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Giovani talenti e bilancio in attivo, la strategia vincente del Napoli del miracolo scudetto

Il Napoli di quest’anno è un unicum negli ultimi vent’anni in Europa: non era mai accaduto che una squadra riducesse il monte ingaggi e riuscisse contestualmente ad accrescere il valore economico della rosa arrivando addirittura a vincere il campionato”. Così Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 Ore e uno dei massimi esperti in Italia di economia sportiva, sintetizza la strategia del presidente Aurelio De Laurentiis che ha condotto il Napoli alla tanto agognata vittoria dello scudetto.

Alla fine della sessione estiva di calciomercato, scetticismo e mugugni aleggiavano sulla squadra e quasi nessuno avrebbe scommesso sul successo degli azzurri. De Laurentiis aveva accompagnato alla porta, con rispetto, i senatori del Napoli: Insigne, Mertens, Koulibaly, Fabian Ruiz, Ospina. Al loro posto dei giovani sconosciuti dai nomi esotici, tra cui il coreano Kim Min-Jae e l’esterno georgiano Kvaratskhelia. Vi risparmiamo il ricordo di tanti sfottò persino sui nomi ( Kim era diventato Chi Min… è!) di quelli che oggi sono campioni impareggiabili. Il campo ha dato ragione a De Laurentiis e al direttore sportivo Cristiano Giuntoli: il Napoli ha dominato gli avversari e il pareggio di ieri sera a Udine ha soltanto ratificato un successo che non è stato mai in discussione. Il Napoli è campione d’Italia con cinque turni di anticipo. Nei campionati a tre punti solo a Juve e Inter era riuscita una impresa del genere.

Lo stadio Diego Armando Maradona durante Napoli-Salernitana

Le intuizioni di Giuntoli e il lavoro meticoloso dell’allenatore Luciano Spalletti, capace di trarre il meglio dai giocatori a disposizione, fanno impennare il valore di una rosa che in estate valeva complessivamente poco più di 500 mln. Oggi la stima è di almeno 650 mln. Altro che plusvalenze. Emblematici alcuni casi. L’attaccante nigeriano Osimhen – che a suon di gol ha dato un contributo decisivo alla conquista del tricolore – in estate era quotato attorno ai 90 mln. Oggi De Laurentiis non lo lascerà partire per meno di 150 mln. Il nuovo idolo del Maradona, Kvaratskhelia, è costato appena 10 mln e ora il suo cartellino vale almeno dieci volte di più. Il Napoli farà di tutto per trattenere Kim, che ha una clausola rescissoria da 50 mln; in estate era stato pagato circa 20 mln.

Quella del Napoli è una vittoria all’insegna della sostenibilità e dell’oculatezza in un calcio sempre più appannaggio di fondi stranieri con capacità di spesa praticamente inesauribile. “Spesso si indica il Leicester che vinse la Premier League come un unicum nel panorama di un calcio sempre più dominato dalle squadre ricche. Fu un successo sportivo enorme, però la squadra di Ranieri aveva comunque aumentato i costi per raggiungere quel traguardo”, spiega Bellinazzo. “Il Napoli ha fatto esattamente l’opposto. Una scelta coraggiosa in linea con la gestione De Laurentiis: il bilancio in equilibrio“.

Marco Bellinazzo

Una scelta resa forse obbligata dagli anni complessi della pandemia, che hanno originato perdite importanti per le società di calcio. “A differenza della maggior parte delle squadre europee, il Napoli fino a prima della pandemia aveva un surplus di risultato economico di circa 130 milioni, poi erosi da tre bilanci chiusi in rosso tra il 2020 e il 2022. Gli anni della pandemia sono peraltro coincisi con due mancate qualificazioni in Champions League. Da lì la decisione di ridurre il monte ingaggi del 15-20%“, spiega Bellinazzo. Oggi il Napoli si ritrova con una squadra giovane (l’età media è di 26,1 anni) e competitiva non solo in Italia ma anche in Europa: in Champions League ha raggiunto i quarti di finale per la prima volta nella sua storia.

Il Napoli chiuderà il bilancio al 30 giugno 2023 in attivo – chiarisce il giornalista – e in più si ritroverà a disposizione un parco calciatori notevolmente rivalutato rispetto ad inizio campionato, con il valore del club accresciuto di molto dalla vittoria dello scudetto. È un valore che al momento resta sulla carta, nel senso che sono plusvalenze che si realizzeranno se e quando il Napoli deciderà di privarsi di uno dei calciatori più importanti”.

Quanto vale la vittoria del titolo per le casse societarie? “Non è facile fare una stima precisa. I ricavi provenienti dalla Lega di Serie A e dalla qualificazione in Champions non variano molto fra primo e secondo posto, balla qualche milione. L’incremento sostanziale è legato al valore del brand e quindi ai contratti di sponsorizzazione a venire, che potranno essere sicuramente più vantaggiosi. L’incremento di ricavi sul singolo anno non è così significativo, ma diventa una leva per i diritti tv e i futuri contratti commerciali. Lo scudetto non è un moltiplicatore di ricavi immediato, va valorizzato“.

Ad ogni modo, se il Napoli aveva chiuso lo scorso bilancio con un fatturato di circa 175 mln e un rosso di 52 mln, quest’anno riuscirà a tornare in attivo dopo i travagliati anni di Covid-19. “Grazie agli introiti della Champions e ai proventi dei biglietti – conclude Bellinazzo – è probabile che il fatturato viaggi sui 250 milioni, non poi così lontano dal record del 2017, quando, con Champions e plusvalenze importanti, si raggiunse il picco di 308 milioni di ricavi”.

 

 

 

 

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