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Delusione Expo2030: vince Riad con 119 preferenze. A Roma solo 17 voti

Roma non ce l’ha fatta, pur avendo giocato al meglio la sua partita per l’Expo2030. I 182 delegati del Bie – Bureau International des Expositions hanno scelto Riad, che ha ottenuto 119 preferenze, battendo Busan (29 voti) e Roma, che si ferma a 17 voti.

Al Palais des Congrès di Issy-les-Moulineaux, sede della 173° Assemblea generale del Bie, le città finaliste hanno avuto 20 minuti di tempo per un ultimo appello al voto. A rappresentare l’Italia erano state chiamate Bebe Vio, due volte oro paralimpico nel fioretto, Sabrina Impacciatore, attrice, e Trudie Styler, ambasciatrice Unicef e attivista per i diritti umani. Tre figure femminili internazionalmente forti, impegnate e vincenti, su cui il Comitato Expo Roma 2030 aveva puntato per il rush finale.

Vince la favorita

Riad era già stata data come favorita alla vigilia con una stima di 90 voti (ma poco prima del voto il ministro degli Esteri saudita aveva dichiarato di poter contare sul voto di 130 paesi). Per Roma erano stati ipotizzati 50 voti e 30 per Busan.

La citta eterna puntava su una partita giocata sui diritti, come avevano dichiarato dal comitato promotore Expo 2030 Roma. Contro ogni pronostico – nessuna delle tre candidate si pensava riuscisse a raggiungere i due terzi dei voti necessari per vincere al primo turno – Roma puntava al ballottaggio.

I testimonial a Parigi

A sostegno della candidatura di Roma, anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che in un videomessaggio ha ricordato: “Quando ero a Parigi ho illustrato il progetto per Roma 2030. Un progetto dedicato alla relazione tra persone e territori, un progetto che  dà voce all’identità di ogni nazione. Alla base del nostro progetto c’è il rispetto per ogni partecipante di ogni Paese”.

Nata e cresciuta a Venezia, Bebe Vio si sente romana, e ci ha scherzato salendo sul palco: “E direte allora che c’entra lei con Roma? A 11 anni ho avuto la meningite, e ho scoperto quanto l’Italia come Nazione, e Roma come città, mi hanno dato una seconda opportunità. Come donna, disabile, ho combattuto per il mio sogno. A Roma c’è un cuore che mi ha reso orgogliosa di essere la persona che sono, con dei limiti ma felice. Ho anche comprato la mia prima casa a Roma, e ne sono molto orgogliosa. Roma è fantastica non solo per la carbonara, giuro. Sono una romana orgogliosa, una volta che arrivi a Roma ti innamori della città, e scopri di appartenerle. Siamo un grande team, e abbiamo un grande sogno”.

Un’altra “romana per scelta” è Trudie Styler – che, per inciso, è la moglie del cantante Sting – che ha raccontato di come ha scoperto la città eterna, e perché ne è così innamorata: “Io e la mia famiglia abbiamo una lunga e speciale connessione con l’Italia, mio marito ha scritto qui l’album “Soul Cages”, è stato quando ha perso i suoi genitori e nello stesso anno io ho dato al mondo nostro figlio Eliot. L’Italia ha dato a mio marito l’energia che gli serviva per affrontare la morte e accogliere una nuova vita al mondo. Qui abbiamo sentito un abbraccio genuino, e abbiamo fatto dell’Italia una casa, ed ora mi sento italiana”. La Styler, che di recente ha diretto un documentario su Napoli, racconta: “Il film l’ho chiamato ‘posso entrare?’ e in Italia la risposta è sempre “si certo, la porta è aperta”. Questa inclusività è diventata un messaggio per una crescita organica. E Roma è stata la prima città italiana che mi ha accolta quando, nel 1987, ero una giovane attrice. Qui ho avuto la fortuna di lavorare a Cinecittà, di incontrare Federico Fellini. Roma è genuina, autentica, piena di rituali, amore per la famiglia, ci sono dei rituali e bellezza e imperfezione, è una città che fornisce grandi opportunità alle donne, educazione, solidarietà”.

E poi è stata la volta di una ‘romana di Roma’, l’attrice Sabrina Impacciatore, che ha raccontato che “essere nata e cresciuta a Roma significa crescere circondata dalla grande bellezza. Quando ero bambina, guardare al Colosseo, Panteon, mi ha fatto pensare e sognare in grande. Ho cominciato a dare il meglio di me, sempre studiando e questo grande sogno è diventato realtà, sono arrivata ad hollywood. Guardare alla tua città da lontano ti dà una prospettiva diversa: ho capito che Roma è una madre,  ti abbraccia e ti aspetta fino a che non torni. Ma Roma non appartiene solo ai romani, appartiene al mondo, e continua a ricordarci che tutto è possibile, e continua a ricordarci che il passato può accogliere il futuro e farlo eterno”.

Anche Jannick Sinner è sceso in campo a  sostegno di Expo Roma, con un video messaggio in cui il numero 4 della classifica Atp ha lanciato il suo appello: “Sono Jannik Sinner, cerco di non arrendermi mai quando gioco a tennis, provo sempre a fare del mio meglio dentro e fuori dal campo. Sono contento di essere con voi oggi, specialmente dopo che l’Italia ha vinto la Coppa Davis. L’Italia incarna i valori dello sport, della societa’ e dell’umanita’, che sono il cuore della nostra proposta. Nel tennis devi vincere due set, proprio come il numero da votare oggi per scegliere Roma e vincere insieme”

Il Valore dell’Expo2030

Era stimato in circa 50 mld di euro il  valore complessivo dell’impatto economico che si sarebbe generato se Roma si fosse aggiudicata l’evento: 18 mld di effetto economico indiretto, 10 mld di investimenti pubblici e privati dei partecipanti, una stima di 300ml nuovi posti di lavoro creati, 11ml nuove aziende generate sul territorio di Roma e del Lazio, e 30 mln di presenze stimate.

 

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