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Caro benzina, un prezzo alto da pagare anche per l’agricoltura

Il prezzo del gasolio continua a salire, e questo rischia di avere conseguenza nel settore agricolo e  sulla produzione  nazionale. Il rischio è  che si fermino i trattori per le arature nei distretti cerealicoli, ma soprattutto che ci siano problemi per gli impianti di irrigazione.
Anche la logistica potrà risentirne, dato che i trasporti su gomma incidono ancora per l’88% sull’agroalimentare, e contribuiscono per un terzo al prezzo finale dei prodotti.

I costi dei prodotti agricoli sulla tavola degli italiani potrebbero subire quindi ulteriori aumenti, considerando che l’inflazione ha già causato il taglio del 4,5% degli acquisti del cibo per le famiglie, che spendono comunque il 7,3% in più rispetto ad un anno fa.

Questa è una fase  particolarmente complessa per l’agricoltura italiana, già peraltro colpita anche dalle conseguenze delle emergenze climatiche. “Sappiamo benissimo che per l’irrigazione è necessario prelevare e distribuire l’acqua” ci racconta  Lorenzo Bazzana, Responsabile economico Coldiretti e agronomo, che spiega come l’acqua venga presa dai pozzi grazie a impianti alimentati a gasolio, “e quando aumenta il costo del carburante diventa più costoso anche irrigare”.

La campagna ha anche vissuto un’estate di grande siccità nel 2023, “e la necessità di intervenire con l’irrigazione è imprescindibile, se si considerano anche le temperature elevate e il livello di evaporazione  dell’acqua. Tutto questo comporta  l’aggravio dei costi di produzione, che dipendono ovviamente dalla zona e dal tipo di irrigazione, se a goccia o a scorrimento”, ma la meccanizzazione del settore è comunque tutta basata sui carburanti.

In questo periodo dell’anno, sottolinea Bazzana, “bisogna portare alla raccolta le colture stagionali, e questo richiede di utilizzare l’irrigazione. Il fatto che sia prevista una perturbazione potrebbe migliorare la situazione al nord del Paese, ma ci sarà poi da preparare i terreni per il letto di semina, e questo richiederà nuovi investimenti e nuova irrigazione”.

Il costo del carburante ha iniziato ad aumentare a partire dallo scorso maggio, continua il Responsabile economico Coldiretti , “arrivando quasi a toccare le quotazioni massime del 2022”. Nel settore agricolo, il carburante ha costi diversi rispetto a quello del tradizionale settore dei trasporti, con delle accise agevolate. Ma gli aumenti che stanno interessando i carburanti prescindono dalle accise, e quindi si abbattono anche sul così detto “carburante agricolo”, le cui quotazioni vengono stimate settimanalmente.

 

Tabella dei prezzi del gasolio agricolo – Teseo

 

Perché se è vero che il problema dei rincari riguarda tutto il settore, c’è anche da considerare le diverse esigenze dei territori. Di questo abbiamo parlato con Michele Ressa – responsabile Coldiretti di Spinazzola e imprenditore agricolo, che ci racconta: “Molti di noi prendono l’acqua per irrigare i campi da pozzi attivati da motopompe a gasolio, il cui costo nell’ultimo mese è aumentato di 2 centesimi, noi già eravamo in difficoltà con gli aumenti dovuti allo scoppio della guerra, quindi partiamo già da prezzi alti rispetto alla media storica del nostro prodotto”.

Riguardo alle necessità attuali della campagna, Ressa racconta che “nella mia zona c’è la raccolta tardiva del pomodoro da industria, e stiamo ancora irrigando perché fa molto caldo le piante hanno bisogno di acqua, non ci si può fermare perché l’acqua serve per tenere la pianta viva”. Si tratta anche di un territorio prettamente cerealicolo, in cui si sta manifestando un fenomeno che potrebbe diventare diffuso: l’esperto racconta infatti come “molti campi non sono stati messi a coltura, quest’anno, perché il costo del carburante incide anche sul costo delle lavorazioni dei trattori. Se consideriamo che c’è stato anche un calo del prezzo del grano, gli agricoltori non sono certi di ottenere un guadagno concreto dalla vendita, e per il momento hanno preferito lasciare i campi incolti, non lavorati. Il terreno è indurito a causa della siccità della scorsa estate, e ci vorrebbe più gasolio per prepararlo per la semina con l’aratura. I contadini preferiscono, al momento, lasciare i campi incolti, non si sa se conviene o meno seminare”.

Il problema è serio, secondo Ressa, “perché quando aumentano i costi dei prodotti  petroliferi aumentano di conseguenza i concimi, le plastiche – per esempio dei tubi di irrigazione – e sono costi che incidono su tutta la filiera”.

Andamenti del costo del gasolio agricolo negli ultimi 9 anni
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