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Cdp Venture Capital, il piano industriale: come funziona il fondo da 1 mld per l’AI

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Lo aveva annunciato la premier Giorgia Meloni, lo aveva confermato l’Ad Agostino Scornajenchi: all’intelligenza artificiale italiana Cdp Venture Capital dedicherà un nuovo fondo da un miliardo di euro. Un fondo che la Sgr di Cassa depositi e prestiti ha presentato oggi nell’ambito del suo nuovo piano industriale al 2028, che prevede in tutto 8 mld di risorse gestite. Una percentuale importante, quindi, andrà a iniziative specifiche sull’AI. Ma come verranno ripartiti i fondi?

Intelligenza artificiale, non solo startup

Punto di riferimento assoluto per l’ecosistema dell’innovazione italiano, Cdp Venture Capital (partecipata al 70% da CDP Equity e al 30% da Invitalia) non riserverà i soldi AI solo alle startup, che però prendono la fetta maggiore. Per far crescere il settore in Italia la società guidata da Scornajenchi (nella foto in evidenza) e dalla presidente Anna Lambiase si è concentrato su tre ambiti diversi:

  • 120 milioni di euro sono dedicati al trasferimento tecnologico, “anello di congiunzione tra ricerca universitaria e mercato”;
  • 580 milioni di euro sono gli investimenti in startup con applicazioni settoriali per “rafforzare gli attori già esistenti”;
  • 300 milioni di euro di investimenti in aziende mature pronte a scalare all’estero e “diventare i futuri campioni nazionali”.

Secondo quanto riferito dall’Ad in occasione del primo annuncio relativo all’iniziativa (durante l’evento del 12 marzo voluto da palazzo Chigi e Agid), l’effetto moltiplicatore del fondo dovrebbe far raggiungere una cifra totale di 3 mld di euro.

In sostanza, con questo miliardo vengono coperte tutte le fasi del processo di innovazione: dalla nascita delle idee a livello di ricerca alle startup in grado dar loro le prime applicazioni, fino alle aziende più mature in grado di farle crescere.

Cdp Venture Capital, le parole di Scornajenchi

“Il Piano che presentiamo oggi è frutto di un lungo lavoro di analisi di quella che sarà l’industria di domani, di come cambieranno i modelli produttivi e i servizi grazie alle nuove tecnologie abilitanti che oggi stiamo sperimentando”, secondo Scornajenchi. L’innovazione italiana “ha radici solide e numerosi primati in ambito scientifico e tecnico, ora è tempo di tornare a giocare un ruolo di primo piano nell’economia internazionale, recuperando visione e competitività. Cdp Venture Capital è pronta a svolgere un ruolo di rilievo nell’accompagnare questa transizione, facendo sistema con i grandi gruppi industriali e le economie dei territori, indirizzando capitali verso i settori più strategici e contribuendo con le migliori competenze sul mercato alla creazione di campioni nazionali e internazionali della nuova imprenditoria. Il Venture Capital è una infrastruttura al servizio del Paese, al pari di quelle già esistenti che trasportano energia, acqua, persone. Il Venture Capital trasporterà capillarmente capitali a favore delle imprese e dell’economia reale del Paese. É uno strumento che, se ben indirizzato, è capace di sprigionare straordinaria potenza”.

Cdp Venture Capital, i 7 focus del piano

L’altro ‘verticale’ più importante del piano di Cdp Venture Capital è quello della cybersecurity, ma in tutto gli ambiti di intervento sono sette, per i quali si prevede di arrivare a 8 mld di risorse in gestione in tutto, con un miliardo raccolto da terzi “secondo il principio del crowding-in, generando un effetto di addizionalità e complementarità all’interno del mercato”, dicono dalla società.

Ecco i 7 ambiti del piano:

  • Artificial Intelligence e Cybersecurity
  • AgrifoodTech
  • SpaceTech
  • Healthcare e Lifescience
  • CleanTech
  • IndustryTech
  • InfraTech e Mobility

Le altre risorse già annunciate

La scelta dei settori, ha spiegato la società, è avvenuta in base all’importanza del venture capital per il loro sviluppo e alla loro importanza per gli obiettivi nazionali: l’intelligenza artificiale, ad esempio, è da tempo una delle priorità principali del Governo italiano. Altri fondi per l’AI sono stati annunciati dal sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti, che ha parlato di altre risorse (dedicate da Dipartimento per la trasformazione digitale di Palazzo Chigi, Acn e, ancora una volta, Cdp) per 800 mln di euro.

