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Eagle Pictures raccontata dall’Executive Director Roberto Proia

A partire dal 2019, sotto la guida di Roberto Proia (Executive Director of Theatrical Distribution and Productions), Eagle Pictures consolida la propria offerta nel settore della produzione, vantando nel suo catalogo una grande diversificazione di generi.

Proia, un bilancio di questi primi 30 anni di Eagle Pictures: da distributori indipendenti di cinema siete diventati una “major” in Italia e una factory impegnata in tutti i settori dell’audiovisivo.

Pur essendo il più longevo distributore indipendente, Eagle è un “animale” in perenne trasformazione e forse è anche questo il segreto del suo successo da oltre 30 anni, ovvero la capacità di adattarsi alle condizioni di mercato trasformando le minacce in opportunità. Questo è dovuto ad una leadership lungimirante come quella del Presidente Tarak Ben Ammar, del CEO Andrea Goretti e del Direttore Generale Simone Bencini. Quando la distribuzione stava andando molto bene, la mia proposta di aprire una divisione produttiva ben prima del boom che poi le produzioni hanno visto, è stata accolta con entusiasmo e abbiamo deciso tutti di scommetterci. Quando sognavamo di poter distribuire una major, abbiamo tutti lavorato sodo in tal senso ognuno per la sua parte per dimostrare ad un partner esigente come Paramount che, per la prima volta nella storia, poteva fidarsi e affidarsi ad un indipendente italiano. Gli straordinari risultati ottenuti con Paramount hanno poi convinto Sony a seguire la stessa strada. Il bilancio quindi è estremamente positivo. Evoluzione e movimento sono due parole chiave non solo del recente passato di Eagle ma anche di un futuro molto prossimo: a breve annunceremo delle grosse novità che faranno bene a tutto il mercato.

Distribuire i film di due major hollywoodiane come Paramount e Sony quante pressioni e, al contempo, soddisfazioni provoca?

Come immaginavamo, il modo di lavorare è completamente diverso. Distribuendo delle major abbiamo l’onore ma anche l’onere di gestire produzioni da 200 milioni di dollari che hanno obiettivi di botteghino alti che vanno centrati. Ad oggi possiamo dire che sono stati di gran lunga maggiori i casi in cui li abbiamo superati rispetto a quelli che sono andati sotto le aspettative. Sì, inevitabilmente sentiamo tutti molto forte la responsabilità di fare bene. Giocare sulla scacchiera internazionale dà a Eagle una grandissima visibilità, ma se poi non raggiungi gli obiettivi prefissi questa visibilità diventa un boomerang. Detto questo, se all’inizio le nostre aziende si sono studiate per imparare a conoscersi meglio, oggi l’interlocuzione è talmente rodata che sentiamo che da “service” questo rapporto è diventato una “partnership”. Credo che sia anche questa una delle ragioni di risultati spesso fuori scala dei loro film in Italia.

Sempre più importanza hanno per Eagle le produzioni locali che, in molti casi, diventano prodotti esportabili o storie oggetto di remake, come la “sua” trilogia “Sul più bello”.

Aprire il ramo produttivo è stata una scelta azzeccata perché in pochissimi anni Eagle ha potuto creare delle IP (proprietà intellettuali, ndr) che saranno per sempre degli asset della Società. “Sul Più Bello” è un po’ un caso: un piccolo film con un concept forte che, dopo aver debuttato al numero 1 del Cinetel nell’ottobre 2020, ha ottenuto la nomination ai David di Donatello come Migliore Opera Prima, è diventato uno dei film più visti su Amazon Prime Video, ha fatto nascere due sequel che ha acquistato Netflix per l’Italia e per il mondo, mentre Sony Pictures ha poi acquistato i diritti di remake per il Messico e, infine, ancora Amazon Italia ha chiesto la serie tv che andrà in onda a luglio. Nel frattempo stiamo chiudendo accordi con USA ed Est Europa per ulteriori remake del primo film. Detto questo, anche “Hotspot-Amore Senza Rete”, una co-produzione Eagle/Sony in uscita al cinema il 6 giugno, ha già dimostrato di avere delle gambe forti dato che la stessa Sony ha comprato i diritti di remake per Spagna, Portogallo, Messico e Brasile. Quindi diciamo che le produzioni Eagle sin da subito sono diventate delle voci importanti nel bilancio della Società.

Eagle Pictures pur facendo parte di un sistema di società, ragiona da holding e si ramifica, come ad esempio con l’acquisizione di 302 Original Content. Ci sono altri investimenti e obiettivi a riguardo?

Eagle cresce e si evolve in continuazione quindi non sorprendiamoci se ci saranno altri acquisti. L’ultimo in ordine di tempo è Blu Yazmine, che segna per Eagle l’ingresso nella produzione tv. Come è stato ricordato, circa un anno e mezzo fa, Eagle ha acquisito una piccola società di produzione, 302 Original Content, di recente ribattezzata Eagle Original Content. È una società satellite che ha già all’attivo diverse produzioni con diversi partner come Rai Cinema e Vision, che si occupa di sviluppare storie per poi offrirle al mercato. È un modello di business diverso da Eagle Produzioni e infatti le due società sono totalmente autonome. Anche se hanno nomi simili, Eagle Original Content è diretta da Giuseppe Saccà, Eagle Produzioni invece da me.

