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Porsche Cayenne 2023, molto più di un Suv

Alla fine aveva ragione Ferry Porsche quando nel 1989 esclamò candidamente che se l’azienda (in un improvviso attacco maniacale) avesse voluto realizzare un fuoristrada, la gente l’avrebbe comprato sicuramente perché sempre di Porsche si trattava.

Esattamente 13 anni dopo, nel 2002, quell’attacco maniacale che alcuni temevano avrebbe portato la casa di Zuffenhausen allo sfacelo, si concretizzò invece in un piccolo miracolo: la Cayenne, un Suv con tutti i crismi (tradotto significa Sport Utility Vehicle) che se da un lato provocò ai fedelissimi del marchio più di un attacco di cuore, dall’altro fornì una generosa boccata d’ossigeno alle casse dell’azienda.

Per dovere di cronaca va ricordato che ci volle l’aiuto di Volkswagen, con cui Porsche siglò una joint venture rivelatasi nel tempo quanto mai fruttuosa. La prima serie della Cayenne condivideva con la Vw Touareg e con l’Audi Q7 lo stesso stabilimento di produzione di Bratislava in Slovacchia, e dunque una parte non indifferente di componenti.

Nemmeno il tempo di farla digerire al mercato che nel 2007 spuntò un primo restyling, e appena tre anni dopo una seconda serie, disponibile anche in salsa ibrida e diesel.

Nel 2017 infine la terza serie, che condivide molti parti meccaniche con gli altri Suv del Gruppo Volkswagen – Audi Q7 e Q8, Vw Touareg, Bentley Bentayga e Lamborghini Urus – ma di vocazione ben più sportiva rispetto ai modelli precedenti.

L’aggiornamento proposto ora per il 2023 conferma in maniera inequivocabile il desiderio di assomigliare quanto più possibile alla sempiterna 911, regina di tutte le Porsche: cockpit e comandi altamente digitalizzati, un nuovo sistema di telaio, funzionalità high-tech e tanta potenza sotto il cofano.

“È uno degli aggiornamenti di prodotto più consistenti nella storia di Porsche”, ci tiene a specificare Michael Schätzle, Vice president responsabile della linea di prodotti Cayenne. E siccome sempre di Porsche si tratta – tanto per citare il figlio dello storico fondatore – partiamo dal cuore della vettura, ovvero dalle tre motorizzazioni con cui verrà commercializzata nel Vecchio Continente.

Prima fra tutte la versione ulteriormente perfezionata del V8 biturbo da quattro litri che manda in pensione il precedente V6 della Cayenne S. Con una potenza massima di 474 Cv e una coppia di 600 Nm – quindi 34 Cv e 50 Nm in più rispetto a prima – questo motore è in grado di far bruciare lo scatto da 0 a 100 in 4,7 secondi e spingere la vettura alla (vietatissima) velocità di 273 km/h.

Per chi invece non fosse abituato a gestire tanta adrenalina è disponibile un 3000 cc V6 da 353 Cv e 500 Nm, che fra l’altro costituisce anche la powertrain della versione E-Hybrid che a sua volta, grazie all’abbinamento con un nuovo motore elettrico potenziato fino a 176 Cv, dispone di una potenza complessiva di 470 Cv. Non da meno la batteria, incrementata di 17,9 kWh fino a 25,9 kWh, che ora consente un’autonomia fino a 90 chilometri in modalità esclusivamente elettrica secondo il ciclo WLPT.

Ma non si vive di sole prestazioni, soprattutto a bordo di un veicolo che misura 4,93 metri di lunghezza per 1,98 di larghezza e la cui destinazione è in fin dei conti familiare.

Sulla nuova Cayenne debutta un concetto di visualizzazione e di comandi che si chiama Driver Experience, introdotto per la prima volta sulla Taycan: un nuovo modo di stare in auto che pone in primo piano l’asse del guidatore, ottimizzando l’utilizzo delle funzioni disponibili con la loro collocazione direttamente sul volante o accanto ad esso.

Facciamo qualche esempio: la levetta posta a sinistra dietro il volante ora offre funzioni supplementari per poter azionare i sistemi di assistenza alla guida, mentre il selettore del cambio automatico è stato piazzato sul cruscotto per lasciare spazio a diversi vani portaoggetti e a un pannello di comando del climatizzatore di dimensioni generose. Non solo. Per la prima volta, il cockpit della Cayenne integra un quadro strumenti che ora ha la forma di uno schermo curvo da 12,6 pollici interamente digitale, che permette la scelta fra diverse modalità di visualizzazione delle informazioni.

Dulcis in fundo: spunta fuori anche uno schermo da 10,9 pollici sul lato del passeggero, il quale invece di ammirare il paesaggio può concentrarsi sui dati relativi alle prestazioni, accedere ai comandi del sistema di infotainment e guardare video in streaming durante il viaggio.

Anche l’equipaggiamento di serie è stato ampliato, e include i fari a LED con tecnologia Matrix, il sistema PASM di regolazione elettronica degli ammortizzatori, i cerchi da 20 pollici, il sistema di assistenza al parcheggio anteriore e posteriore con retrocamera e la vaschetta per smartphone con ricarica induttiva fino a 15 watt.

Quanto costa tutto questo? Dipende dalle versioni, che includono sempre una rispettiva carrozzeria Coupé. Si parte dai 92.837 euro della Cayenne 3.0 V6 e si arriva senza troppi sforzi ai 117.094 del modello “S” 4.0 litri da 474 Cv.

 

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