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Napoli campione, l’indotto turistico dello scudetto è di 18 milioni di euro

Con il pareggio per 1-1 in casa dell’Udinese lo scorso 4 maggio, il Napoli ha vinto matematicamente il campionato italiano di calcio. La vittoria dello scudetto, che mancava dai tempi di Maradona, porta con sé anche un significativo ritorno economico e d’immagine. Napoli è già da alcuni anni una città in voga e tra le più visitate in Italia e in Europa. E però il successo della squadra di De Laurentiis – e soprattutto l’entusiasmo che da mesi aleggia sulla città, con i nastri biancazzurri a decorare ogni vicolo – ha contribuito ad accrescere ulteriormente l’attrattività del capoluogo campano. 

“Secondo le stime del nostro studio – spiega a Fortune Italia Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente Nazionale con delega al Mezzogiorno – nell’ultimo fine settimana di aprile i turisti presenti in città sono stati circa 170mila. Quasi il 20% è venuto per partecipare alla festa scudetto prevista per Napoli-Salernitana, poi slittata al 4 maggio”. Il giro d’affari lordo è di oltre 3 milioni di euro per ogni fine settimana. “Se consideriamo quanto già incassato e quanto si incasserà da qui a giugno (l’ultima partita di Serie A è prevista per il 4 giugno, ndr), l’indotto generato dal turismo calcistico in sei settimane dovrebbe aggirarsi sui 18 milioni di euro”, precisa Schiavo.

Napoli, piazza del Plebiscito. La festa dei tifosi dopo Udinese-Napoli

Dei 170mila turisti che hanno visitato Napoli dal 28 aprile al 1 maggio “circa la metà, in media, ha acquistato gadget legati al calcio Napoli, per un incasso di 1,2 milioni di euro”. Una parte di questa domanda è stata però assorbita dal mercato del falso. “Ai turisti raccomandiamo sempre di acquistare prodotti ufficiali o certificati, in negozi o da ambulanti autorizzati”, precisa Schiavo. “Ci proponiamo anche di aiutare chi inizia a vendere per strada a entrare nel circuito della legalità. Siamo pronti a fornire supporto economico e commerciale nell’apertura della partita iva”.

Tappa obbligata del turismo calcistico è il murales di Maradona ai Quartieri Spagnoli. “Sta diventando meta di un vero e proprio pellegrinaggio – racconta Schiavo – gli esercenti della zona ci dicono che nelle ora di punta arrivano anche 2-3 mila persone. Possiamo stimare che almeno 10mila persone passano da lì ogni giorno”. Numeri significativi per un quartiere che fino a pochi anni fa era all’unanimità considerato pericoloso e inaccessibile ai turisti. 

“I numeri del murales sono incredibili, non si riesce a camminare. L’apertura dell’uscita della metropolitana di Montecalvario, a pochi passi da largo Maradona, è stata molto utile per alleggerire il traffico pedonale. Nei Quartieri Spagnoli c’è stata una vera e propria rivoluzione e il murales di Maradona è stata una cosa spontanea, nata dall’iniziativa degli abitanti”, spiega Claudio Boccalatte, consigliere di Federalberghi. “Il fascino del mito di Maradona e dalla squadra è tale che forse potrebbe essere il momento giusto per istituire un museo all’interno dello stadio: sarebbe un ulteriore attrattore”.

Tifosi del Napoli all’esterno dello stadio prima di Napoli-Salernitana

Aprile ha fatto registrare ottimi numeri per le strutture ricettive di Napoli e provincia. L’ultimo weekend del mese, complice anche il ponte del 1° maggio e l’attesissimo evento del Comicon, è stato da record e trovare un posto letto disponibile era praticamente impossibile. “Da anni ormai aprile e maggio sono mesi particolarmente gettonati per visitare la città – prosegue Boccalatte – Era quasi tutto prenotato da tempo e per i tifosi del Napoli non è stato facile trovare qualcosa. Sono tornati in molti nello scorso weekend, scommettendo sulla data della possibile vittoria dello scudetto. Molti sono napoletani emigrati al Nord o all’estero che sono rientrati per vivere l’atmosfera della festa. E poi abbiamo avuto parecchi sudamericani, in particolare argentini, richiamati dal mito intramontabile di Maradona”. 

Al fascino esercitato sui turisti dalle bellezze paesaggistiche, culturali e artistiche di Napoli, si aggiunge e si consolida così il fattore calcistico. Un richiamo irresistibile per gli appassionati di calcio che trovano a Napoli una passione con pochi eguali in Europa e che la vittoria dello scudetto porta a livelli parossistici. Tutti vogliono partecipare alla grande festa per poter dire: “io c’ero”. E oltre ai tifosi sorride pure l’economia.

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