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Ioniq 6, la mobilità elettrica secondo Hyundai

Schiacci il telecomando e dallo sportello esce fuori la maniglia. L’afferri, entri e ti accolgono delle luci soffuse blu, come quelle di un centro di bellezza. Quindi premi start e tutto si accende: stato della batteria, quanti chilometri puoi percorrere, pressione delle gomme, navigazione. Tutto. Su una levetta a destra del volante c’è il cambio automatico, basta ruotarla in avanti o indietro per innestare la D di Drive o la R della retromarcia. Più facile di così si muore.

È questa l’auto del futuro? Sissignori è questa, e fra l’altro è bellissima.

“A dotto’, ma che è la nuova Porsche?”, fa il tizio dell’autolavaggio. “No è una Hyundai – tenti di spiegare – è la Ioniq 6, totalmente elettrica”. Il fatto è che vista da dietro sembra davvero una Porsche, anzi si tratta proprio di una citazione, di un omaggio al marchio di Stoccarda, spiegano dalla casa madre. “Il suo design futuristico ha un carattere e una personalità unici sul mercato, e non si tratta solo di una scelta stilistica”, chiarisce l’Ad di Hyundai Italia Andrea Crespi. “Il coefficiente aerodinamico di 0,21 le permette di raggiungere un’autonomia fino a 614 km, e grazie all’architettura a 800 Volt è possibile ricaricare la batteria dal 10 all’80% in 18 minuti.

Sa cosa significa? Poter guidare da Roma a Milano con un’unica pausa, giusto il tempo di un caffè”. Detto e fatto. Imbocchiamo l’autostrada del Sole con una pioggerella che si intona bene al colore grigio opaco della carrozzeria, mentre scopriamo che possiamo anche cambiare le luci all’interno dell’abitacolo, scegliendo fra 64 colori e 6 temi preselezionati. Ad ogni sorpasso ci seguono gli sguardi incuriositi da dietro i finestrini delle altre auto (cos’è questo strano oggetto arrivato da Marte?). Proviamo subito l’accelerazione – pezzo forte di ogni auto elettrica grazie alla coppia immediatamente disponibile – ma non riusciamo a portarla fino in fondo perché siamo deboli di cuore.

A proposito, i modelli sono cinque, tre con trazione posteriore e due con trazione integrale. Quelli con trazione posteriore possono avere un pacco batteria da 53 kWh o da 77,4 kWh, con potenze rispettivamente da 151 o 228 Cv e coppia da 350 Nm. Le versioni invece con trazione integrale dispongono dello stesso pacco batteria da 77,4 kWh ma di due motori da 165 kW e da 74 kW per una potenza complessiva di 239 kW (325 Cv), e una coppia di 605 Nm. Anche l’autonomia cambia notevolmente, passando dai 429 km della versione d’ingresso fino a 614 km. Noi siamo al volante della Ioniq 6 più potente.

Il viaggio è avvolto dal confort più totale, sia davanti che dietro. Merito sia del passo di 2,95 mm (su una lunghezza totale di 4,85) che ha permesso ai progettisti di ampliare al massimo l’abitacolo, e sia della Electric-Global Modular Platform (E-GMP) che ha reso possibile dotare la vettura di un pavimento completamente piatto che fa tanto salotto di casa. La plancia integra un display full-touch da 12,3 pollici per l’infotainment e un quadro digitale da 12,3 pollici, da cui accedere a tutte le impostazioni dell’auto, che sono davvero tantissime: dal riscaldamento dei sedili alla selezione della frenata rigenerativa che può essere anche comandata dalle palette dietro al volante.

Mentre scopriamo tutti gli spazi utili, la macchina fila via che è una bellezza, e non possiamo resistere alla tentazione di provare le tre modalità di guida accessibile tramite un pulsante sul volante. Passare dalla modalità Eco a quella Normal significa saggiare una poderosa spinta in avanti che avviene senza nemmeno toccare l’acceleratore, ma è spostandoci sulla modalità Sport che il gioco si fa duro: le luci della plancia diventano rosse, il suono artificiale del motore che esce dagli altoparlanti diventa un rantolo minaccioso e soprattutto la macchina parte come un proiettile. Con un leggero tocco sull’acceleratore ci troviamo in un battito di ciglia a velocità proibitive (e proibite), per cui la smettiamo subito e torniamo a fare i bravi ragazzi, anche perché è arrivato il momento di prenderci il famoso caffè per ricaricare la batteria.

Ci fermiamo all’autogrill di Bologna, sosta gradevole e tentatrice, e ne usciamo dopo una mezzora con qualcosa in più di un caffè nella pancia, ma comunque sufficientemente sobri per affrontare i successivi 200 km che ci porteranno alla sede milanese di Hyundai Italia. La Ioniq 6 sembra voglia inghiottire l’asfalto chilometro dopo chilometro ed è qui che possiamo testare i sistemi avanzati di assistenza alla guida, come ad esempio l’Highway Driving Assist, che aiuta restare al centro della corsia di marcia, o come il Driver Attention Warning (DAW), che si accorge se ti sta prendendo un colpo di sonno e con un avviso acustico ti dice di fermarti. Ormai però manca poco alla nostra destinazione, dove avverrà la consegna delle chiavi, e ci prende una gran tristezza al pensiero del Frecciarossa che ci attende in stazione. Scendiamo, la Ioniq 6 grigio opaco ci guarda con aria malinconica e noi facciamo altrettanto. Era nato un feeling, peccato.

Chiediamo l’ultimo dato che ci mancava, il prezzo: da 47.850 a 62.750 euro. Nemmeno tanto – riflettiamo mentre il Frecciarossa corre verso casa – considerando che si tratta di un’auto elettrica.

 

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