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Se il calcio diventa social

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Lo sviluppo del calcio internazionale, e dello sport più in generale, negli ultimi 10 anni ha portato a un cambiamento del modo di comunicare di società e atleti. A cambiare sono state le modalità di interazione con un pubblico di fan e appassionati per via del mutamento generale dei canali di comunicazione.

Dal monopolio dei media tradizionali, carta stampata e Tv su tutti, si è assistito rapidamente negli ultimi due lustri all’avvento dei social network che ha completamente modificato il perimetro entro il quale entrare in contatto con la fanbase, oltre alle modalità di interazione.

“Non comunicare è come non esistere”, ed è proprio da questo assioma che possiamo analizzare un nuovo ecosistema digitale e di comunicazione che mette al centro gli atleti e le modalità di relazione con i propri follower.

La capacità di esporsi e comunicare nella maniera corretta è una skill sempre più importante per i calciatori (soprattutto di alto livello), che devono essere in grado di gestire la propria immagine anche fuori dal campo.

Non è un caso che sempre più figure professionali specializzate in questo ambito vengano incluse nel roster di rappresentanza dei calciatori che hanno necessità di gestire più ambiti della loro carriera,  non solo quelli che riguardano gli aspetti del rettangolo verde.

Un aspetto fondamentale da tenere in considerazione soprattutto per quanto riguarda fanbase di milioni di utenti.

Come nel caso di Paul Pogba, il calciatore più seguito della Serie A. Sembra paradossale pensare che il record spetti a un calciatore al momento squalificato per le note vicende che lo hanno interessato. Il francese raccoglie più di 60 milioni di follower su Instagram raggiungendo i 95 milioni se sommiamo anche Facebook e X, frutto di una carriera che lo ha tenuto sulla cresta dell’onda fino a un paio di stagioni fa e di una comunicazione che ha valorizzato il suo personaggio nelle sue esperienze con le maglie di Manchester United e Juventus. Pogba è stato anche l’uomo immagine della Francia prima del poderoso avvento di Mbappé.

Tra i 10 giocatori della Serie A più seguiti su Instagram troviamo molti calciatori sudamericani o di lingua spagnola: Dybala (2°), Sanchez (3°), Cuadrado (4°), Martinez (5°), Paredes (6°) e Pedro (9°). Questo fenomeno avviene principalmente per due motivi: la passione dei Paesi latini nei confronti dei propri beniamini (basti pensare che anche Medel era sempre in Top 10 quando giocava in Serie A), che a volte sono idoli nazionali. È il caso di Sanchez o Vidal, parte di una generazione che ha fatto la storia del calcio cileno nell’ultimo decennio. In un Paese, il Cile, che non supera i 20 milioni di abitanti.

Lo spagnolo poi è la seconda lingua più parlata al mondo, alle spalle del cinese mandarino, e per tale ragione i contenuti hanno maggiori possibilità di diventare virali a livello globale.

Ma chi è l’italiano più seguito in Serie A? Un caso particolare riguarda Stephan El Shaarawy che conta su Instagram più di 6 milioni di seguaci (11° in classifica). Parliamo dell’italiano con più follower nella massima serie che ha costruito la sua fanbase lavorando prima e meglio sulla propria comunicazione, e trovando un forte boost nella fase in cui grazie al suo trasferimento in Cina ha potuto intercettare l’interesse internazionale.

Anche LinkedIn negli ultimi anni ha suscitato l’interesse dei calciatori.

Se a livello italiano tutto è partito con un post di Cristian Zaccardo che ‘cercava squadra’ con un post pubblicato sulla piattaforma di recruitment, a livello internazionale si è diffuso nelle ultime stagioni un crescente utilizzo. Sono stati soprattutto i calciatori tedeschi, Müller e Kroos tra quelli più conosciuti, ma anche Trapp e Gosens (per fare un esempio di un ex Serie A), a sdoganare l’uso del social ‘dei professionisti’ anche tra i calciatori.

Ad oggi in Serie A però, sono pochi i casi da segnalare, tra questi Paulo Dybala che ha una presenza social su tutte le piattaforme, ma è fermo su LinkedIn ormai da un anno. LinkedIn non è un social per “cercare lavoro”, bensì una piattaforma per posizionarsi attraverso contenuti rivolti a un pubblico alla ricerca di argomenti più approfonditi, non ‘snack’ come nel caso di Instagram, Facebook o X.

Questo oggi lo hanno capito anche i calciatori, che su LinkedIn toccano argomenti adatti alla piattaforma: dal business extracampo fino a progetti sul calcio e la loro attività da professionisti.

Totalmente diverso il discorso per TikTok. La piattaforma cinese da quando si è riposizionata dal focus su musica e balletti, all’intrattenimento totale, ha attratto una mole di sportivi (e quindi fanbase) non indifferente. Le collaborazioni in ambito sportivo come l’Europeo del 2020 e il Sei Nazioni, hanno reso ancora più appetibile la piattaforma per il mondo del calcio.

Proprio la massima serie italiana è molto attiva su TikTok e conta 3,8 milioni di follower, più di alcuni tra i giocatori del campionato più seguiti, come ad esempio il già citato Pogba (2,5 milioni) o Leao (2,7 milioni).

A livello di calciatori italiani segnaliamo il portiere del Napoli Pierluigi  Gollini, l’attaccante dell’Atalanta Gianluca Scamacca o quello del Frosinone Walid Cheddira, che si attestano su cifre tra i 50.000 e i 250.000. Praticamente irraggiungibile il re della piattaforma in Serie A: il romanista Paulo Dybala, attivo fin dagli albori di TikTok e ora seguito da più di 10 milioni di fan.

*Marco Pino è il collaboratore editoriale di socialmediasoccer.com, specializzato nell’analisi di dati economici e finanziari legati all’industria del calcio.

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