second opinion’ su patologie psicologiche per ricevere eventuali indicazioni diagnostiche o terapeutiche suppletive, rimborso delle consulenze psicologiche consigliate a seguito di ricovero per neoplasia maligna.

L’ambiente di lavoro Axa è poi pensato per essere inclusivo, mettendo sempre al centro il benessere psicofisico dei collaboratori. Iniziative di awareness (webinar informativi regolari, formazione dei manager) sono mirate al superamento dello stigma sul tema della salute mentale. Dal 2019, il servizio di counselling on line per accompagnare le persone nel gestire situazioni di stress o ansia, anche nella sfera privata, è stato rafforzato con sessioni di supporto direttamente in azienda.

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