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Tim pronta a valutare l’offerta su Sparkle

tim kkr

Tim, uno dei principali operatori telecomunicazioni in Italia, si prepara a valutare l’offerta del Ministero dell’Economia per l’acquisizione del 100% di Sparkle, la società specializzata nei cavi sottomarini. Il consiglio d’amministrazione convocato per il sette febbraio rappresenta una tappa chiave in questo processo, in cui verrà analizzata attentamente la proposta del ministero.

La notizia dell’offerta da parte del Ministero dell’Economia era stata attesa dal mercato e ha avuto un impatto sulle azioni di Tim, che inizialmente hanno registrato un aumento fino al 2,5%, per poi chiudere con una lieve flessione dello 0,2%, allineandosi al trend del Ftse Mib (-0,2%).

La cessione di Sparkle è parte di un più ampio progetto di Tim, che include anche la vendita della rete. In questo scenario, il fondo americano Kkr era stato inizialmente coinvolto, ma la sua uscita di scena in questa fase è un punto di rilievo. Il Mef ha presentato da solo la nuova proposta, sottolineando l’importanza strategica di Sparkle per la sicurezza nazionale.

Una precedente offerta di Kkr, di 750 milioni di euro, era stata respinta dal consiglio d’amministrazione di Tim, che l’aveva giudicata non soddisfacente. La nuova offerta, valida per 15 giorni, differisce dalla precedente su due aspetti significativi. In primo luogo, c’è l’assenza di Kkr, con il Mef che agisce da solo. In secondo luogo, viene aperta la possibilità di negoziare una diversa opzione, consentendo a Tim di mantenere una quota minoritaria per un periodo determinato e supportare il piano strategico di Sparkle.

Questa eventualità di mantenere una quota di minoranza viene accolta positivamente dagli analisti finanziari, che vedono in essa una mossa strategica. Per Equita, l’ipotesi di Tim di mantenere temporaneamente una quota minoritaria “avrebbe senso e potrebbe aiutare la fase finale delle negoziazioni”.

Il deal su Sparkle, secondo gli analisti, avrà un impatto limitato sul deleverage complessivo del gruppo Tim, mantenendo sostanzialmente invariato il multiplo implicito del gruppo post cessione.

Nel frattempo, il dossier Netco, che coinvolge Kkr, il Tesoro e F2i, procede senza intoppi, con l’attesa del via libera dell’Antitrust europeo previsto per metà febbraio.

Il consiglio del sette febbraio sarà anche l’occasione per fare il punto sulla lista del consiglio in vista dell’assemblea che rinnoverà il Cda. Nel complesso, Tim si prepara anche a presentare i risultati preliminari per il quarto trimestre 2023 il 14 febbraio, con la call prevista per il 15 febbraio. Gli analisti di Equita si aspettano che vengano centrati tutti i target forniti al mercato per l’anno in corso, con previsioni di ricavi in crescita del +1,8% a livello di gruppo per l’ultimo trimestre del 2023.

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