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Public affairs da primato

A un anno dalla prima ‘Lista Fortune – Campioni del Public Affairs’ il valore del settore continua a crescere al ritmo del 26%, con pochi sussulti tra le posizioni di vertice, in cui Cattaneo Zanetto Pomposo & Co. (CZP) si conferma leader di mercato e Sec Newgate Italia sale sul podio nel primo vero anno di attività (vedi la lista). Alla luce di questi dati, abbiamo chiesto a Claudia Pomposo* (nella foto in evidenza), socio di CZP dove lavora sin dall’apertura della sede di Roma nel 2007, di commentare questi risultati e di aiutarci a capire quali sono gli elementi di tale crescita.

Cattaneo Zanetto Pomposo & Co. si conferma – con oltre 14,6 mln di fatturato 2022 e una crescita del 26% rispetto all’anno precedente – la prima società di lobbying italiana. Qual è il vostro segreto?

Nessun segreto, abbiamo scelto un metodo professionale che si basa sull’analisi delle issue, sulla costruzione di un set informativo concreto e sempre verificabile che permetta al business una interlocuzione chiara e trasparente con la politica. E poi il lavoro accanto i clienti, “Client first”  il nostro modus operandi, con costanza e costruendo rapporti fiduciari sempre rinnovati nel tempo. Ma anche il modo in cui abbiamo pensato la nostra organizzazione, divisa per settori di business: questo ci consente di dedicare distinte professionalità in base ai bisogni specifici dei nostri clienti, in modo dedicato per ogni settore, ciascuno con le sue dinamiche competitive, legislative e politiche. Il risultato è che la nostra società continua a crescere, nell’anno in corso ha superato i 16 milioni di euro di fatturato.

Comin & Partners (+29%) è seconda a poche decine di migliaia di euro da voi, poi Sec Newgate Italia, i vostri ‘cugini’ di Community S.B. e Inrete. Cinque società oltre i 10 mln di fatturato. Un mercato (privo di regole certe) in continua crescita che sembra polarizzarsi tra grandi società più ‘strutturate’ e boutique ‘specialistiche’. Condivide questa analisi? Come vede il futuro della professione?

La definizione di boutique specialistica è fuorviante come modello aziendale, è piuttosto un modus operandi che riferisce al modello di gestione del cliente, applicabile tanto alle grandi realtà quanto a quelle piccole. Nella nostra attività, che si basa prevalentemente sulle persone, il tailor made è a mio avviso un approccio imprescindibile. Fin da quando eravamo una piccola realtà emergente la consulenza tailor made, versus approccio generalista, è stata la base della soddisfazione dei nostri clienti. Il nostro è un mercato ancora in grande evoluzione, con riconoscimenti sempre maggiori sia da parte delle aziende, che comprendono quanto sia importante il rapporto con il decisore pubblico, sia da parte delle istituzioni con le quali, basandoci su trasparenza e valore dei contenuti, il dialogo è sempre più maturo.

Pomposo, Di Giovanni, Ambrosino, Amedei e Paoletti. 5 donne ai vertici delle prime 8 società di lobbying in Italia. Quale è il valore aggiunto che le donne portano a questa professione? Il Public Affairs è un ambiente inclusivo?

Non ne farei una questione di genere o pari opportunità, il mercato del lobbying è relativamente giovane e questo ha permesso a molte donne di esprimere il proprio potenziale. Sono convinta che alla base di questa affermazione femminile nel nostro settore ci sia il riconoscimento del merito e della professionalità, a prescindere dal genere. Fin dall’inizio in CZP ho avuto la possibilità di esprimere il mio valore indipendentemente da questioni di genere, e ad oggi questa prassi è un tratto distintivo della nostra organizzazione nella quale la crescita professionale è strettamente legata al riconoscimento del merito.

Molti ex-politici o loro collaboratori che vorrebbero fare i lobbisti, tanti giornalisti in parlamento. Perché chi fa il suo lavoro difficilmente poi si impegna direttamente in politica?

Io credo che possa esistere una forma di attrazione per il decision maker politico da parte di chi fa il portatore di interesse, e reputo più che legittimo – al pari di qualsiasi cittadino- che un lobbista decida di lasciare la professione per passare alla politica attiva. Politici, lobbisti e giornalisti frequentano gli stessi palazzi, ognuno con le proprie peculiari professionalità ma con ruoli fortemente distinti. Se un professionista decide di impegnarsi in politica deve essere chiaro che dopo questa esperienza – almeno per un congruo periodo di tempo – non dovrebbe tornare alla professione del portatore di interesse, anche in assenza di una regolamentazione delle cosiddette revolving doors. Un principio che dovrebbe valere anche per un politico che a fine mandato volesse dedicarsi alle attività di lobbying.

A un anno dalla nascita del progetto Excellera Advisory Group, possiamo tracciare un primo bilancio? Avete da poco annunciato l’acquisizione di Value Relation, molti danno per certa la prossima acquisizione di una delle principali agenzie di comunicazione milanesi – che porterebbe il vostro gruppo a superare i 50 mln di fatturato. La sola Italia non incomincia a starvi ‘stretta’?

La crescita internazionale è sempre stata centrale per la nostra attività. Già dieci anni fa abbiamo aperto una sede a Bruxelles, anche perché il 70 per cento della legislazione nazionale deriva da quella europea e ci è sempre stato chiaro quanto fosse importante presidiare quel mercato. Il primo anno di vita di Excellera ci sta già dicendo qual è il valore del progetto e di tutte le persone che stanno contribuendo al suo successo. Con la nascita del Gruppo, insieme a Community e con il supporto di Xenon Private Equity, abbiamo deciso di mettere a disposizione dei clienti una squadra di consulenti che possano guidarli in campi contigui, mantenendo elevati standard qualitativi nelle differenti practice. Excellera chiuderà il 2023 con circa 28 mln di euro di fatturato e un tasso di crescita high double digit. L’obiettivo è rendere Excellera un vero polo dell’eccellenza, e l’eccellenza per essere tale va supportata da una strategia e da strumenti adeguati: attrazione e sviluppo dei talenti, innovazione digitale ed analisi dei dati applicata al government affairs, con particolare attenzione al reputation management. Le operazioni di mercato non si basano su logica finanziaria pura, ma sulla condivisione di un progetto comune basato su sinergie di realtà già affermate.

In ultimo, una domanda di rito, cosa consiglierebbe a una giovane donna che volesse intraprendere questa strada?

Sono figlia della generazione Erasmus, tanto studio e la capacità di vivere con curiosità e adattamento contesti diversi sono state le fondamenta del mio percorso professionale. Questo è il consiglio che darei anche oggi, ai giovani e alle giovani professioniste. Uno studio continuo, curiosità intellettuale, coltivare le proprie passioni e rispettare le proprie inclinazioni sono elementi imprescindibili per una carriera appagante, senza scorciatoie. Ricordarsi che dietro la realizzazione di una carriera di successo, ci sono, oltre all’ambizione, anche fatica e sacrifici. E non mancano certamente le sconfitte, esperienze utili ad imparare a ricostruire il proprio percorso, sia nel lavoro che nella vita privata.

*è in Cattaneo Zanetto Pomposo & Co. dal 2007 e ha contribuito all’avvio di nuove practice e allo sviluppo della sede di Bruxelles. È anche partner di Excellera Advisory Group

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