Che tipo di imprenditore è Tarak Ben Ammar, patron di Eagle, uomo di finanza e di grandi rapporti politici che spesso hanno segnato il corso della Storia?

Descrivere Tarak è complesso, faccio fatica a trovare gli aggettivi. Partiamo dal fatto che è un uomo di una intelligenza superiore, il cui entusiasmo travolgente ha lasciato senza parole più di un interlocutore. Ogni minuto passato con lui è una lezione di Storia del Cinema. Pur avendo lavorato con tutti i grandi, dopo 50 anni di carriera chiede a te di spiegargli le cose che ancora non conosce. È una persona di una educazione e di un rispetto raro. Siede ai tavoli più importanti dell’in- dustria e della politica pur mantenen- do la voglia di crescere e di evolversi… esattamente come la Società che lui presiede. Tarak indubbiamente ha modellato Eagle a sua immagine e somiglianza.

C’è una flessione del mercato cinematografico in questo primo semestre 2024 dovuto allo sciopero di Hollywood della scorsa estate. Da quando cominceremo a rivedere la luce nel buio della sala?

Io trovo con enorme soddisfazione che il “De Profundis” che era stato cantilenato come una fastidiosa nenia durante l’immediato post pandemia, si sia dimostrato ingiustificato. La flessione verso il 2019 c’è ma è sempre più irrisoria e ricordiamoci che il 2019 era stato un anno particolarmente florido per il cinema in sala. Certo ci vuole il prodotto. E ci vogliono sale che ti facciano venire voglia di andarci. Io vedo che entrambe queste condizioni si stanno verificando. Non ci siamo ancora ma siamo davvero vicini.

Qual è l’offerta di Eagle Pictures per i prossimi mesi, per l’estate e per la seconda metà dell’anno?

Eagle nel 2024 porterà al cinema circa 40 film. Una cifra davvero notevole. Quando hai 40 film non puoi non puntare sull’Estate e quindi a giugno avremo la commedia romantica che abbiamo già citato, “Hotspot – Amore Senza Rete”, seguita dal remake de “Il Corvo” con Bill Skarsgaard nel ruolo che fu di Brandon Lee e sequel, a sua volta, del terzo capitolo della saga “A Quiet Place”. A Luglio Will Smith tor- na con “Bad Boys 4”, ad inizio agosto “Borderlands” il film action con Cate Blanchett tratto dal celebre videogame e, a fine agosto, il film della Marvel “Kraven – Il Cacciatore”. Mentre in autunno arrivano Brad Pitt e George Clooney con l’attesissimo “Wolfs”.

Una scena di “Bob Marley: One Love” il film che celebra la vita e la musica di un’icona della musica, portatore di amore e unità, distribuito nelle sale da Eagle Pictures

E la vostra offerta di cinema italiano?

Arriva a settembre con “Il Ragazzo Dai Pantaloni Rosa”, la storia vera di Andrea Spezzacatena, il ragazzo che, vittima di cyberbullismo, si tolse la vita 10 anni fa. A ottobre porteremo in sala il giallo “Il Corpo” diretto da Vincenzo Alfieri con un incredibile Giuseppe Battiston e una misteriosa Claudia Gerini.

Può anticipare anche qualche titolo che distribuirete nel 2025 e 2026?

Un titolo americano di punta che distribuiremo probabilmente a gennaio 2025 è “Here” il nuovo film di Robert Zemeckis con Tom Hanks. I due si ritrovano dopo “Forrest Gump” con una vicenda meravigliosa che attraversa un secolo di Storia Americana. A San Valentino 2025 ci sarà la commedia romantica italiana “Fatti Vedere” diretta da Tiziano Russo con Matilde Gioli, Francesco Centorame, Pierpaolo Spollon e Asia Argento: un “Bridget Jones” che incontra “Mrs Doubtfire”. Sul 2026 abbiamo un progetto molto importante sul quale stiamo già lavorando ma che, per scaramanzia, aspettiamo ad annunciare.

Borderlands arriva ad agosto

Sarà uno dei grandi blockbuster dell’estate che terranno sicuramente viva la stagione, “Borderlands” (nella foto i protagonisti), l’action-fantasy diretto da Eli Roth con le star Cate Blanchett, Kevin Hart, Jack Black, Edgar Ramírez, Ariana Greenblatt
e Jamie Lee Curtis distribuito in Italia da Eagle Pictures. Basato su una delle serie di videogiochi più vendute di tutti i tempi, questi strampalati eroi dovranno sconfiggere una specie aliena e pericolosi banditi e scopriranno uno dei segreti più incredibili di Pandora. Il destino dell’universo potrebbe essere nelle loro mani.

Cate Blanchett nel ruolo di Lilith, Ariana Greenblatt nel ruolo di Tiny Tina, Kevin Hart nel ruolo di Roland, Florian Munteanu nel ruolo di Krieg e Jamie Lee Curtis nel ruolo di Tannis in Borderlands. Crediti fotografici: per gentile concessione di Lionsgate

 

 

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