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Il Governo chiede di incassare i 10,5 mld di euro della quinta rata del Pnrr entro fine anno

Raffaele Fitto

Il Governo si prepara a inoltrare una richiesta di pagamento di 10,5 miliardi di euro dalla quinta rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), mentre attende il pagamento di altri 16,5 miliardi di euro dalla quarta rata entro la fine dell’anno. Questa mossa è stata annunciata durante una riunione a cui hanno partecipato il ministro degli Affari Europei Raffaele Fitto e tutti i ministri coinvolti nell’attuazione del Pnrr.

Il governo ha valutato lo stato di avanzamento dei 52 obiettivi necessari per ottenere la quinta rata di pagamento, tra cui la recente approvazione definitiva della legge sulla concorrenza. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha sottolineato che l’Italia è il primo paese a richiedere la quinta rata dopo esser stato il primo a chiedere la quarta, elogiando il lavoro dei ministri e delle amministrazioni coinvolte.

Con i 16,5 miliardi di euro previsti per la quarta rata, il totale incassato finora ammonta a circa 102 miliardi di euro, rappresentando più della metà dell’intero piano di ripresa e resilienza, che ha una dotazione totale di 194 miliardi di euro. Questi fondi si aggiungono ai 30 miliardi del Piano Complementare e ai 42 miliardi delle risorse della Coesione, con ulteriori contributi attesi dai fondi di sviluppo e Coesione, oltre ai fondi nazionali e regionali.

Il ministro Fitto ha sottolineato che il paese sta entrando nella fase della spesa, ma ha anche evidenziato l’importanza di rafforzare i meccanismi di controllo per prevenire la corruzione e contrastare le attività mafiose. Fitto ha proposto il rafforzamento del Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie (Colaf) come ente di controllo sull’uso dei fondi della Coesione, suscitando però dubbi e disaccordi da parte delle opposizioni, che preferirebbero affidare tale compito all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac).

L’opposizione critica l’accordo sulla quinta rata del Pnrr, sostenendo che il governo ha dovuto accettare compromessi con la Commissione Europea. Il senatore Alessandro Alfieri del Partito Democratico ha dichiarato che l’accordo comporta 17 obiettivi in meno e 7,5 miliardi in meno, sollevando preoccupazioni sulle risorse disponibili e il rischio di aste aggiuntive di titoli di Stato.

Nonostante le critiche, il governo insiste sul fatto che il lavoro svolto con la Commissione Europea dimostra risultati concreti e un impegno costante nel raggiungere gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il dibattito sulla trasparenza e sull’efficacia dell’uso di queste risorse rimane centrale nelle discussioni sulla futura spesa e sul successo del Pnrr.

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