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Taurianova rinasce? Ora è la Capitale italiana del Libro 2024

Non è la prima volta che un comune calabrese viene nominato ‘capitale del libro’. E a distanza di pochissimo tempo: nel 2021 era toccato a Vibo Valentia, appena un anno dopo l’istituzione dell’iniziativa da parte del ministro Franceschini per la promozione e il sostegno della lettura. Nel 2024 è il turno di Taurianova: cittadina della Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. Poco più di 14mila abitanti e “due librerie”, ci spiega il sindaco Rocco Biasi. “Ma la nostra forza sta proprio qui. Nei ‘piccoli’ che si fanno ‘grandi’ insieme. Questo riconoscimento ci gratifica molto ed è il punto di arrivo di un percorso fatto da una città che troppo a lungo si è portata dietro le stigmate di fatti criminali. E che adesso può diventare volano di crescita sociale ed economica per la Regione”, soprattutto perché il mercato del libro vale in Italia 3,4 mld l’anno.

La scelta di Taurianova – confermata dalla giuria del Ministero della cultura, presieduta da Pierfranco Bruni – è stata fatta proprio perché il progetto rappresenta, per una realtà piccola, “la strada di una crescita o addirittura una rinascita attraverso la realizzazione di infrastrutture culturali, materiali, immateriali e valoriali, capaci di irradiare i propri effetti virtuosi anche sul territorio circostante”, è scritto nelle motivazioni.

Taurianova è stato il primo Comune in Italia sciolto per mafia. “La legge sullo scioglimento per mafia fu varata per il Comune di Taurianova”, ricorda Biasi. Nello specifico si tratta del decreto-legge n. 164 del 31 maggio 1991, emanato con il settimo e ultimo governo Andreotti (con Giovanni Falcone a dirigere la sezione Affari penali del Ministero della giustizia), in seguito al ‘venerdì nero di Taurianova’: una vera strage in cui emersero tutti i legami tra cosche e amministrazione locale.

Era il 3 maggio 1991. Da quella data in poi, Taurianova ha cominciato un cammino importante, investendo in un possibile riscatto attraverso la cultura.

In questi anni i progetti per portare all’attenzione dei taurianovesi (e non solo) temi culturali a costo zero (per un Comune senza enormi risorse disponibili) sono stati molti. A cominciare da ‘Taurianova legge’: la festa del libro e della letteratura con giornate dedicate a presentazioni, workshop e mostre. “Lo scorso anno abbiamo presentato oltre 100 libri, il che vuol dire che sono arrivati oltre 100 scrittori. Non possedendo le adeguate infrastrutture culturali o le biblioteche, abbiamo ospitato le persone nei gazebo, nei bar, nei ristoranti e all’aperto”, racconta il sindaco.

Nelle scuole, attraverso un concorso, “abbiamo valorizzato le figure di protagonisti della letteratura e della storia che provengono dal nostro territorio come Francesco Sofia Alessio, un grandissimo poeta che purtroppo molti non conoscono”, prosegue. “O Giovanni Francesco Gemelli Careri, un viaggiatore di cui quest’anno saranno celebrati i 300 anni dalla morte. Un modo per dire che Taurianova non è solo la città dei fatti accaduti negli anni ’90. Abbiamo altro che ci lega alle nostre origini, abbiamo altro da offrire e vogliamo essere l’epicentro di questa nuova rinascita non solo della Piana di Gioia Tauro”.

Il traguardo raggiunto finora è doppio, se si pensa che a competere con il comune calabrese c’erano città con infrastrutture culturali importanti come San Mauro Pascoli (il paese di Pascoli), Grottaferrata, Tito e Trapani. “Ma forse a premiarci è stata proprio la capacità di costruire e perseverare negli investimenti culturali nonostante i pochi mezzi a disposizione“, commenta Biasi.

Mentre nel resto del Paese le biblioteche chiudono, a Taurianova sta per inaugurare “una biblioteca realizzata ‘a mani nude’, piano piano, in tre anni. Sarà il cuore pulsante della città e il simbolo che crediamo che le opere culturali possano fare la differenza”.

E se Giorgio Bocca, nel 1992, in un’intervista disse: “Taurianova è fuori dall’Italia”, oggi Rocco Biasi ne è sicuro: “Il significato di questa vittoria elimina ogni confine“.

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