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Manzi (PD): con il Pnrr abbiamo oltre 1 mld di euro per digitalizzare i servizi culturali | VIDEO

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Manzi, Capogruppo Pd in Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera, ha accolto Fortune Italia nella Sala Berlinguer in via degli Uffici del Vicario nel cuore della capitale. Manzi ha parlato di ciò che è il “grande valore della democrazia”: la cultura.

Un bilancio dei primi mesi di lavoro.

La commissione è un campo franco in cui maggioranza e opposizione si confrontano su vari temi. Ci sono stati momenti di attrito. Vorremmo un impegno più diretto della maggioranza, ad esempio sugli spettacoli dal vivo.

Come saranno investiti i fondi del Pnrr?

Non abbiamo recuperato i livelli di partecipazione culturale pre-pandemia. I fondi del Pnrr sono importanti perché insistono anche su digitalizzazione, valorizzazione del patrimonio culturale, efficientamento energetico, formazione degli operatori culturali. Ma senza investimenti stabili statali, non solo dell’Ue, il settore non ingranerà la marcia.

In che modo la rivoluzione digitale investirà i nostri beni culturali?

Con il Pnrr abbiamo oltre 1 mld di euro per digitalizzare i servizi culturali. C’è una missione in cui la digitalizzazione sta insieme alla cultura e al turismo, a dimostrazione di come ci sia una capacità di procedere insieme.

Nel nostro Paese i turisti si riversano perlopiù nei grandi centri d’arte. Quanto è importante rendere attrattivi borghi e piccoli siti culturali?

Molto. Bisognerebbe ricordarlo al ministero del Turismo che con la discussa campagna promozionale sulla Venere di Botticelli utilizza le immagini delle città d’arte e gli stereotipi attorno ad esse. C’è invece un patrimonio meno conosciuto di realtà più periferiche che possono essere valorizzate.

L’Italia è tra i Paesi europei che spendono meno per la cultura in rapporto al Pil. Perché?

Abbiamo assistito nell’ultima legge di bilancio alla quasi totale assenza di misure legate alla cultura. Fortunatamente poi sono state inserite delle risorse specifiche per i lavoratori dello spettacolo, l’indennità di discontinuità. Ma è come se mancasse consapevolezza, basta vedere la cancellazione di 18 app: da diritto universale diventa un premio, perché dipende da parametri come l’Isee o il merito.

Perché l’arte ci aiuta a progredire come esseri umani? 

L’arte fa appello a valori universali. Ma di fronte a tentazioni provinciali e autarchiche di vedere la cultura come un bene identitario, non bisogna dimenticare che richiama la creatività, la capacità di tirare fuori il meglio dei cittadini. È un grande valore rispetto alla democrazia, per lo spirito critico che può infondere nella società.

 

 

 

 

 

 

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