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Tim organizza NetCo: ci lavoreranno 20mila persone

Tim, il gigante delle telecomunicazioni italiano, sta procedendo con l’organizzazione di NetCo, la divisione aziendale destinata a essere trasferita a FiberCop al completamento della vendita della rete fissa a Kkr, prevista per l’estate prossima. Secondo un comunicato dell’azienda, NetCo includerà l’infrastruttura di rete fissa, le proprietà correlate, le attività all’ingrosso e l’intera partecipazione nella controllata Telenergia, con oltre 20.000 dipendenti che faranno parte di questa divisione.

D’altro canto, la componente servizi di Tim (ServCo) sarà composta da circa 16.300 dipendenti equivalenti a tempo pieno, corrispondenti a circa 17.500 persone, a partire dal 1° dicembre. Il CEO di Tim, Pietro Labriola (nella foto in evidenza), ha rassicurato costantemente gli stakeholder sull’operazione NetCo e sulla successiva riduzione del debito, esprimendo fiducia nella capacità del gruppo di emergere con successo, anche in caso di contenzioso legale con Vivendi.

Gli analisti approvano in generale l’operazione, riconoscendo la necessità del gruppo di procedere con la vendita di NetCo. Equita afferma: “La necessità del gruppo di procedere con la vendita di NetCo è evidente”, citando vari elementi di supporto dalla leadership di Tim. Equita sottolinea le rassicurazioni sul processo di vendita, le precisazioni sulle opzioni di valore rappresentate dagli earn-out e la sostenibilità industriale e finanziaria di Tim dopo la vendita.

Con i proventi dell’operazione, Tim mira a ridurre il debito di oltre 14 miliardi, evitando che il lavoro operativo venga annullato, come evidenziato nei risultati finanziari degli ultimi nove mesi. Secondo S&P, dopo la vendita di NetCo, Tim ridurrà le sue dimensioni e la portata delle proprie operazioni, influenzando la valutazione del profilo di rischio aziendale. Tuttavia, S&P osserva che Tim utilizzerà una parte significativa dei proventi per ridurre l’indebitamento finanziario, potenzialmente compensando la più debole valutazione del profilo di rischio aziendale.

Nel frattempo, fonti vicine alla questione rivelano che il Consiglio di Amministrazione di Infratel ha approvato anticipi sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per le telecomunicazioni, indicando progressi tangibili. Gli anticipi previsti sono di circa 700 milioni per Tim (in parte per il 5G e in parte per il bando Italia 1giga) e di 540 milioni per Open Fiber.

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