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Calcio italiano, preoccupazione per i diritti TV della Serie A non ancora aggiudicati

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Il mondo del calcio italiano vive un momento cruciale. Le trattative sui diritti televisivi della Serie A non decollano, c’è urgenza di riforme strutturali. Mentre la scadenza per le trattative dei diritti TV si avvicina, i dirigenti del calcio italiano stanno sollevando l’allarme sulla necessità di cambiamenti profondi per garantire la sostenibilità e la competitività del calcio italiano. Esclusi da due mondiali di calcio, con una nazionale alle prese con una nuova guida tecnica, ed un campionato che non è più tra i più appetiti in Europa. Ciò significa che la mancanza di appeal, significa che è difficile pure piazzare le immagini del campionato sul mercato interno e internazionale.

Trattative per i diritti TV

Il presidente della Lega di Serie A Lorenzo Casini (nella foto in evidenza) ha confermato che le trattative per i diritti TV della massima serie sono in corso, con le squadre che valutano le offerte ricevute. La scadenza per queste trattative è fissata a metà ottobre, il che significa che c’è ancora del tempo per raggiungere un accordo. Tuttavia, l’attenzione dell’opinione pubblica e dei dirigenti si sta concentrando sempre di più sulla necessità di riforme strutturali nel calcio italiano.

L’urgenza delle riforme

Il presidente della Lega B, Mauro Balata, ha sottolineato l’urgenza delle riforme nel calcio italiano. Ha affermato che il calcio italiano non può più aspettare, considerando le sfide e le dinamiche complesse con cui si deve confrontare. Balata auspica “cambiamenti urgenti e profondi” perché ritiene che la situazione attuale non sia più accettabile. Ha anche evidenziato l’importanza dell’attrattività dei singoli campionati per il successo dei club.

La richiesta di intervento collettivo

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha sostenuto la dichiarazione d’urgenza di Balata ma ha sottolineato la necessità di un intervento collettivo. Ha affermato che il tempo delle riforme è ora e che è necessario coinvolgere tutte le componenti del calcio italiano nella ricerca di soluzioni. Gravina ha auspicato che le parole vengano seguite dai fatti e che tutte le parti interessate presentino progetti in grado di coinvolgere tutte le componenti federali.

Le prospettive delle riforme

Le riforme nel calcio italiano potrebbero includere una riduzione del turnover delle squadre in Serie B, una possibile riduzione delle retrocessioni e l’ipotesi di avere venti squadre per ogni livello. Tuttavia, queste sono solo ipotesi e saranno oggetto di discussione e negoziato tra le parti coinvolte.

Insomma il calcio italiano si trova ad affrontare una duplice sfida: le trattative per i diritti TV e la necessità di riforme strutturali. Entrambi gli aspetti sono fondamentali per il futuro del calcio italiano e richiedono un impegno collettivo per garantire la crescita e la competitività del nostro sport nazionale. Resta da vedere come si svilupperanno le trattative e se le riforme diventeranno una realtà nel panorama calcistico italiano.

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