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Al Cnel del professor Brunetta la regia per trovare norme per il contrasto al lavoro povero e ai bassi salari

Cnel

L’approccio al problema del lavoro povero e dei bassi salari sta prendendo una nuova direzione, con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) al centro delle discussioni. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha individuato il Cnel come la sede più adatta per sviluppare un piano condiviso di intervento in questo ambito cruciale. Questa decisione segue le iniziative già intraprese dal presidente del Cnel, Renato Brunetta, che ha sottolineato il ruolo fondamentale del Consiglio nel promuovere soluzioni efficaci.

L’attenzione del Cnel al problema dei bassi salari e del lavoro povero è chiaramente evidenziata dalla presentazione nel luglio scorso di una memoria da parte di Renato Brunetta alla commissione Lavoro della Camera. Questo documento espone otto proposte fondamentali per affrontare la questione in modo completo e strutturato.

  1. Coinvolgimento delle Parti Sociali: Una delle proposte chiave è il coinvolgimento e il confronto profondo con le parti sociali. Questo processo di dialogo e collaborazione è essenziale per sviluppare soluzioni che siano efficaci e condivise da tutti gli attori coinvolti.
  2. Superare l’Alternativa del Salario Minimo: L’approccio non si limita alla semplice scelta tra salario minimo sì o no. Si propone invece di affrontare le radici dei problemi che ostacolano la crescita dei salari, come i ritardi nei rinnovi contrattuali, l’aumento del costo della vita e l’onere fiscale elevato. Si vuole inoltre considerare l’effetto della precarietà, del lavoro part-time involontario e del “lavoro povero”.
  3. Aumentare la Produttività: Un elemento cruciale nell’affrontare la sfida dei bassi salari è affrontare il nodo della bassa produttività. Migliorare la produttività è fondamentale per garantire retribuzioni adeguate ai lavoratori.
  4. Contrastare il Dumping Contrattuale: È essenziale intervenire sul fenomeno del dumping contrattuale, che minaccia la qualità della contrattazione collettiva. Questo aspetto richiede una riflessione approfondita e soluzioni appropriate.
  5. Contro i Contratti Pirata: Un altro punto cruciale riguarda i contratti pirata. Si propone di far riferimento al trattamento economico come stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) di riferimento.
  6. Riforma Fiscale e Bassi Salari: La riforma fiscale può svolgere un ruolo importante nell’affrontare i bassi salari. Una riforma equilibrata può aiutare a migliorare le retribuzioni dei lavoratori.
  7. Sviluppo della Contrattazione: Si propone di favorire lo sviluppo completo di tutti i livelli di contrattazione. Questo approccio strutturale può fornire soluzioni a medio e lungo termine per le sfide presentate.
  8. National Productivity Board: È importante notare che il Cnel è stato indicato come la sede del National Productivity Board per l’Italia, seguendo una raccomandazione dell’Unione Europea. Questo rafforza ulteriormente il ruolo chiave del Cnel nell’affrontare le questioni economiche cruciali.

Inoltre, viene avanzata l’idea di collegare più strettamente i salari all’andamento delle imprese. Si propone l’adozione di forme di decontribuzione che favoriscano la partecipazione dei lavoratori, con una legislazione fiscale di sostegno, inclusa la condivisione dei profitti.

In conclusione, l’importanza del Cnel nell’affrontare il lavoro povero e i bassi salari emerge chiaramente. La volontà di coinvolgere le parti sociali e affrontare le sfide con una prospettiva ampia e strutturale promette di portare a soluzioni più efficaci e sostenibili. Questo approccio rappresenta una svolta significativa per affrontare le questioni economiche cruciali che influenzano la vita di milioni di lavoratori in Italia.

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