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Bonomi e l’apprensione per la Manovra 2023: sostenere le transizioni, non possiamo attendere

La Legge di Bilancio 2023 ha suscitato preoccupazioni tra gli industriali italiani, che lamentano la mancanza di stimoli agli investimenti necessari per affrontare le transizioni digitale e green. Carlo Bonomi, il presidente di Confindustria, ha avvertito che gli industriali non sono rassicurati dalla prospettiva delle risorse per il piano Industria 5.0, che “molto probabilmente arriveranno con la revisione degli obiettivi del Pnrr” (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Durante il Forum della Piccola Industria di Confindustria, Bonomi ha dichiarato che le imprese hanno bisogno di prendere decisioni sugli investimenti oggi e che la Legge di Bilancio attuale non fornisce le certezze necessarie. Ha sottolineato che la revisione del Pnrr è attesa per primavera e che le risorse per l’Industria 5.0 potrebbero essere di circa 5 miliardi di euro.

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha cercato di garantire agli imprenditori che le misure non inserite nella Legge di Bilancio potranno essere finanziate significativamente attraverso la revisione del Pnrr. Tuttavia, Bonomi ha sottolineato la necessità di decidere sugli investimenti oggi e ha evidenziato le incertezze legate alle risorse disponibili.

Il presidente di Confindustria ha anche fatto notare la carenza di stimoli paragonando la situazione attuale a quanto avvenuto per Industria 4.0 tra il 2017 e il 2019, quando furono stanziati circa 39 miliardi di euro. Se le risorse per l’Industria 5.0 saranno solo 5 miliardi, Bonomi avverte che non saranno sufficienti a stimolare gli investimenti necessari.

Bonomi ha evidenziato la preoccupazione generale riguardo al ruolo dell’industria nell’economia italiana. Ha affermato che senza l’industria, non c’è l’Italia e ha sottolineato la necessità di creare posti di lavoro e distribuire ricchezza.

Il Forum di Pavia ha anche sottolineato l’allarme per la mancanza di competenze necessarie per affrontare le transizioni. La carenza di competenze, specialmente nei settori tecnico-scientifici, è stata definita “una vera emergenza per le imprese di tutta Italia”. La Piccola Industria ha chiesto al governo di rafforzare il credito d’imposta formazione 4.0 e di affrontare la carenza di competenze che sta costando all’Italia una crescita economica ridotta.

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