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Learnn: una piattaforma streaming per diventare cittadini digitali

Se qualcuno vi chiedesse di ricordare quante macchine rosse avete visto per strada da quando vi siete alzati dal letto fino al momento in cui state avete iniziato a leggere quest’intervista, probabilmente fareste molta fatica. Ma se vi dicessero che per ogni macchina rossa avrete in palio un milione di euro, da domani prestereste certamente più attenzione a ciò che vedete in giro. È la metafora della ‘macchina rossa’ e ce l’ha spiegata Luca Mastella per semplificare un concetto un po’ diverso sui ‘treni della vita’. Ognuno di noi ha tutti i giorni l’opportunità di buttarsi in qualcosa di grosso. Di cambiare idea, percorso, strategia. A volte ci affezioniamo a scelte che col tempo non ci rispecchiano più. Per scoprire cosa vogliamo fare e chi vogliamo essere, dobbiamo essere pronti a dire di no, a tenere gli occhi aperti e “cercare le macchine rosse”.

Fino al 2012 Mastella era un cestista professionista. A causa di un infortunio (una rottura al tendine d’Achille) a 23 anni ha dovuto interrompere la sua carriera. “Sono stato però fortunato nella sfortuna”, scherza adesso. “In quel momento, è passata la mia macchina rossa. E io l’ho vista”.

Con una laurea in economia presa tra un allenamento e l’altro, Mastella – giovanissimo – è andato all’estero per un master in Canada. Poi in Francia e in Corea del Sud. “Avevo una conoscenza minima dell’inglese, figuriamoci di altre lingue. Ma – forse un po’ per deformazione professionale – mi è sempre piaciuto mettermi in gioco”. Da lì ha lavorato in aziende come Rocket Internet e Gameloft (nelle Filippine, Romania e Australia) e ha collaborato come advisor con RM Williams, Westpac, Filotrack, Volumio e TechAlchemist. Nel 2019 è tornato in Italia con un unico obiettivo: portare nel nostro Paese tutto ciò che di migliore, in ambito digitale, aveva avuto modo di conoscere altrove.

“Nel 2020, dopo appena un anno dal mio rientro, ho fondato Learnn: una piattaforma streaming per lo sviluppo di competenze digitali che offre oltre 250 corsi tenuti dagli esperti di Meta, Binance, Serenis, NeN, Canva e molti altri. Oggi Learnn conta più di 130mila utenti totali, 35mila abbonamenti professionali e clienti come RDS, Decathlon, Treatwell, xFarm, Will Media”.

L’Italia non sempre riesce a cogliere le potenzialità offerte dalla tecnologia. Secondo il Digital Decade Report 2023, solo il 46% della popolazione italiana possiede competenze digitali di base. Cosa che, oltre a compromettere la capacità di sfruttare a pieno le opportunità aperte da questo ‘nuovo mondo’, impedisce di esercitare la ‘cittadinanza digitale’, con impatti negativi sull’inclusività.

“Nel nostro Paese c’è larghissimo spazio per specializzarsi. All’estero i trend sono completamente diversi. In Italia stravincono i social media, l’e-commerce (perché abbiamo tantissime piccole e medie imprese storiche che per stare al passo coi tempi e arrivare il più lontano possibile decidono di vendere i loro prodotti online) e, naturalmente, l’intelligenza artificiale. La nostra mission è accelerare la crescita di ogni individuo in questi campi e rendere l’Italia famosa nel mondo per l’esecuzione. Digitalizzandola”, dice Mastella.

Per il founder di Learnn, investire sulle competenze digitali è semplicemente “la carta vincente”. Qualsiasi percorso si scelga di intraprendere. “Permettono di arrivare a un maggior target e sono un amplificatore, nel bene e nel male. Offrono libertà, perché chi lavora nel digitale può farlo dappertutto (e in un momento in cui tematiche come quella del remote working si impongono prepotentemente e tanti dipendenti abbandonano le aziende perché non viene loro concesso, diventa essenziale). Inoltre, – continua – proprio ciò fa sì che le persone che lavorano nel digitale abbiano stipendi più alti. C’è più mobilità, si può collaborare a livello internazionale”.

A rivolgersi a Learnn sono soprattutto over 30, o comunque professionisti che decidono di migliorarsi o intraprendere un’altra carriera. Reskilling e upskilling. Le giovani generazioni non sono più propense ad acquisire o migliorare le proprie qualifiche per guadagnare al di sotto delle loro aspettative. A torto o a ragione, si sentono (sono) nativi digitali “già competenti”, almeno fino a quando non entrano sul serio nel mercato del lavoro. “Veniamo contattati da aziende per attività di employer branding perché faticano ad ingaggiare i candidati. I ragazzi non guardano alla carriera seguendo uno schema tradizionale”.

Strumenti come ChatGPT non spaventano Mastella, sebbene sia consapevole di quanto debbano essere “maneggiati con cura”. “Stiamo parlando di qualcosa di potentissimo, non di un tool che automatizza l’invio di migliaia di mail in pochi secondi. In maniera molto generale e semplicistica, a livello di business l’AI è una risorsa incredibile. Ecco perché tutti dovremmo essere in grado di utilizzarla al massimo. Penso che avrà un impatto enorme non solo in azienda, ma sulle singole carriere”.

Lavorare con la tecnologia tuttavia, tiene a precisare, “non implica il saperla usare. Magari è la tecnologia a sfruttare noi e questo non deve accadere”. Spesso chi pratica sport a livello agonistico comincia da piccolissimo e dedica buona parte della sua vita a una disciplina, rimanendo quasi ‘ingabbiato’ nel ruolo sul campo. Sul parquet, sulla pedana o nella vasca da 50 metri. Invece lo sport, insegna Mastella, aiuta a farsi strada anche fuori da quel campo (fino a 220.000 dollari in più nel corso della carriera secondo uno studio svolto tra gli ex alunni della Ivy League degli Stati Uniti e riportato da Fortune).

Atleti e leader, in fondo, si somigliano. Sacrificio, disciplina, organizzazione, visione, spirito di squadra. Occhi lunghi. Per non perdere di vista nessuna macchina rossa.

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