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Investimenti sostenibili nel settore marittimo, il caso dei Poseidon Principles

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La decarbonizzazione dei portafogli bancari è un tema che assume oggi sempre maggiore rilevanza. I criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (cosiddetti ESG) rivestono sempre di più il ruolo di bussola con cui gli istituti di credito orientano le proprie scelte progettuali. Il settore marittimo non sfugge al trend. 

Il trasporto marittimo svolge un ruolo essenziale nell’economia mondiale, basti pensare che il 90% delle merci si muove via nave, ovvero con una modalità tra le più efficienti dal punto di vista energetico. Tuttavia, il settore è anche una fonte significativa di emissioni di greenhouse gasses (GHG): nel 2022 queste si attestavano a più di mille milioni di tonnellate di CO2, ovvero il 3% delle emissioni globali causate da attività umane. Dal momento che la domanda di questo servizio è in aumento in tutto il pianeta, risulta evidente come l’impatto ambientale derivante sia considerevole e vi sia necessità di azioni concrete per arginarlo.  

L’Italia, collocata al centro del Mediterraneo e con un fiorente flusso di import/export, è naturalmente interessata dal fenomeno, tanto che alcuni dei propri player si stanno muovendo per aderire ai framework internazionali, come ad esempio il recente ingresso di Cassa Depositi e Prestiti tra i firmatari dei Poseidon Principles. Questa iniziativa, promossa dall’International Maritime Organization (IMO), conta 34 tra le più importanti banche mondiali, tra cui BNP Paribas, Credit Suisse, ING, SMBC, tra le altre. L’accordo rappresenta quasi il 70% dei portafogli di finanziamento marittimi globali, con un patrimonio virtuale di circa 200 miliardi di dollari, e si propone l’ambizioso obiettivo di contribuire alla riduzione delle emissioni annuali GHG del 50% entro la metà del secolo. 

I Poseidon Principles riconoscono il ruolo primario delle realtà bancarie nel promuovere una gestione ambientale responsabile lungo la catena del valore marittima e stabiliscono un quadro per valutare l’allineamento climatico dei portafogli di finanziamento navale, definendo standard e modalità di monitoraggio. Forniscono, inoltre, una base comune per effettuare misurazioni quantitative sull’aderenza dei finanziamenti agli obiettivi climatici: uno strumento prezioso nell’informare puntualmente i processi decisionali degli istituti di credito e non solo. 

È importante soffermarsi su questo punto, dal momento che non esiste un metodo standard per la misurazione delle emissioni. L’iniziativa qui discussa utilizza una metrica di intensità relativa per poter confrontare su una base omogenea le emissioni a livello di viaggio individuale. Per fornire la rappresentazione più accurata dell’impatto climatico effettivo, l’intensità di CO2 viene rilevata tenendo conto delle condizioni operative reali, invece di utilizzare, ad esempio, le metriche e i parametri di progettazione. Inoltre, a garanzia della trasparenza di tutto il processo, i beneficiari di investimenti soggetti ai criteri qui descritti sono obbligati a documentare tutti questi dati nel rispetto dei sistemi di controllo dell’IMO e dell’Unione Europea, fornendo rapporti periodici che vengono successivamente resi pubblici.

Il settore navale è di notevole importanza per l’Italia, vista la sua posizione geografica strategica. I principali porti nostrani – come quelli di Trieste, Genova, Livorno, Gioia Tauro, Cagliari, Napoli solamente per citarne alcuni – movimentano ogni anno quasi mezzo miliardo di tonnellate di merci. Queste infrastrutture giocano il ruolo da punti di transito per i container che arrivano e partono da e verso l’Europa, il Nord Africa, il Medio Oriente e l’Asia. L’industria marittima costituisce un elemento di grande valore aggiunto per la crescita del Paese, ma questa sarà possibile solo se le imprese operanti nel ramo sapranno cogliere le opportunità date dalle attuali dinamiche del credito, sfruttando gli investimenti sostenibili come motore di innovazione e sviluppo senza farsi cogliere impreparate.

*Founder & Managing Director di Futuritaly.

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