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Tim, Merlyn schiera Paolucci e Siragusa nella sfida a Figari e Labriola

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Il fondo Merlyn  candida l’ex vice presidente di Microsoft Italia, Umberto Paolucci, alla presidenza di Tim. È questo l’ultimo  colpo di scena nella corsa ai vertici di Tim. Merlyn rivela i nomi della lista per il cda con Stefano Siragusa indicato come amministratore delegato. Saranno dunque Paolucci e Siracusa a sfidare il tandem Alberta Figari e Pietro Labriola candidati della lista del Cda.

Il prossimo 23 aprile, durante l’assemblea generale, Tim si troverà ad affrontare un cruciale nodo di governance in una fase particolarmente delicata per il gruppo. In questo contesto, i mercati finanziari chiedono garanzie di stabilità mentre la vendita di Netco a Kkr, sebbene ancora in sospeso, sembra inevitabile.

Il Consiglio di amministrazione ha riconfermato l’attuale amministratore delegato Labriola, nonostante abbia perso il sostegno del principale azionista, Vivendi, che per il momento mantiene le sue intenzioni di voto riservate. Vivendi si è anche dichiarata contraria al piano di cessione della rete.

Il Cda schiera con Figari e Labriola anche Giovanni Gorno Tempini, Paola Camagni, Federico Ferro Luzzi, Domitilla Benigni, Jeffrey Hedberg, Paola Tagliavini, Maurizio Carli, Romina Guglielmetti, Leone Pattofatto, Antonella Lillo, Andrea Mascetti, Enrico Pazzali e Luca Rossi.

Merlyn, con lo 0,53% del capitale, come dicevamo, presenta 4 donne e 6 uomini: Paolucci (già vice president di Microsoft e oggi imprenditore), Siragusa insieme a Ersilia Vaudo (Chief Diversity Officer ESA), Nicolo Ragnini (Ubs), Ida Panetta (professoressa della Sapienza), Ottavia Orlandoni (partner di Dwf), Boris Nemsic (ex ceo di Telekom Austria), Robert Hackl (MCE Systems), Paul Doany (ex ceo di Turk Telekom e di Oger Telecom) e Barbara Oldani (Sustainability-Linked Sovereign Debt Hub).

Anche Asati, l’associazione dei piccoli azionisti, si è fatta avanti, presentando una lista attualmente in fase di revisione per garantire la conformità agli standard di genere previsti dallo statuto sociale del gruppo.

Inoltre, si vocifera che ci siano altri soci interessati, con il nome del banchiere d’affari Galeazzo Pecori Giraldi che circola come possibile capo di una cordata di imprenditori che potrebbero ottenere il sostegno di Vivendi.

Il termine per il deposito delle liste scade a mezzanotte, e sebbene il quadro si stia gradualmente delineando, la pubblicazione ufficiale potrebbe richiedere tempo per sbrigare le necessarie formalità, inclusa la verifica del possesso delle azioni.

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