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Pensioni, la preoccupazione degli americani e la sfiducia dei giovani

pensione donne

La previdenza sociale ha compiuto 88 anni lo scorso anno in America. Tutto sommato un’età giovane per un’istituzione federale nazionale. Il programma fu approvato dal presidente Franklin D. Roosevelt nell’anno di nascita delle attrici Judi Dench e Maggie Smith (entrambe nate nel 1934, ndr) – durante i momenti difficili della Grande Depressione – per garantire una certa stabilità ai giovani quando sarebbero invecchiati e alle impiegati non sicuri sulla durata del loro impiego. Cercando di assicurare un livello di protezione attraverso pensioni e sussidi di disoccupazione, Roosevelt disse che avrebbe dato “una certa misura di protezione al cittadino medio e alla sua famiglia contro la perdita del lavoro e la vecchiaia”.

Da allora, la maggior parte degli americani ha pagato tasse per il programma previdenziale con la promessa di ricevere la pensione dopo aver compiuto 66 o 67 anni per garantirsi una vecchiaia confortevole. I millennial e la Generazione Z, invece, hanno vissuto sotto la minaccia del declino dell’imponente programma del ‘New Deal’ praticamente per tutta la loro vita. L’insostenibilità della previdenza sociale è stata un punto di discussione importante per entrambi i partiti, con i repubblicani storicamente oppositori del programma, sostenendo che dovrebbe essere smantellato e prevedendo che andrà in bancarotta e si esaurirà. Anche i democratici sono preoccupati, sebbene tipicamente spinti a cercare di preservare l’opera di Roosevelt.

Secondo un nuovo sondaggio condotto su 1.806 adulti da Nationwide e Harris Poll, la maggior parte delle persone in Usa non pensa di vedere i frutti del proprio lavoro. I baby boomer, prossimi al pensionamento, sono preoccupati per la loro stabilità futura. Il programma potrebbe esaurirsi nel 2033, come riporta NPR (National Public Radio, ndr), con proiezioni che indicano come 66 milioni di persone rischiano di vedere i loro benefici ridotti fino al 25%.

Con l’invecchiamento dell’America e l’inizio del pensionamento dei baby boomer, si porrà un altro problema e quindi una nuova pressione sui conti previdenziali, quando ci sarà la massiccia fuoriuscita di questa generazione dal mondo del lavoro. La pensione è diventata ancora più costosa negli ultimi tempi: secondo molti esperti, per vivere comodamente negli ultimi decenni di vita sarebbe necessario più di un milione di dollari, dato che le persone vivono più a lungo e il costo della vita rimane relativamente alto. Un fatto che mette ancora più in pericolo il programma di pensionamento. Un rapporto del 2022 della previdenza sociale ha segnalato che le preoccupazioni di questa generazione non sono così stravaganti, stimando che nel 2034 i pensionati riceveranno solo il 77% dei loro benefici se il Congresso non aggiornerà il programma.

La Generazione Z non conta sulla pensione

Se è vero che praticamente tutti sono ansiosi quando pensano alla pensione, è ancor più vero che è la generazione più giovane ad essere particolarmente preoccupata. Secondo il ‘Read on Retirement’ (le leggi sul pensionamento) del 2023 di BlackRock (la più grande società di investimento nel mondo con sede a New York, ndr), la GenZ è quella che ha meno fiducia di poter risparmiare abbastanza per andare in pensione. Insieme ai millennial segnati dalla recessione, stanno superando le generazioni più anziane nella contribuzione al conto pensionistico 401(k) – il conto pensionistico personale sponsorizzato dal datore di lavoro – per affrontare questa paura.

Il 45% della Generazione Z e il 39% dei millennial dicono a Nationwide che non credono di ricevere “nemmeno un centesimo” dei benefici della pensione che hanno guadagnato. Queste giovani generazioni credono invece che saranno costrette a cercare continuamente lavori anche in età avanzata. Il 76% ritiene inoltre che continuerà a lavorare in età pensionabile a causa della mancanza di fondi che la previdenza sociale sarà in grado di fornire.

Senza aggiornamenti, il programma sembra destinato a diventare più simile a un gatto privo di artigli. L’approvazione del progetto pensioni da parte di Roosevelt doveva essere il primo di molti programmi futuri. Ma “nessuna importante legislazione sulla previdenza sociale è stata approvata dal 1980”, ha dichiarato a CNBC Alicia H. Munnell, ex sottosegretario del Tesoro per la politica economica e professore al Boston College. “E quindi abbiamo questo evento in arrivo che costringe il Congresso a fare qualcosa, o i benefici della maggior parte delle persone verranno tagliati del [quasi] 25%”.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

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