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Made in Italy, il Fondo avrà una dote di 2 mld: tutto pronto per l’iter parlamentare

urso forum sostenibilità

Dopo un periodo di oltre due mesi dal via libera del Consiglio dei Ministri, il disegno di legge per il made in Italy è finalmente pronto per affrontare l’iter parlamentare. La Ragioneria dello Stato ha bollinato il provvedimento, che giungerà alla commissione Attività produttive alla Camera con alcune modifiche rispetto al testo originale.

La modifica più rilevante riguarda la quota di risorse che il governo intende attingere dal mercato per alimentare il Fondo nazionale del made in Italy, anche conosciuto come “Fondo sovrano italiano”, previsto all’articolo 4. La cifra è stata raddoppiata da 500 milioni a 1 miliardo di euro. Questo significa che complessivamente, considerando la parte pubblica e privata, il Fondo raggiungerà la cifra di 2 miliardi di euro, non più 1,5 miliardi come previsto inizialmente.

La nuova versione del disegno di legge specifica anche che l’apporto finanziario da parte di soggetti non statali dovrà provenire da entità che non rientrano nella lista delle pubbliche amministrazioni secondo la legge 31 dicembre 2009, n.196. Inoltre, sono stati suggeriti alcuni potenziali candidati ad alimentare il Fondo, tra cui Cassa depositi e prestiti, attraverso Patrimonio destinato, e le Casse previdenziali dei professionisti, oltre a fondi privati.

Le azioni del Fondo riguarderanno investimenti diretti o indiretti nel capitale di società per azioni, con particolare attenzione a progetti di approvvigionamento e riuso di materie prime critiche e all’accelerazione dei processi di transizione energetica. Sono previsti investimenti anche in cooperative, ma non in banche e assicurazioni.

Il decreto attuativo del Ministero dell’Economia, in collaborazione con Imprese e made in Italy (ministro Urso nella foto in evidenza), definirà ulteriori dettagli riguardo i criteri, le tipologie di intervento e le modalità di apporto delle risorse da parte degli investitori privati.

Alcune misure, tuttavia, sono state escluse dalla versione bollinata della Ragioneria rispetto al testo iniziale approvato dal Consiglio dei Ministri. Tra queste, l’incentivo alla staffetta generazionale nelle imprese e la deroga sui vincoli di assunzioni per le aziende speciali delle camere di commercio. Inoltre, è stata eliminata la proroga al 2024 dei contributi per la nautica, volti a favorire la sostituzione di motori endotermici con quelli elettrici per promuovere la sostenibilità.

Il disegno di legge conferma anche lo stralcio dei conti correnti agevolati per gli studenti oltre i 16 anni, che era legato al progetto del liceo del made in Italy previsto per l’anno scolastico 2024-2025. Ora l’opzione made in Italy sarà inserita nell’articolazione del sistema dei licei.

Infine, sono stati specificati alcuni finanziamenti che erano rimasti in sospeso, come ad esempio 15 milioni di euro per il rifinanziamento degli incentivi alle imprese femminili, 25 milioni per la filiera legno-arredo, 9 milioni per i voucher 3I (innovazione delle start-up), 20 milioni nel biennio per i mercati rionali, e 30 milioni per i progetti sulla blockchain finalizzati alla tracciabilità dei prodotti.

Il disegno di legge per il made in Italy si appresta a entrare nell’iter parlamentare con importanti modifiche, con la speranza di sostenere e promuovere il patrimonio produttivo italiano e incentivare l’innovazione e la sostenibilità nelle imprese del paese.

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