“La scelta di focalizzare le attività di investimento su macrosettori segue un criterio di maggiore verticalità delle attività di CDP Venture Capital, legata all’obiettivo di catalizzare il maggiore apporto possibile in termini di specializzazione e competenze e anche di trasparenza e attrattività degli investimenti da parte di terzi”, spiega la società, che seguirà vuole sostenere l’innovazione italiana sia con gli investimenti in ‘fase embrionale’, cioè i round di raccolta fondi denominati seed e pre-seed, sia con investimenti che servono a far maturare le imprese più tardi nel loro percorso di crescita, ovvero nelle loro fasi early e late stage.

“La presenza di un ecosistema finanziario efficiente è condizione necessaria per attrarre capitali, anche nel mondo dell’innovazione, per permettere alle nostre aziende di scalare, garantendo competitività nei mercati chiave, generando impatto sociale in termini di sostenibilità di processi e offrendo agli investitori rendimenti significativi. Il Piano Industriale 2024-2028 di CDP Venture Capital, con un target di raccolta di capitali privati da investitori nazionali ed esteri pari a 1 miliardo di euro al 2028, intende rispondere in modo puntuale ai bisogni del Venture Capital del nostro Paese, delineando obiettivi e linee strategiche orientati a consolidare questo mercato, dalle fasi iniziali di sviluppo fino ad accompagnare le aziende più mature nel percorso di quotazione”, dichiara la Presidente Anna Lambiase.

I numeri di Cdp Venture Capital

Ad quattro anni del Fondo nazionale per l’innovazione CDP Venture Capital oggi gestisce 13 di fondi investimento, per oltre 3,5 miliardi di euro di risorse e 500 startup in portafoglio. Secondo le associazioni di settore, è un player di riferimento il cui lavoro finora è stato fondamentale per lo sviluppo del VC in Italia, e lo potrà senz’altro essere anche negli anni a venire. La ripartenza organica della sua operatività è un tassello fondamentale nel percorso di crescita dell’ecosistema dell’innovazione, e ci stiamo adoperando affinché possa essere presto accompagnata dal tanto atteso varo dello Startup Act 2.0 da parte del Governo”, secondo  Francesco Cerruti, Direttore Generale di Italian Tech Alliance. “Auspichiamo che CDP Venture Capital possa agevolare il lavoro di attrazione investimenti che tanti operatori stanno portando avanti con soggetti istituzionali – come casse previdenziali e fondi assicurativi- che fino ad oggi sono stati timidi nel dare fiducia all’economia reale del Sistema Paese”.

La strategia italiana sull’AI

La filosofia annunciata da Cdp Venture Capital sull’intelligenza artificiale sembra seguire quella impostata nella strategia messa a punto da dipartimento per la Trasformazione digitale e Agid. Anche se la strategia non si conosce ancora nel dettaglio ne è stato diffuso un executive summary in cui si spiega come tra le direttrici principali della strategia italiana ci saranno proprio imprese e ricerca, con l’aggiunta di pubblica amministrazione e formazione, più le iniziative per il potenziamento delle infrastrutture (repository di dataset e modelli). A coordinare le azioni strategiche – tra le quali lo sviluppo di tre Large Language Model italiani, in particolare 3 modelli fondazionali multimodali nazionali – sarà una Fondazione per l’IA, istituita sotto l’egida della Presidenza del Consiglio, con la responsabilità del coordinamento delle azioni strategiche e della gestione di un fondo dedicato.

Il venture capital, anche secondo il documento, sarà fondamentale, se è vero che l’obiettivo della strategia sarà “sostenere lo sviluppo di start-up nell’AI, definendo uno specifico fondo che si rivolga alle nuove impese ad alto contenuto di innovazione nel settore, favorendo al contempo l’interconnessione con le imprese utilizzatrici di IA e con gli attori che già operano nei percorsi di accelerazione e incubazione, a livello accademico e in ambito privato”.

 

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