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Fiumicino: città dell’acqua, parla il sindaco Mario Baccini

Un Comune di 80mila anime noto soprattutto per ospitare l’aeroporto internazionale di Roma, uno scalo da 40 milioni di passeggeri all’anno. Ma Fiumicino ha molto altro da offrire, fra aree archeologiche e bellezze paesaggistiche. Storico porto marittimo dell’antica Roma, Fiumicino si appresta a ospitare un nuovo porto crocieristico. Ed è proprio a partire dal mare che il sindaco Mario Baccini intende rilanciare e rafforzare l’identità della città: “L’acqua è parte integrante della nostra storia e della nostra cultura”.

L’intervista

Lei vuole fare di Fiumicino la ‘città dell’acqua’: da dove nasce questa idea?

Dal fatto che l’acqua è parte integrante della nostra storia e della nostra cultura. Penso ai porti imperiali di Claudio e Traiano: da Fiumicino sono partite le più grandi imprese per il nostro Paese e fare di Fiumicino un forum internazionale su un tema sensibile come quello dell’acqua e della blue economy è per noi una priorità.

Quale iniziativa ha in mente?

Nel mio programma elettorale ho spiegato, non soltanto nella mia città ma in tutto il comprensorio dell’area metropolitana di Roma, che la blue economy è un elemento fondamentale. In primis puntiamo quindi a ospitare un forum internazionale che ci consentirà di chiamare a raccolta tutte le sensibilità e le intelligenze. L’obiettivo è quello di formulare una nuova dichiarazione, il manifesto di Fiumicino, che contribuirà a generare un dibattito e una nuova coscienza sull’acqua, un bene essenziale da promuovere e difendere ogni giorno.

In ballo c’è anche il grande progetto del porto crocieristico di Fiumicino.

La portualità è insita nel codice genetico del territorio. Qualche mese fa sono partiti i lavori per la realizzazione di un nuovo porto commerciale, che consentirà alla nostra flotta peschereccia e a una parte consistente della cantieristica navale di trasferirsi in sicurezza in una nuova struttura. Allo stesso tempo, il decreto giubilare ha previsto la realizzazione di un nuovo porto turistico e crocieristico, che si aggancia a un vecchio progetto ereditato dalla precedente amministrazione.

In che cosa consiste?

Abbiamo aggiornato il vecchio progetto, che prevedeva un’enorme speculazione edilizia con la costruzione di 15 palazzoni. Noi questa speculazione l’abbiamo scongiurata e al posto dei palazzi daremo vita a un parco pubblico attorno al porto. L’azienda coinvolta, la Waterfront Spa, reinvestirà sul territorio oltre 15 mln di euro in infrastrutture e servizi. E poi l’accosto crocieristico sarà per una singola nave.

Quali sono le stime delle ricadute economiche e occupazionali dell’operazione?

Abbiamo la possibilità di rimettere in moto tutte le economie locali, dall’agricoltura ai servizi. Inoltre penso al grande capitale umano che, adeguatamente formato, lavorerà in questa infrastruttura imprenditoriale. Nel contratto di attuazione del progetto, sarà pattuito che il Comune incasserà fino a 5 euro per ogni passeggero. La ricaduta è straordinaria, fra posti di lavoro, opportunità per le imprese, coinvolgimento di tutto il mondo agricolo che qui è molto forte e caratterizzante.

Ci sono delle criticità ambientali da scongiurare?

Noi abbiamo già scongiurato la prima di queste criticità, premessa ineludibile per andare avanti col progetto. Abbiamo chiesto e ottenuto che qualsiasi nave che attracchi non accenda i motori in porto e si attacchi a una centrale elettrica. Vorrei inoltre precisare che questo è un grande investimento privato: non sarà speso un euro di fondi pubblici.

Quali sono le potenzialità inespresse della città di Fiumicino?

La mia amministrazione si è insediata poco più di 8 mesi fa. Abbiamo ereditato una città bella e importante. Dobbiamo però capire come intercettare quel turismo di qualità che c’è nel nostro territorio. L’aeroporto di Fiumicino vanta circa 40 milioni di passeggeri all’anno e si candida a raddoppiare questo dato. Dobbiamo trasmettere un messaggio alle persone che si fermano qui per una notte perché hanno l’aereo la mattina seguente: restate di più perché questa città ha molto da offrire. Ho intenzione di creare un’agenzia per la promozione del turismo, con un partenariato con le grandi aziende presenti sul territorio, aeroporto compreso, che ci consentirà di vendere pacchetti turistici valorizzando anche la nostra straordinaria parte archeologica.

Per cogliere le opportunità che ha descritto sarà fondamentale migliorare i collegamenti con la città di Roma.

Abbiamo l’occasione di avere due grandi porti, quello commerciale e quello crocieristico-turistico; c’è l’aeroporto di Fiumicino con le più grandi aziende al mondo. Abbiamo bisogno di valorizzare tutto ciò dotando queste infrastrutture di una spina dorsale: la metropolitana per il collegamento dei 24 km di costa. E poi c’è il Tevere, che ha potenzialità enormi. Noi non siamo solo gente di mare, ma anche gente di fiume. Abbiamo il Tevere, l’archeologia, il mare, un grande aeroporto, l’agricoltura. Fiumicino non è una città, è un’idea e noi abbiamo tutto quello che serve per fare di Fiumicino una straordinaria idea.

 

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