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Serie A, nessun accordo sui diritti Tv: la Lega potrebbe anche farsi un canale suo

La decisione sui diritti televisivi della Serie A è ancora una volta rinviata, poiché i club di calcio italiani cercano di valutare le offerte pervenute da Sky e Dazn, oltre all’opzione del canale di Lega, in un contesto di trattative sempre più complesse. Nonostante le ultime fasi delle trattative private abbiano portato offerte per un totale di 900 milioni di euro all’anno per cinque stagioni, i club hanno deciso di prendersi ulteriormente tempo per esaminare a fondo queste proposte.

Le offerte da parte di Sky e Dazn sembrano ripetere la struttura attuale, ma secondo molti dirigenti di club, l’ammontare proposto non è sufficiente a soddisfare le aspettative. La Mediaset, d’altro canto, sembra più riservata in queste trattative.

In mezzo a queste incertezze, l’opzione del canale di Lega guadagna terreno. Questa opzione coinvolgerebbe i fondi e potrebbe dare vita a una piattaforma diretta sotto il controllo della Lega Serie A. Alcuni dirigenti, tra cui Danilo Iervolino, patron della Salernitana, vedono questa soluzione come un atto di coraggio e modernità che potrebbe portare vantaggi significativi al calcio italiano. Anche il Milan è tra i club che considerano con interesse l’idea del canale di Lega.

La Lega Serie A ha annunciato che i club continueranno a studiare e analizzare i possibili scenari, inclusa l’attivazione del canale, durante la settimana corrente. La prossima riunione dell’assemblea si terrà il 23 ottobre, che coincide con la scadenza della validità delle offerte presentate dai broadcaster. Questo rallentamento nell’acquisizione dei diritti televisivi riflette le divisioni all’interno della Serie A, con alcune squadre che preferiscono seguire una strada più tradizionale, lavorando con broadcaster esistenti, mentre altre vedono un futuro più promettente attraverso l’opzione del canale di Lega.

Il presidente del Milan, Gerry Cardinale, ha sottolineato la possibilità di creare una propria media company, citando la presenza di Redbird nella Serie A come un fattore che rende questa seconda opzione molto attraente. Questo riflette la crescente complessità delle negoziazioni e le diverse visioni strategiche dei club sulla gestione dei diritti televisivi.

Il calcio italiano ora si trova in una fase cruciale, in cui deve bilanciare tradizione e innovazione, cercando di ottenere il miglior accordo possibile per il futuro della Serie A. La scelta tra i broadcaster esistenti e l’opzione del canale di Lega rappresenta un passo significativo che potrebbe influenzare l’industria del calcio in Italia nei prossimi anni.

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