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Mediobanca, il futuro del Consiglio d’Amministrazione sotto i riflettori

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In un contesto finanziario sempre più complesso, il destino del Consiglio d’Amministrazione di Mediobanca è al centro dell’attenzione in vista dell’importante riunione prevista per questo mercoledì. L’ordine del giorno, composto da ben 12 punti, includerà l’approvazione della lista per il nuovo board, nella quale spicca il nome del presidente Renato Pagliaro. Tuttavia, l’attenzione si concentra sulla tumultuosa relazione con Delfin, il primo azionista di Mediobanca con una quota del 19,8%, che sembra aver subito una rottura totale con la banca.

La situazione si fa ancor più intricata poiché la holding degli eredi di Del Vecchio ha annunciato l’intenzione di presentare una lista di candidati di minoranza entro il termine del 3 ottobre. La decisione rimane se questa lista sarà corta, comprendente solo 2 rappresentanti, oppure lunga, con fino a 7 nomi. L’opzione per una lista lunga, in caso di vittoria all’assemblea del 28 ottobre, potrebbe generare una situazione complicata in Borsa, dove il titolo di Mediobanca ha concluso la recente seduta in rialzo dell’1,36%.

Equita mette in luce il rischio di un Consiglio d’Amministrazione frammentato senza una chiara maggioranza, complicando la gestione della banca e potenzialmente influenzando l’andamento delle azioni.

Da parte di Delfin, resta da definire anche l’eventuale candidatura per il collegio sindacale, poiché alla lista che riceve meno voti spetterà la presidenza dei sindaci. Tuttavia, è già certo che la holding di Francesco Milleri non intraprenderà una “proxy fight” simile a quella che l’ha vista sconfitta l’anno precedente nell’assemblea per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione di Generali.

La strategia di Delfin sembra essere quella di mantenere un profilo principalmente finanziario, evitando di correre il rischio di lanciare un’offerta pubblica di acquisto (OPA), il cui obbligo scatta con il 25% del capitale. Il possibile sostegno del socio Caltagirone, con una quota del 9,9%, alla lista di Delfin potrebbe portare il blocco a sfiorare il 30%.

La lista che il Consiglio di Amministrazione uscente deposita entro il termine del 28 settembre conterrà 15 nomi, anche se solo 12 di essi saranno eletti in assemblea, con gli altri 3 riservati alle minoranze. Questa lista presenta 8 riconferme, tra cui Pagliaro e l’amministratore delegato Alberto Nagel, e 4 nuovi ingressi, di cui 2 uomini e 2 donne con competenze ritenute utili per il nuovo piano al 2026.

Tra gli altri punti all’ordine del giorno della riunione c’è il bilancio 2022-2023, già annunciato alla fine di luglio, con ricavi record di 3,3 miliardi di euro, un utile netto di 1,27 miliardi (+13%), e la proposta di un dividendo di 0,85 euro per azione. Gli altri punti riguardano principalmente adempimenti in vista dell’assemblea.

Due giorni prima, il 26 ottobre, il Consiglio d’Amministrazione tornerà a riunirsi per approvare il bilancio trimestrale, mantenendo alta l’attenzione sul destino di Mediobanca nel panorama finanziario italiano ed europeo.

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