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Nascono i primi presepi vaticani realizzati da privati

Il “segreto” sarà svelato il 9 dicembre, quando i due primi presepi vaticani realizzati da privati saranno “scoperti” e mostrati al pubblico. Nel frattempo l’attesa cresce. Soprattutto dopo che Papa Francesco, qualche giorno fa, è andato a sbirciare i lavori dei cantieri. Uno in piazza San Pietro e l’altro in Aula Paolo VI.

Tra i tanti simboli del Natale, che ormai si avvicina, c’è la natività. “Per la prima volta i presepi vaticani saranno realizzati non da enti o istituzioni, ma da un gruppo di aziende, professionisti e artigiani”, spiega Enrico Bressan (nella foto in evidenza), fondatore e presidente della società veneziana di consulenza Fondaco Italia, a cui è stato affidato il progetto dalla Diocesi di Rieti.

Fondaco Italia opera attraverso la progettazione e la gestione di interventi di restauro, manifestazioni culturali ed eventi. “Il nostro obiettivo – spiega Bressan – è soprattutto la tutela del patrimonio artistico italiano. L’idea del presepe in piazza San Pietro nasce dal restauro del santuario di Greccio, l’eremo francescano in provincia di Rieti dove, nel 1223, ottocento anni fa, San Francesco inventò il presepe. Oltre ad ispirarci al santo di Assisi, al quale è dedicato questo progetto, ci siamo rifatti a quella straordinaria comunità di intenti e abbiamo coinvolto una serie di realtà imprenditoriali ed eccellenze artistiche per realizzare i due presepi vaticani”.

Un presepe-mosaico?

Al momento delle due natività non si sa molto. Il 9 dicembre, per tutti, sarà un effetto sorpresa. Tuttavia è prevista per il 6 dicembre a Roma una conferenza stampa in cui saranno raccontati i primi dettagli dell’operazione. All’incontro parteciperanno le “anime” dei presepi: Giampaolo Letta, presidente del tavolo Cultura, Turismo e Grandi Eventi di Unindustria; Nicola Maccanico, Ad Cinecittà, Margherita Suss, Architetto della luce, Armando Bormioli, senior manager iGuzzini Illuminazione, Cristian Lanna, Ad Meg Impianti, Michele Svidercoschi, direttore comunicazione e relazioni istituzionali Almaviva, e Riccardo Bisazza, presidente Orsoni Venezia 1888. E proprio la presenza di alcune di queste persone potrebbe diventare una “spia” per capire qualcosa di più dei due progetti.

Ad esempio, la presenza di Orsoni, tradisce quella che potrebbe essere la base di uno dei due presepi: il mosaico. Orsoni è infatti l’unica fornace a fuoco vivo a Venezia, che utilizza le stesse tecniche da oltre un secolo per produrre mosaici in foglia d’oro 24 carati, ori colorati e smalti in più di 3.500 colori. Orsoni ha già lavorato con il Vaticano, partecipando in passato a un importante restauro della Basilica di San Pietro.

Insomma, di certo “c’è tanta Venezia in queste due natività”, come conferma Bressan. “Il tutto nasce da noi perché, nel 2015, abbiamo avuto la fortuna, l’orgoglio e anche la tenacia di trovare le risorse per restaurare l’affresco di Greccio. Con la diocesi reatina è nata l’idea dei presepi e abbiamo deciso di accendere un faro sulla tutela artistica, coinvolgendo chi può sostenere questi progetti: dai nostri vicini di casa di Orsoni alle tante altre realtà che fanno parte dell’iniziativa”.

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