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Francesco Napoli, un imprenditore al servizio dell’impresa

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Nasce a Toronto 53 anni fa da genitori emigrati all’estero alla ricerca di fortuna. E di questa doppia cittadinanza, italiana e canadese, Francesco Napoli (nella foto in evidenza) ne va veramente fiero: perché simbolo di quei sacrifici (e soprattutto della forza di volontà) di papà Michele e mamma Ida, che di fronte alle difficoltà non si sono mai arresi.

Napoli, che oggi è vicepresidente della Confapi e presidente di Confapi Calabria, è l’emblema della perseveranza, la testimonianza che il ‘fare’, l’abnegazione per il lavoro e lo studio sono elementi chiave per il riscatto sociale di ogni essere umano.

Ma facciamo un passo indietro. Dopo i primi anni vissuti in Canada, la sua famiglia fa ritorno in Italia, a Rende, piccolo centro in provincia di Cosenza. Sono anni difficili, di ricostruzione. Il ricordo di Napoli va al suo sé bambino, ai chilometri che percorreva da solo e a piedi per raggiungere la sua scuola. Nessuna fatica però, perché quel cammino, non solo metaforicamente, rappresentava il percorso necessario verso l’apprendimento e l’istruzione.

“Un cammino che – ci tiene a sottolineare – non è ancora terminato”, così come non si è esaurita neppure la sua sete di conoscenza. Laureato in Filosofia all’Università della Calabria fortemente voluta da Beniamino Andreatta, Napoli cita Socrate: “È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza”.

Alla formazione universitaria sono legati i ricordi indelebili di anni fatti di studi e lavoro in grado di sviluppare e influenzare la sua abilità di pensiero critico e le sue indiscusse capacità comunicative. Gli chiediamo quando nasce in lui la volontà di fare impresa: “In questo ha giocato un ruolo cruciale il rapporto con mio nonno Francesco”, spiega. “Fu combattente nella Seconda guerra mondiale e vice sindaco, negli anni ‘60, del Comune di Castiglione Cosentino. Da lui ho ereditato la passione per la politica ma soprattutto l’arte del “fare”, che è diventata negli anni il mio modo di essere. Mi sono formato, ho studiato e lavorato per non essere costretto ad emigrare così come avevano fatto i miei genitori”. La sfida è restare “nella terra dove tutto è più difficile, un mutuo o un semplice fido per creare impresa. E migliorarla”.

Una sfida che ha accettato e che ha vinto creando, a Cosenza, un’impresa di servizi con suo fratello Adriano che conta oggi 35 dipendenti e che si occupa di Risk Assessment finalizzato alla tutela degli investitori. Ma anche attività di antincendio e impiantistica. Napoli è inoltre l’ideatore di un sofisticato ed esclusivo software per la tracciabilità e la tutela del patrimonio forestale.

La vera svolta però è arrivata nel 2014, quando ha deciso di mettere al servizio della comunità imprenditoriale calabrese tutto il suo know-how prendendo per mano la Confapi Calabria, la Confederazione regionale della piccola e media industria privata e di cui è tuttora presidente. Un lavoro non semplice, quello di Napoli, fermamente convinto, da imprenditore e da uomo fedelmente ancorato alle sue origini, che è possibile una rinascita sociale ed economica della Calabria.

Fu l’allora presidente in carica Maurizio Casasco ad accorgersi delle sue qualità e a volerlo come vicepresidente Confapi. Una vita per l’impresa e al servizio delle imprese, delle Pmi, motore dell’economia nazionale che, come afferma, “devono essere sostenute nel percorso di crescita, tutelate nei loro legittimi interessi in quanto spina dorsale dell’intero sistema produttivo nazionale. Sono le piccole e medie industrie private a generare benessere e occupazione. Il loro stato di salute è l’indicatore dello stato di salute del nostro Paese”.

Francesco Napoli sembra non conoscere sosta. È anche autore di tre libri: ‘L’ultima spiaggia’, ‘Per un nuovo miracolo economico’ e, l’ultimo, ‘L’economia legale. Proposte di una soft intelligence’ che vanta le autorevoli collaborazioni di Wanda Ferro, sottosegretario di Stato agli Interni e di Marisa Manzini, Sostituto Procuratore generale di Catanzaro. Nella sua vita però non c’è solo il lavoro, come spesso afferma. Nulla avrebbe senso senza l’appoggio della sua famiglia e della figlia Veronica, il completamento della sua esistenza e fonte di ispirazione da cui genera la forza necessaria per affrontare le sfide future.

 

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