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Lenovo, i risultati finanziari premiano il modello ‘a servizio’

Lenovo Fortune Italia

Un fatturato pari a 62 miliardi di dollari e un utile netto di 1,6 miliardi. Questi i principali risultati finanziari dell’intero esercizio 2022-2023, annunciati oggi dal Gruppo Lenovo. La redditività è rimasta stabile con il margine lordo e il margine operativo che hanno entrambi raggiunto i massimi da 18 anni. I ricavi del Gruppo sono stati però influenzati dalla debolezza del mercato dei dispositivi, mentre i ricavi delle attività diverse dai PC hanno raggiunto il loro massimo nell’anno fiscale di quasi il 40%, alimentati dai motori di crescita diversificati di Lenovo quali Solutions and Services Group (SSG) e Infrastructure Solutions Group (ISG) portando i ricavi a livelli record rispettivamente di 6,7 miliardi di dollari e 9,8 miliardi di dollari, con un aumento del 22% e del 37% su base annua.

“Lenovo – ha dichiarato il presidente e Ceo, Yuanqing Yang – ha registrato una redditività stabile nell’ultimo anno fiscale, mentre la diversificazione dei nostri motori di crescita continua a raggiungere nuovi traguardi. Il loro slancio sta guidando progressi costanti nella nostra trasformazione basata sui servizi e il mix di entrate delle nostre attività diverse dai PC è aumentato a quasi il 40%. La nostra chiara strategia sta funzionando e la nostra capacità operativa è resiliente, anche di fronte alle incertezze globali. In prospettiva, continueremo a investire in ricerca e sviluppo per cogliere la prossima ondata di opportunità di crescita, quindi siamo ben preparati per il futuro”.

Dopo un anno di incertezze economiche e globali, Lenovo vede comunque segnali positivi di stabilizzazione del mercato. Il Gruppo prevede che l’intero mercato dei PC e dei dispositivi smart riprenderà la crescita di anno in anno nella seconda metà del 2023 e che il mercato dei servizi IT riprenderà una crescita relativamente elevata. Insieme, questi riporteranno il mercato IT totale nel 2023 a un livello di crescita moderata. Nel medio-lungo termine, la trasformazione digitale continuerà ad accelerare, portando a un grande potenziale di crescita per le infrastrutture cloud e informatiche.

Ma qual è la situazione in Italia? E su cosa si investirà di più nei prossimi anni? Lo abbiamo chiesto a tre top manager italiani.

Emanuele Baldi Lenovo
Emanuele Baldi, Executive Director, Italia, Lenovo (business PC e smart devices)

“Il primo trimestre di quest’anno – ha affermato a Fortune Italia Emanuele Baldi, Executive Director Italia di Lenovo – è stato decisamente peggiore del primo trimestre solare dell’anno scorso. Detto questo, però, noi abbiamo chiuso un anno positivo, determinato fondamentalmente dal fatto che il nostro business principale, quello del PC, ha dovuto convivere con un anno di forte decrescita della domanda nel mercato globale, sia in ambito retail, quindi consumer, che nell’ambito professionale. Ciò non toglie che abbiamo tenuto la nostra posizione numero uno in questo mercato”. Secondo la nota del Gruppo, il quarto trimestre fiscale è stato quello più impegnativo dell’anno a causa delle pressioni sia del mercato dei PC che dell’economia globale. Lenovo ha chiuso il trimestre con un fatturato di 12,6 miliardi di dollari, in calo del 24% su base annua. Il mix di entrate non PC durante il trimestre ha invece raggiunto un massimo storico del 43%, con un aumento di 12 punti su base annua.

Lenovo

Il mercato cambia continuamente, si trasforma e si ritaglia nuove posizioni: “Nell’area PC- dice Baldi – abbiamo avuto due divisioni che hanno guadagnato in modo importante rispetto all’anno precedente: la divisione servizi e la divisione infrastrutture. E la cosa più rimarchevole è che la divisione servizi è cresciuta in un anno in cui abbiamo ridotto quella dell’hardware. Questo vuol dire che il progetto di essere un’azienda di soluzioni a 360 gradi sta andando estremamente bene. Se riusciamo a crescere con i servizi, in un momento in cui l’hardware decresce significa che stiamo cambiando pelle nei confronti dei nostri clienti. Le prospettive sono buone e stimiamo che la curva negativa che ormai viviamo da un anno in termini di domanda di mercato, stia andando verso la sua conclusione. Ci aspettiamo una moderata crescita già dall’ultimo trimestre solare di quest’anno, ma chiaramente non come quella vissuta nei due anni di Covid”.

A dare man forte al business di Lenovo, anche in Italia, è dunque il segmento dei servizi del ‘New IT’ all’interno del mercato da trilioni di dollari dei servizi IT, con soluzioni cloud che dovrebbero crescere a un CAGR (tasso composto di crescita annuale, ndr) a due cifre entro il 2025; e poi anche grazie Device-as-a-Service (DaaS), un consumo a servizio “che permette ai clienti di restare sempre aggiornati sulle nuove tecnologie, pagando sempre la stessa quota. Si assicura così un cambio di tecnologia al passo con le novità, senza dover riacquistare continuamente l’hardware”. Un’evoluzione che si chiama ‘Lenovo TruScale’ e che consente alle aziende di trasformare qualsiasi funzione IT in un servizio a consumo.

