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Gemini sbarca su iPhone? L’accordo Google-Apple sull’AI e il solco con l’Europa

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Gemini può sbarcare su iPhone? Apple riuscirà a stringere un accordo gigantesco per l’intelligenza artificiale con Alphabet, casa madre di Google? L’indiscrezione esclusiva di Bloomberg è stata già esaltata come l’evento più dirompente per una tecnologia, l’intelligenza artificiale, a sua volta celebrata come l’invenzione tecnologica del nostro tempo.

Gemini-iPhone, l’accordo

Per ora si sa che le due Big Tech stanno negoziando per ‘montare’, in licenza, i modelli AI di Gemini (l’erede del Bard di Google che ha sfidato ChatGpt di OpenAI) sui dispositivi Apple. In questo modo anche Cupertino potrebbe offrire ai suoi clienti funzionalità alimentate da intelligenza artificiale. Che nel caso di Gemini, va ricordato, è multimodale (testo, immagini, audio).

In particolare l’agenzia Bloomberg, che cita fonti vicine alla vicenda, parla degli iPhone 18, su cui sta lavorando Apple, e che includeranno funzionalità che nella parte di Gen AI verrebbero potenziate dai modelli di Google. Inoltre l’agenzia ha rivelato che recentemente Apple avrebbe parlato anche con la OpenAI di Sam Altman, che ha creato ChatGpt.

Apple-Google e Gemini-iPhone, gli ostacoli

Quali potrebbero essere gli ostacoli di fronte a un accordo del genere? Sicuramente andrebbero rassicurate le autorità antitrust. Portare a termine un accordo del genere significherebbe inoltre scavare ancora di più il solco tra Stati Uniti e Europa: se l’obiettivo dell’Unione è quello di colmare il vuoto creato dalle Big Tech Usa sull’intelligenza artificiale, l’unione tra Apple e Alphabet renderebbe le cose ancora più difficili. Recentemente il Centro per le politiche europee (Cep) ha messo in guardia dalla posizione dominante detenuta dalle Big Tech Usa sull’AI, chiedendo un controllo più rigoroso delle leggi sulla concorrenza da parte di Bruxelles.

Il ritardo europeo sull’AI

Più controlli in un mercato dove il ritardo è già abissale, considerando che le Big Tech sono onnipresenti in tutta la catena del valore dell’AI: dalle infrastrutture ai foundation model, fino alle applicazioni.

Recentemente l’accordo di Microsoft con la francese Mistral ha attirato parecchia attenzione. E anche la collaborazione tra Microsoft e OpenAI è già tenuta d’occhio da parte di Bruxelles.

In quel caso si parla di una Big Tech e di una startup, per quanto la seconda grazie a ChatGpt (che in un anno ha raggiunto 1,7 mld di utenti) stia già raggiungendo valutazioni vertiginose.

Nel caso di Apple e Alphabet si parlerebbe invece di due Big Tech fatte e finite: naturale aspettarsi quindi che i regolatori vorranno capire meglio le conseguenze di un accordo simile.

Per farsi un’idea della platea totale di utenti Apple, si possono contare i dispositivi attivi: secondo quanto ha ricordato Tim Cook nell’ultima trimestrale sono più di 2,2 mld. Intanto Cupertino ha un market share mondiale del 20%, testa a testa con Samsung.

Da anni Google paga Apple per poter essere il motore di ricerca predefinito sui dispositivi della mela: secondo quanto riportato dal New York Times qualche mese fa, parliamo di una cifra che nel 2021 ha toccato i 18 mld di dollari. Al di là di quale potrebbe essere il valore di un accordo sull’AI, aggiungere le varie versioni dell’intelligenza artificiale di Gemini rafforzerebbe ancora di più i rapporti.

Apple cerca di colmare il ritardo

Nel ballo dell’intelligenza artificiale Apple è la Big Tech che manca. A partire naturalmente dai maggiori contendenti nella corsa AI, Alphabet e Microsoft, tutte, anche Amazon e Meta, hanno annunciato i propri progetti. Nvidia, intanto, è entrata nel club proprio grazie all’intelligenza artificiale, e alla produzione di chip necessaria per sostenere la rivoluzione.

A inizio anno anche Tim Cook ha confermato che Apple sta lavorando al settore AI, con investimenti significativi. Secondo un report Apple è stata la Big Tech che ha acquisito più startup di intelligenza artificiale lo scorso anno (arrivando a 32, secondo Stocklytics). Tra le startup acquisite figura anche l’Europa: Brighter.AI, acquisita per lavorare sui visori Apple Vision Pro, è tedesca.

Intanto un’altra scommessa come quella dell’auto elettrica è stata abbandonata (e il team dedicato sarebbe spostato a lavorare proprio sull’intelligenza artificiale). Lo stesso Ceo ha detto che annunci relativi all’AI verranno fatti quest’anno.

Gemini, per la nuova risposta di Google a ChatGpt l’Europa dovrà aspettare

 

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