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Riccardo Scamarcio: “Il cinema italiano deve osare di più”

Ben 40 anni dopo la vittoria della Lancia al mondiale rally con la 037, esce il 14 Marzo nelle sale “Race for Glory – Audi vs Lancia” (Medusa Film). La pellicola è basata sulla reale rivalità che ci fu tra il team italiano della Lancia e quello tedesco della Audi ai Campionati del mondo rally del 1983. Si tratta dell’ultima fatica da produttore di Riccardo Scamarcio e Jeremy Thomas in collaborazione con Lebowski, Rai Cinema, Hanway Films e David Films.

La pellicola, sceneggiata da Filippo Bologna, Riccardo Scamarcio e dallo stesso regista Stefano Mordini, vanta un ricco cast: il bavarese Volker Bruch nei panni di Walter Röhrl, poi Daniel Brühl, Michèle Mouton, gli italiani Giulio Brizzi e Jacopo Rampini, nonché Scamarcio nel ruolo del dirigente sportivo Cesare Fiorio contro il tedesco Roland Gumpert. Successivamente l’attore pugliese sarà anche protagonista di “Modì”, biopic ispirato al grande artista Amedeo Modigliani e impreziosito dalla partecipazione nel cast di Al Pacino e Luisa Ranieri, per la regia di Johnny Depp. “Il 2024 è stato un anno di rinascita professionale, per me. Ho lavorato a una produzione di stampo internazionale e ho anche vissuto il sogno americano accanto a Johnny Depp e Al Pacino, attraverso l’interpretazione di un artista italiano. Mi ero posto obiettivi ancora più alti e sono in dirittura d’arrivo per realizzarli”.

L’intervista

Una delle cose che più la contraddistingue, sia nei ruoli da attore sia nelle sue produzioni, è il fatto di essere coraggioso.

Io sono uno che si arrabbia spesso, uno che fa casino anche sul set: mi piace complicarmi la vita. “Race for Glory”, per esempio, è un lavoro che definisco “coraggioso”. È la storia di uno straordinario successo che dimostra come un piccolo team di esperti possa battere una grande azienda grazie a uno spirito di squadra tutto italiano, durante gli anni di massima rivalità tra il team Lancia e Audi. Quando ho deciso di produrre questo film mi sono detto: “Davide contro Golia”, uno scontro epico. Poi, se devo essere onesto, trovo che negli ultimi anni il cinema in Italia sia poco coraggioso. Io, invece, ho voluto osare con “Race for Glory”, una produzione che ho sentito particolarmente “mia”. Oltre al fatto che sono orgoglioso di aver sfidato Daniel Brühl con la Lancia 037, mi sento molto affine con il personaggio, Cesare Fiorio. Lui è un italiano che è riuscito a combinare competenza e passione. È grazie a questo che ha trionfato in un’impresa che sembrava impossibile per l’epoca.

Da poco in Italia è stata introdotta una stretta governativa importante sulla produzione audiovisiva attraverso una riforma del tax credit.

Per quanto mi riguarda, tutte le regole e le disposizioni imposte nell’ambito cinematografico sono una forma di limitazione. Penso che si stia arrivando a un punto dinon ritorno, in cui ci viene economicamente impedito di produrre ciò che vogliamo, con chi vogliamo e come lo vogliamo. Ci stanno depotenziando. Io, da produttore indipendente, come faccio a produrre un lavoro di qualità con molti meno fondi di quelli previsti?

Vivere il cinema da produttore dev’essere completamente diverso dal viverlo come attore.

Quando recito come attore c’è un “romanticismo” di sottofondo che con le mie produzioni non avverto. Di contro, quando scelgo di produrre un film sento sulle spalle il peso di una responsabilità importante. Il linguaggio del cinema ha molte sfumature diverse e io, regia esclusa, le sto vivendo tutte. Da quando ho iniziato a produrre ho iniziato a pretendere ancora di più da me stesso. Produco solo ciò che mi piace, ma consapevole che ciò che scelgo di mostrare potrebbe essere “scomodo” per gli spettatori. Eppure, forse, sto solo mostrando al pubblico un’altra prospettiva da cui guardare.

In questo periodo è al lavoro sul set internazionale di “Modì”, ricoprendo il ruolo dell’artista italiano Amedeo Modigliani in una pellicola diretta da Johnny Depp.

Ho avuto il piacere immenso e il privilegio di lavorare con Johnny Depp in un film che, ammetto, ha un’anima di altri tempi. Ho notato anche delle grandi differenze nell’ambito cinematografico tra l’Italia e gli Stati Uniti. Lì è proprio un altro mondo. L’ho percepito durante le riprese di “Modì”: c’è una cultura del lavoro molto più lungimirante e aperta. Si respira, tra una scena e un’altra, un’atmosfera carica di adrenalina. E poi un’altra grande differenza rispetto all’Italia è che sul set americano non esiste il ritardo, semplicemente perché c’è un enorme rispetto del lavoro altrui. Per me gli Stati Uniti sono stati una rinascita come artista. Ma, più di tutto, posso dire di aver vissuto il sogno americano attraverso un meraviglioso personaggio tutto italiano.

Com’è stato lavorare con Johnny Depp regista?

Johnny è un visionario. Dopo tutto quello che gli è successo, anche a livello mediatico, si è rialzato. Non l’ha data vinta a chi lo avrebbe voluto ancora a terra. Fa parte di quella categoria di persone che io definisco degli “outsider”, fuori dagli schemi. Anche questo mi ha permesso di entrare in sintonia con lui: un talento immenso unito all’umiltà che lo rende estremamente umano. Mi auguro con tutto il cuore che ci siano altre occasioni di poter collaborare in futuro.

Race for the glory, Lancia VS Audi

Riccardo Scamarcio è protagonista di “Race for Glory – Audi vs Lancia”, una produzione Lebowski con Rai Cinema, prodotto da Riccardo Scamarcio e Jeremy Thomas, nelle sale dal 14 marzo distribuito da Medusa Film. Il film è diretto da Stefano Mordini e nel cast, al fianco di Riccardo Scamarcio, prendono parte Volker Bruch, Katie Clarkson-Hill, Esther Garrel, Giorgio Montanini, Gianmaria Martini, Haley Bennett e Daniel Brühl.

 

 

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