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Agenda 2030: protezione ecosistemi

Il quattordicesimo obiettivo dell’Agenda 2030 è dedicato al tema della protezione degli ecosistemi marini e costieri, con una particolare attenzione alla sfida della riduzione della contaminazione marina e dell’acidificazione degli oceani, e alla promozione di pratiche ittiche più sostenibili, anche tramite l’innovazione scientifica e la ricerca. In questi ultimi anni, numerosi sono i progetti italiani ed internazionali che vedono numerosi stakeholder cooperare per contrastare il cambiamento climatico a partire dalla risorsa più preziosa al mondo per ogni essere vivente: l’acqua.

Il nylon rigenerato di Aquafil

Si chiama Econyl, il nylon rigenerato derivato da scarti di reti da pesca, ed è l’idea rivoluzionaria di Aquafil, impresa leader nel mondo per la produzione e distribuzione di fibre sintetiche. L’azienda che si posiziona prima nel mondo per basso rischio esg secondo il rating Morningstar Sustainalytics ha un Ebitda atteso per il 2024 tra 76 e 82 mln di euro. L’innovatività del progetto risiede nel fatto che Aquafil coinvolge i pescatori per il recupero del nylon, rendendoli non solo co-protagonisti della salvaguardia degli oceani ma creando loro anche fonti di reddito alternative e derivanti dalla vendita del nylon per la rigenerazione. Un progetto socio-ambientale che ha avuto successo tra numerosi brand di alta moda, entrando a pieno titolo in numerose collezioni.

Econyl, il nylon generato dagli scarti delle reti da pesca.

I crediti di carbonio blu di One Ocean Foundation

One Ocean Foundation (OOF) nasce su iniziativa dello Yacht Club Costa Smeralda nel 2017, in occasione del suo 50° anniversario. La missione della Fondazione è quella di accelerare soluzioni per la salvaguardia di mari e oceani e promuovere un’economia blu sostenibile anche attraverso l’ocean literacy. Tra gli ultimi progetti di OOF si annovera Blu Forest, il percorso di ripristino del capitale naturale blu, e in particolar modo della posidonia oceanica nel Mar Mediterraneo, fonte preziosa di produzione di ossigeno e di stoccaggio delle emissioni di CO2. Oltre alla creazione di aree marine protette, l’iniziativa prevede la promozione dell’uso responsabile delle risorse marine, l’educazione ambientale e la sensibilizzazione della comunità locale sulla importanza della conservazione marina. Nel 2023 la Fondazione ha ripristinato 200 mq di area totale, trapiantato oltre 4.000 talee, attivato una borsa di dottorato e lanciato un documentario a tema.

L’acqua climate positive di Levico

Nasce nel cuore delle Alpi trentine Acqua Levico, da una famiglia di imprenditori bresciani appassionati di sostenibilità. Distribuita solo in vetro, anche a domicilio, e accompagnata da un sistema di reso dei vuoti che premia il consumatore con dei voucher sconto ad ogni bottiglia restituita. Per garantire la sostenibilità dell’acqua Levico, l’azienda presta particolare attenzione alla protezione delle sorgenti, preservate e monitorate costantemente per salvaguardare caratteristiche di integrità e purezza. Al fine di minimizzare l’impatto ambientale, vengono adottate tecnologie all’avanguardia per il trattamento delle acque e per l’ottimizzazione dei processi produttivi e misure di risparmio idrico, come l’utilizzo di impianti di riciclo e recupero delle acque. L’attenzione ai materiali è anche accompagnata da una particolare attenzione nella riduzione degli sprechi durante la produzione e l’imballaggio. Inoltre, l’azienda si impegna attivamente nella sensibilizzazione e nell’educazione dei consumatori sulla sostenibilità e sull’importanza della protezione delle risorse idriche. Dal 2020, Levico si è trasformata anche in una società Benefit, con l’ambizione di “diventare un modello di organizzazione che – anche tramite l’ascolto dei propri portatori di interesse – innova, ispira e contribuisce allo sviluppo di modelli economici rigenerativi”.

L’advocacy del Water Grabbing Observatory

Il Water grabbing observatory (Wgo) è un osservatorio dedicato ad approfondire il fenomeno dell’accaparramento dell’acqua e dell’acquisizione delle risorse idriche da parte di settore privato e governi, a livello globale, a discapito di comunità locali ed ecosistemi. L’osservatorio contribuisce alla divulgazione di informazioni sulla tematica e, tramite approfondimenti mirati, punta a sensibilizzare diversi stakeholder sull’argomento. Particolare attenzione è dedicata alle conseguenze negative del water grabbing su agricoltura, mezzi di sussistenza e ambiente, e alla promozione della partecipazione attiva e mobilitazione civile rispetto a pratiche di gestione sostenibile dell’acqua dove i diritti delle persone e la prospettiva ecologica siano sempre al centro.

Il Water grabbing observatory che analizza l’approvvigionamento dell’acqua a livello globale.
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