La spesa in soluzioni e servizi rimarrà forte, in particolare nell’istruzione, nello smart retail, nelle smart city e nel settore manifatturiero. Con il PC che rappresenta lo strumento di produttività essenziale nell’era digitale odierna, Lenovo prevede che il mercato tornerà a crescere nella seconda metà dell’anno solare 2023. La tendenza alla digitalizzazione e il modello di lavoro ibrido continuano a guidare una crescita costante nelle soluzioni per i moderni ambienti di lavoro. La posizione finanziaria di Lenovo rimane forte e il suo ciclo di conversione in denaro è ulteriormente migliorato. E poi c’è la ricerca e sviluppo per cui il Gruppo ha aumentato gli investimenti annuali a 2,2 miliardi di dollari, con un aumento del 6% su base annua.

Oggi non ci manca la tecnologia, siamo sovrastati di novità; quello che serve è saperle manovrare, avere le competenze adeguate. Per Baldi “i grandi fondi nazionali e internazionali come il Pnrr consentiranno di creare dei poli di competenza molto forti. Sono abbastanza convinto che oggi non ci sia un grosso problema di competenze per sviluppare nuovi progetti. Come Lenovo, stiamo lavorando molto per sviluppare queste competenze e trarre vantaggio a livello di nazione da tutti questi soldi che arriveranno”. Competenze che a loro volta hanno bisogno di condividere infrastrutture adeguate e sempre aggiornate rispetto al panorama tecnologico che viviamo. Le infrastrutture però, in alcuni casi, possono diventare un ostacolo di competizione per tutte quelle piccole aziende che non riescono ad acquistarle e quindi ad utilizzarle. Per questo Lenovo mette a disposizione l’‘as a service’ anche in questo settore, attraverso l’Infrastructure Solutions Group, guidata da Alessandro de Bartolo.

Alessandro de Bartolo Lenovo
Alessandro de Bartolo, Country General Manager e A.D., Infrastructure Solutions Group, Italia, Lenovo (business infrastructure solutions)

“Un’opportunità unica per le piccolo e medie imprese, che sono la grande maggioranza del nostro tessuto economico – ci dice de Bartolo -. È indicativo di come l’azienda si sta trasformando e di come le pmi possano competere in questo nuovo scenario. Continueremo ad investire sui servizi a consumo che ci permettono di aiutare i clienti a superare il problema dell’eventuale mancanza di competenze al loro interno. Lenovo facilita così il progetto di trasformazione digitale delle aziende”. Si tratta dunque di un modello grazie al quale aziende di ogni dimensione, che hanno meno risorse economiche e professionali, specie in un momento di incertezza come questo, possono integrare i benefici della più avanzata tecnologia, velocemente e con una notevole riduzione dei costi, potendo avere a disposizione una soluzione completa, pagandola solo in base all’utilizzo che ne fanno, e superando le criticità legate al possesso e alla gestione dei dispositivi. Una strategia per diffondere il livello di adozione di tecnologie trasformative come big data, IA e IoT, fruibili attraverso il cloud, portando l’Italia a migliorare il suo livello di digitalizzazione.

Giorgia Bulgarella Motorola Lenovo
Giorgia Bulgarella, Head of Marketing Motorola Italia

E poi c’è il mobile, con il marchio Motorola. Per Giorgia Bulgarella, Head of Marketing di Motorola Italia “i risultati global sono molto positivi e ci raccontano un fiscale fatto di crescita sostenibile perché sono tre anni continui di profitti. E questo è importante non soltanto in termini di profittabilità, ma di credibilità del brand che si presenta sul mercato in maniera appunto stabile e affidabile nel tempo. Dal Q4 dello scorso anno c’è stata un’accelerazione importante alla crescita, soprattutto in Europa, dove abbiamo fatto registrare il più 22% delle quantità. E devo dire che tutto questo è stato anche un contributo importante arrivato dall’Italia. Siamo il terzo player Android sul mercato con il 7,3% di quota. Per noi è una fonte di orgoglio molto importante perché abbiamo più che raddoppiato la quota di mercato anno su anno”. Risultati raggiunti “lavorando in sinergia e in maniera integrata con il Gruppo” e anche grazie al raggiungimento di specifici obiettivi di sicurezza e compatibilità degli smartphone nel settore B2B, con il ‘Think Phone’ “che ci ha permesso di entrare nelle aziende con una soluzione integrata di servizi e prodotti con caratteristiche di credibilità, affidabilità e solidità. E questo lo abbiamo visto nei risultati perché il B2B è cresciuto in Europa del più 60% in termini di fatturato e l’Italia anche in questo caso è stato uno dei mercati più importanti. Lo abbiamo fatto lavorando sull’innovazione, quindi prodotti premium che si sono rinnovati in termini di design e qualità. L’Italia uno dei Paesi su cui si giocherà la partita”.

Come ci si interfaccia però in un mercato – quello del mobile – che rispetto a qualche anno fa sembra affaticato da una sorta di nichilismo tecnologico? “Sicuramente è un mercato che in termini di differenziazione e di innovazione di prodotto ha rallentato molto negli ultimi anni – afferma Bulgarella – Cerchiamo però di studiare nuovi concept. A Mobile World Congress abbiamo presentato, ad esempio, il concept di ‘Rollable’, lo smartphone che si arrotola e si allarga, raccontando al mondo che abbiamo un progetto di innovazione all’interno di questo mercato molto importante. Diventa ancora più fondamentale continuare a innovare e portare sul mercato prodotti premium”.

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