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Palenzona è il nuovo presidente della Fondazione Crt

Dopo sei anni finisce l’era Quaglia e comincia quella di Fabrizio Palenzona, diventato nuovo presidente della Fondazione Crt. L’ex vicepresidente di Unicredit rimarrà in carica fino al 2027. È stato nominato, a scrutinio segreto, dal consiglio di indirizzo con la maggioranza assoluta: 10 voti a favore contro i 7 ottenuti dal presidente uscente Giovanni Quaglia. Quaglia ha giocato fino all’ultimo da protagonista la partita per la conferma, alla fine, però, sconfitto, ha rivolto gli auguri di buon lavoro ‘a tutti, amici e avversari’.

ùQuaglia ha concluso il suo intervento con una preghiera e tutti i consiglieri si sono alzati in piedi e lo hanno applaudito. “Parleranno gli atti, le cose realizzate”, ha detto il presidente uscente che ha chiuso il mandato con un bilancio approvato all’unanimità dal consiglio prima della votazione per il presidente: avanzo di esercizio 2022 pari a 127,2 milioni (+42,6% sul 2021), posizione finanziaria netta salita a quota 569 milioni (+73,4%), patrimonio investito superiore ai 3 miliardi.

L’elezione di Palenzona chiude un periodo di grande conflittualità all’interno dell’ente, iniziata un anno fa con la battaglia per la guida di Generali quando la Fondazione Crt ha scelto di appoggiare la proposta di Caltagirone. Alcuni consiglieri hanno accusato Quaglia di averli poco coinvolti. Malumori che sono riemersi in vista della nomina del presidente. Nel programma inviato domenica scorsa ai consiglieri Palenzona ha indicato l’obiettivo di costruire una rete con le Fondazioni del Nord-Ovest, che raccolgono la metà del patrimonio delle fondazioni bancarie italiane, “per trovare denominatori comuni, obiettivi condivisi e strategie di collaborazioni”.

Il neo presidente Palenzona  ha messo al centro del suo incarico anche nuovi criteri per le erogazioni, maggiore trasparenza e condivisione in ogni settore (nomine, decisioni su investimenti ed erogazioni, organizzazione uffici, comunicazione) e un maggiore coinvolgimento del cda e del cdi nelle scelte strategiche e di indirizzo.

Tra i punti di rilievo Palenzona ha messo in risalto la necessità di “recuperare i rapporti con le istituzioni locali, in parte incrinati dalle ultime vicende” e di “promuovere una cultura istituzionale che non indulga nell’autoreferenzialità e in scelte di basso profilo, meramente basate sulla ricerca di consenso e di evidenza mediatica”. Palenzona ha anche indicato la volontà di “ristabilire un rapporto fecondo e costruttivo con le province del cosiddetto ‘altro Piemonte’, che non possono e non devono sentirsi abbandonate a se stesse”.

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