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Mazda MX-5: voglia d’estate

Sapete chi era Bob Hall? No? Fa niente. Era un giornalista americano che sul finire degli anni ’70, di fronte a un caffè fumante, suggerì ai manager del settore Ricerca e Sviluppo di Mazda di aggiungere alla gamma una bella spider. Una due posti secca, come si dice in gergo, ispirata alle inglesi blasonate come la Lotus Elan o la Spitfire di casa Triumph. Anzi meglio ancora: ispirata al duetto Alfa Romeo, portato sul grande schermo da Mike Nichols ne Il laureato, protagonista un giovanissimo Dustin Hoffmann.

L’idea non fu immediatamente recepita dai colletti bianchi del marchio di Hiroshima: ci vollero sei o sette anni prima che quel sogno si concretizzasse in un progetto su carta e, più tardi, in un’auto di serie.  Ebbene: nel 1989, sul red carpet del Salone di Chicago faceva il suo esordio la Mazda MX-5, nota anche come Mazda Miata.

Nessuno, in quel giorno lontano di 34 anni fa, avrebbe mai immaginato che quella automobile agile e scattante come un go-kart sarebbe diventata la spider più venduta al mondo, tanto da essere inserita nel Guinness dei primati. Da subito le vendite incoraggiarono la produzione, e piano piano iniziarono a salire, fino a quando nel 2014 fu tagliato il traguardo dei 940.000 esemplari venduti; nel 2016 cadde la barriera del milione. Ad oggi, con quattro generazioni alle spalle e qualche restyling sul curriculum, la Mazda MX-5 conta 1.146.99 unità vendute dall’inizio della sua produzione, con il Nord America in testa (503.572 esemplari) seguita dall’Europa con 371.223). Insomma, un successo. Ma per quale motivo così schiacciante?

“La MX-5 rappresenta il manifesto del piacere di guida che da noi definiamo Jinba Ittai, letteralmente “cavallo e cavaliere”, uomo e macchina in perfetta simbiosi, ovvero la filosofia costruttiva alla base di ogni nostra vettura”,  prova a spiegare Roberto Pietrantonio, Managing Director di Mazda Italia. “I nostri designers, attraverso lo stile Kodo e la sua evoluzione, hanno l’ambizione di realizzare oggetti quasi fossero opere d’arte, oggetti che facciano girare la testa per essere ammirati e che alimentino quella passione che un po’ nel nostro mondo si è persa, soprattutto nelle nuove generazioni”.

Lo stile Kodo di cui parla Pietrantonio è una filosofia di design che Mazda portò al debutto nel 2010 con una concept car che si chiamava Shinari, e da quel giorno ha segnato lo stile di tutte le automobili del marchio, compresa ovviamente la MX-5. Una filosofia di design grazie alla quale Mazda si è aggiudicata numerosi premi tra cui il World Design Car of the Year 2020 per la Mazda3. Letteralmente Kodo significa battito del cuore. “In Giappone, riteniamo che gli artigiani infondano vitalità in ciò che realizzano”, spiega Ikuo Maeda. responsabile stile all’interno di Mazda. “Siamo convinti che una forma realizzata con cura e sincerità da mani umane riceva un’anima”.

Attualmente la gamma della MX-5 My2023 prevede tre allestimenti: Prime-Line, Exclusive-Line e Homura. Questi ultimi due possono essere provvisti anche del pacchetto opzionale Driver Assistance, per rafforzare ulteriormente la dotazione di tecnologie di assistenza alla guida i-Activsense della spider nipponica.

Due invece i motori a disposizione: un 1496 cc da 132 Cavalli, sufficienti a farle raggiungere i 204 orari di velocità massima con uno scatto da 0 a 100 in 8,3 secondi, e un muscoloso 1998 cc da 184 Cv che certamente regala emozioni più adrenaliniche rispetto alla sorella piccola: 219 km/h di velocità massima e 6,5 secondi per bruciare lo 0-100.

Prestazioni a parte, il cuore inizia a battere quando si tira giù la capote, che si apre e si chiude con un semplice movimento del braccio. Oppure, nel caso della versione RF a tetto rigido, premendo un pulsante situato davanti al pomello del cambio. Grazie a un meccanismo sofisticato l’hardtop si solleva e si ripiega in tre pezzi, finendo in un vano nascosto fra il bagagliaio e il dorso dei due sedili di conducente e passeggero. Da quel momento la Mazda MX-5 compie un piccolo miracolo: riesce ad abbonare dieci anni di vita a chi ha il privilegio di schiacciare sull’acceleratore.

A cielo aperto si sente il sound del propulsore della rinomata famiglia Skyactiv, fluido in ogni situazione, morbido ma grintoso sia nel traffico cittadino che in autostrada, mentre il vento rinfresca i pensieri senza diventare un fastidioso terzo passeggero grazie al frangivento posto dietro ai sedili. Se qualche goccia di pioggia arriva a guastare la festa, bastano 13 secondi all’hardtop per richiudersi e proteggere la “spiderina” da qualsiasi agente atmosferico avverso.

Il Model Year 2023, ordinabile a un prezzo compreso fra 30.270 e 41.720 euro, offre anche una inedita tinta per la carrozzeria battezzata Zircon Sand e una nuova capote di colore marrone che manda in pensione quella rossa. “La magnifica ossessione degli ingegneri Mazda è che ogni auto prodotta deve generare un’esperienza di guida che migliori la vita delle persone”, conclude Roberto Pietrantonio. “L’obiettivo di Mazda è arricchire la vita di chi guida”. Obiettivo pienamente raggiunto.

 

 

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